Stai sfogliando l'archivio delle categorie per la categoria ‘Viaggi’ .
Quest’anno per austerity e tempo inclemente è stata una Pasqua di piccoli spostamenti: la mostra di Brueghel a Como il Villaggio Crespi a Capriate S. Gervasio
La mostra di Como è molto ricca e curata, l’illuminazione dei quadri è molto suggestiva e ancora una volta dimostra come nei centri medio – piccoli si realizzino cose interessanti, mentre nelle grandi città la fregatura ( mostra intitolata a un grande, con all’interno un quadro del medesimo e una valangata di minori per la gioia di galleristi e antiquari) è sempre in agguato, quasi come per i ristoranti……
Il Villaggio Crespi è un piccolo gioiello di archeologia industriale: il tentativo ottocentesco illuministico-umanitario di far convivere razionalmente capitale e lavoro, tentativo spazzato via dai contrasti del novecento, ma da non disprezzare considerando la condizione degli altri lavoratori in quel secolo.
Da vedere lì vicino la centrale idroelettrica a Cassano d’Adda: una fortezza neo medioevale sotto il castello di Bernabò Visconti ( al momento incartato per restauri), peccato non sia possibile visitare l’interno.
Alimentazione in piena sintonia: porchetta toscana in una bancarella a Como e panini gastronomici di casa a Capriate
Da più una decina d’anni il Festivaletteratura di Mantova per noi è come una sorta di “petit patisserie” che conclude le vacanze estive. La città è piccola e affascinante, si mangia bene, il clima solitamente è mite con un ultimo “refrain” dell’estate e le persone che abitano il festival: autori, volontari, pubblico ci riconciliano con l’Italia anche nei momenti peggiori. Quest’anno la Sig.ra B. la nostra loquace affittacamere ha deciso di tirare i remi in barca gettandoci nello sconforto da perdita di vecchie abitudini e preoccupazione per il futuro, anche perché la nostra presenza al Festival ha molte variabili essendo coinvolte la Tennica, l’Artista, eventuali amici e forse la Perla quando zia e mamma smetteranno di fare ostruzionismo.
Abbiamo quindi deciso di fare una visita esplorativa sabato per verificare eventuali sistemazioni. La situazione pareva difficile perché i posti letto in città si tramandano di anno in anno, ma fortunatamente la crisi generale dei giornali ha ridotto la presenza dei giornalisti (abili a trovare le migliori sistemazioni) aprendo alcune possibilità. Appena arrivati, prima di renderci conto, abbiamo cominciato automaticamente a correre come dovessimo andare a qualche evento, ci siamo guardati negli occhi e ci siamo piazzati in un caffè per pianificare la ricerca. L’Apprensiva era stata un po’ approssimativa nella preparazione e c’è stata un po’ di tensione quando ha capito che io ero più interessato al mercato dei contadini che alla ricerca dell’alloggio. Il mercato è molto allegro, ci sono contadini veri ed è frequentatissimo, ho comprato: parmigiano stagionato, miele di castagno, noci, fiocco di maiale stagionato intero, qualche fetta di un prosciutto senz’osso strepitoso e ho mancato per esaurimento la “pancetta salamata” non so cos’è, ma dal nome mi pareva buonissima, sarà per la prossima volta…
Pranzo molto soddisfacente da Fragoletta con salame scottato alla polenta, spalla cotta con mostarda e bigoli al torchio.
In due settimane siamo passati dall’inverno artico alla primavera, non durerà, ma è cambiata la luce e viene voglia di uscire all’aperto. Venerdì sera, quindi, ho prospettato con l’inganno una scampagnata all’Apprensiva: in realtà volevo dare una mano alla pittura di una barca messa in secco, imbarcazione “legata” alla mia nuova attività lavorativa. Ho invitato l’Apprensiva a trascorrere una bella giornata al lago, in un porto dotato di tutte le comodità, di cui in realtà avevo avuto vaghissime indicazioni (un accenno alla presenza di un baretto….).
Arrivati sul posto scopriamo con disappunto mio e disgusto dell’Apprensiva che il cantiere è un luogo per niente ameno e il famoso barretto è un baracchino chiuso. Segue una filippica sui miei entusiasmi devastanti e sulle mie iniziative estemporanee accompagnata con la richiesta ultimativa di accompagnamento a una qualsiasi stazione.
Fortunatamente mancavano sia la vernice per la barca sia il collega verniciatore a cui avrei dovuto dare una aiuto e quindi abbiamo potuto riprendere un tour turistico sul Lago Maggiore. Sulla base di un’ indicazione della guida delle Osteria abbiamo mangiato alla Trattoria dei Commercianti di Borgomanero : due antipasti ( flan di cardi con peperoni e bagna caoda, sformato di tapinanbur con fonduta al Castelmagno , buonissimi anche se la bagna caoda era un po’ troppo civilizzata) due secondi ( guazzetto di fagioli e calamaretti e il tapulone, un ragù d’asino senza pomodoro tipico della zona, deliziosi entrambi), acqua, un calice di vino e caffé a soli € 52,00.
Altro che Milano…..
Alla vigilia di questo week end io e l’Apprensiva eravamo un po’ depressi, questioni socio-finanziarie unite ai postumi di un gran raffreddore per lei e un attacco devastante di mal di schiena per me. Io però ho deciso di non arrendermi e ho programmato un fine settimana di cucina intensiva.
Ho cucinato:
Mjadara, crema libanese di lenticchi e riso trovata su D di Repubblica, di cui sono assiduo lettore a differenza del Venerdì che trovo superfluo
Brodo Primordiale, rivisitato con una ricetta americana di Alan Bay, perché fare il brodo significa credere nel futuro
Baccalà alla ghiotta, perché ho trovato il baccalà al mercato e non resisto
Arrosto ai carciofi e funghi nella Romertopf (richiesto dall’Artista per un amico)
Peperonata
Tutte le ricette hanno superato le aspettative, comincio con l’arrosto, ma darò conto anche delle altre.
PS la domenica il mal di schiena è passato….
Arrosto di vitello con funghi e carciofi nella Romertopf
Ingredienti: 1 Kg di arrosto di manzo bello cartilaginoso (quello magro serve per il tonné), 4 carciofi, 3 porcini di media grandezza, tre spicchi d’aglio, un bicchiere di brodo ricco, 50 gr di pancetta tagliata sottile ( io uso il guanciale gentilmente arrivato dall’Artista), un pizzico di prezzemolo, sale e pepe
Preparazione: mettere a bagno la Romertops, pulire i carciofi tragliandoli in quattro lasciando 5 cm di gambo, pulire i funghi tagliandoli a pezzi grossolani, fasciare l’arrosto con la pancetta, salare e pepare. Adagiare l’arrosto, coprendolo con funghi, carciofi e l’aglio, irrorare con il brodo. Mettere il tutto nel forno freddo e portarlo a 200°, cuocere per due ore rigirando l’arrosto ogni 30 minuti. Tagliare l’arrosto in fette da 1 cm rimettere in forno con una spruzzata di prezzemolo per 30 minuti, aggiungendo un po’ di brodo se risultasse troppo aciutto. Servire le fette coprendole con il sugo di funghi e carciofi , questo è molto importante perché mangiandoli insieme l’effetto è travolgente.
Biblio: è tutta farina del mio sacco
Quando trovo un locale che offre una valida proposta gastronomica, in cui varietà e qualità dei cibi, ambiente e servizio presentano un buon rapporto rispetto al prezzo, alto o basso che sia, sono molto contento. Non solo come consumatore, ma perché mi piace un lavoro ben fatto e le persone amano corrisposti la propria attività.
È il caso del Pinolo Mannaro un ristorante di Genova sistemato a mezza costa in un caruggio che parte dal Molo Vecchio/Pescheria.
L’ambiente è marinaro, ma con un tocco Pop che lo rende accogliente e per nulla kitsch, l’accoglienza è cordiale con un pizzico di follia della proprietaria, il servizio efficiente e rapido. Dovendo valutare una convenzione abbiamo fatto quello che tutti i cuochi odiano: ordinare sei piatti diversi in due. Abbiamo cominciato con Insalata di seppie: fresca e profumata, Tartare: gustosa e ben condita, continuando con Panzotti di borragine al ragù: un buon contrasto fra il ripieno e il ragù al coltello, Sciaratelli al sugo piccante di acciughe: tagliatelle spesse e molto saporite, Fritto misto: pochi pesci (acciughine spinate, gamberoni e pescatrice) in una pastella fragrante con uno strano contorno di erba cipollina fritta, Pescatrice con salsa gaspacho: un po’ una ripetizione, ma avevamo ordinato senza chiedere troppe informazioni e Gelato allo zenzero per far dimenticare i peccati. Il prezzo è stato onesto € 40 a testa con caffè, acqua e un bicchiere di vino. Questo piccolo ristorante mi ha colpito per il forte carattere che è riuscito a esprimere sia nell’ambiente sia nel menù, pur nella difficoltà di operare in una fascia media. Infondo uno va al ristorante per mangiare piatti diversi da quello che può cucinarsi a casa e in un ambiente rilassante e stimolante.
Pinolo Mannaro
Via San Bernardo 28R
Genova
Tel 010 24.74.877
Chiuso martedì sera
Ps la cuoca è cattivissima, ma simpatica
Da anni per motivi professionali frequento fiere e congressi, con esiti gastronomici tragici: tristi panini imbottiti, piadine mollicce, tramezzini gelidi come vecchie zitelle, compensati da scorribande notturne nei locali tipici. Quest’anno, avendo cambiato un po’ il mio ambito lavorativo, sono andato al Salone di Genova è ho avuto una lieta sorpresa: aree di ristoro all’ aperto (un po’ tipo Festa dell’Unità) spartane ma ampie e ben distribuite, servizio minimalista ma rapido e cibo di buona qualità, prodotti tipici come la focaccia (fatta in loco), il fritto di mare e qualche esoterismo con la paella e il kebab. I prezzi naturalmente sono un po’ da rapina, ma siamo in Liguria ed è il “genius loci”. E confortante sapere che in questo paese qualcuno lavora bene….
Ultimo giorno del festival, siamo stremati dal caldo umido di Mantova, la folla si fa meno caratterizzata, fra i volontari si cominciano a notare le occhiaie da amori adoloscenziali precocemente spezzati.
Abbiamo pranzato all’Antica Osteria Fragoletta locale che si vanta di aver ospitato Goldoni e Casanova, io ho preso un più che soddisfacente Maccheroncini al torchio con crema di zucca e stracchino.
Incontri rilevanti
Ricordo del poeta Kazantzakis, lo si che é il secondo poeta per uno che non legge poesie, ma come si fa a resistere a uno che ha scritto il seguito dell’Odissea in 33.333 versi ed é l’autore di Zorba il greco?
I quaderni di scuola 150 di storia italiana attraverso i temi delle elementari, tramite pratici tablet é possibile navigare fra i temi dei giovani italiani dall’Unità a oggi. Danno uno specchio dell’immagine di se che l’Italia ha voluto darsi negli anni. Qualche volta c’è una voce anarchica, Adele : dopo la caduta di Mussolini le suore ci hanno detto che Mussolini é stato destituito, fuori sono tutti contenti perché c’é la libertà ma io non riesco a essere contenta e mi domando com’é che andava bene da vent’anni?. Esilarante il problema ideologizzato: Quattro operai coministi che lavorano poco guadagnano 5 lire mentre quattro operai fascisti ne guadagnano 8, quante lire guadagnano di più gli operai fascisti?
La Gattoparda storia e avventure di Alessandra Wolf-Stomersee moglie di Tommasi di Lampedusa, il ritratto di una donna colta, energica e trasgressiva una delle più importanti della psicanalisi italiana. Una perla: scrive al marito che vuole farla tornare a Palermo dopo la distruzione del palazzo Se non sopportavo tua madre in un palazzo di trenta stanze figurati in due.
Fra l’altro, trasferitasi a Palermo alla morte della suocera, voleva rifare la cucina baltica con ingredienti siciliani, seminando il terrore fra i commensali
Non amo le file, un po’ per la noia di perdere tempo che potrei impiegare in modo parimenti inutile, un po’ per la tensione che in un paese anarchico si genera dalla possibilità di dover litigare qualche prevaricazione. A Mantova é diverso: la coda fa parte integrante dell’esperienza del Festival.
Esistono due tipi di coda
- quella dei sommersi, aspiranti partecipanti senza biglietto trepidanti e uniti nell’attesa del primo verdetto (biglietti disponibili dopo le prevendite) e dell’appello ( posti disponibili per rinuncia)
- quella dei salvati, in possesso del biglietto, in fila per i posti migliori vicino al proprio idolo o semplicemente perché non sanno cosa fare e preferiscono stare in piedi in compagnia.
Tutte e due le code hanno un clima rilassato, ci si conosce, si solidarizza per i piccoli inconvenienti e si commentano gli incontri passati. Questa cordialitá si trasforma in sdegno da Pelide Achille per i furbi. Le discussioni sono brevi partono dall’educato/indignato per arrivare a sfiorare lo scontro fisico con l’allontanamento del reprobo. La categoria dei furbi in genere é affollata da signore di mezza etá pittate e ingioiellate. E’ ammesso tenere un posto per compagno/a, al secondo posto ti guardano già storto.
Abbiamo pranzato all’Osteria Piazza Sordello dove l’ Apprensiva ha mangiato una Tinca affumicata in crema di zucca notevolissima.
Incontri rilevanti:
lettura di opere di Tagore, uno dei pochi poeti che riesco a leggere, sono poesie simili ad acqua trasparente, carica di colori profumi e sentimenti
Bergonzoni incontrato per caso mentre strepita da una finestra di Piazza Canossa dedicando le sue opere alle suocere antropofaghe e ai loro generi alimentari
Passi quotidiani sui quantistici collassi non posso dire di aver capito moltissimo ( memo il prossimo anno evitare lo stracotto d’asina con polemta prima degli incontri sulla quantistica) ma sono argomenti affascinanti e mi avvicinano alla comprensione del mondo femminile. Esemplificazione al femminile della teoria di Schrodinger sugli stati contemporanei in meccanica quantistica ( gatti vivo / gatto morto) Domanda Sono grassa? Risposta quantistica Sei magra, ma se hai intenzione di metterei a dieta sei anche lievemente sovrappeso…
I volontari sono uno degli aspetti migliori del Festivaletteratura: 600 fra maschi e femmine con le loro magliette blu, età fra i 16 e i 22 anni, alti e bassi, belli e brutti sono accomunati dallo sguardo un po’ vago di chi legge. I primi giorni sono freschi e un po’ imbranati, si muovono in punta di piedi tessendo relazioni fra loro. Ci sono quelli più anziani con compiti specifici e infine i marescialli con una fascia gialla C (come capo) al braccio, potrei uccidere per quella fascia!
Incontro spumeggiante con De Cataldo autore de I Traditori uno dei migliori romanzi sul Risorgimento usciti ultimamente. L’Apprensiva ha incontrato Pandiani un suo ex compagno di liceo diventato autore di noir di successo. L’ha subito riconosciuta e l’ha salutata dicendogli L’ avresti mai detto che l’ultimo della classe…..
Pranzo all’ Osteria ai Ranari con un antipasto di sarde di lago sottolio con cipolle di Tropea su polenta di grano saraceno entusiasmante.
Nel pomeriggio incontro con Ala al Aswani autore di Palazzo Yacoubian un libro scoperto quattro anni fa sempre a Mantova e che preconizzava, con grandi rischi per l’autore, la rivolta alla dittatura.
Surrealismi
Mantova è anche un’occasione per seguire temi off topics rispetto ai propri interessi. Io ero curioso di saperne di più sul gruppo Bloomsbury e quindi sono andato all’incontro con Angelica Garnet arzilla vecchietta inglese, nonché nipote di Virginia Wolf. L’intervistatore dopo una breve e confusa presentazione, (Angelica ha fatto molte cose nella vita pittrice, ballerina, musicista e da ultimo scrittrice) da cui di capisce che non ha la minima idea di chi ha di fronte, comincia Sua nonna era una donna bellissima e intelligente ci può parlare di lei ? Angelica con asciuttezza britannica Non posso sono nata vent’anni dopo la sua morte Intervistatore imperterrito Suo nonno é stato il primo a formare un circolo intellettuale influente, che ricordi ha? Angelica un po’ a disagio Non posso dirlo non l’ho mai conosciuto A questo punto l’intervistatore si porta su terreni più solidi La sua casa é stata trasformata in museo come la vive? Angelica In effetti é un po’ strano, ma io vivo da tempo in Francia, comunque sono contenta che sia tutto conservato . L’incontro prosegue fra domande banali fra cui svetta Come é che lei, figlia di due pittori, ha scelto di dipingere? Il pubblico non rumeriggia per rispetto dell’anziana signora e l’incontro si conclude fra altre banalità.
Cose buone della vita avere una progenie attenta (leggasi ipercritica) e ricevere ogni tanto un complimento (dallaTennica) che ti commuove e che ti terrai caro per parecchio.
Come tradizione da una decina d’anni facciamo un ultimo supplemento di vacanze a Mantova in occasione del Festivaletteratura. Abbiamo cominciato con un giorno, adesso partiamo il giovedì mattina, ho lavorato duramente l’ultima settimana così non mi sento troppo colpevole e me la godo. Affittiamo due stanze nel deliziosi Bed & Breakfast della Sig.ra Bianca e l’ Artista, la Tennica e le loro amiche sono invitate permanenti, la Perla deve aspettare di avere l’ etá ( io sospetto che mamma e zia non vogliano impicci…), quest’anno c’é solo la Tennica con qualche amica. Mantova é un buon ricostituente per affrontare l’inverno: la cittá é piccola ed affascinante, si mangia benissimo ( solo a pranzo perché la serata é densa di appuntamenti), guardare i volontari adolescenti con le loro magliette blu allarga il cuore, sentire i tuoi autori preferiti e quelli sconosciuti che hai scelto nel menù allarga la mente e fa sperare per il futuro.
Gli incontri con gli autori riescono sulla base di una particolare alchimia: autore disponibile, intervistatore che ne conosce l’opera e non vuole parlare di se, pubblico frizzante ma non molesto (gli insegnanti con le loro domande che hanno già la risposta hanno l’effetto del bromuro)a prescindere dall’autore, a volta funziona, altre volte un po’ meno, qualche volta il pubblico (prenotante e pagante) s’incazza di brutto. Mi ricordo Terzani meravigliato da tutto quel pubblico sederesi sul tavolo e dire: Sono un Fiorentino, non sono mica un guru! Eco palloso e cattedratico (da giovani rivoluzionari e da vecchi pompieri …), il pubblico in una serata fredda che insultava due scrittori americani che parlavano solo fra loro. L’incontro con Christopher Moore autore fantasioso di cui Uno sporco lavoro é un gioiello é andato così così, peccato perché era l’inventore del “maschio beta”: quello più debole complessato ma intelligente che mentre il maschio alpha si fa ammazzare consola le vedove e propaga la specie.
Ps cose buone della vita: aspettare in stazione figlie o/e nipoti che arrivano e incrociano per qualche giorno le rotaie della loro esistenza


Commenti recenti