Oggi è una di quelle giornate primaverili milanesi grigine , né calde né fredde, né piovose né asciutte e il neurone a specchio della Perla la riflette perfettamente fra bohh…vabbé….non ho voglia…

Scuola di cucina gli gnocchi con entusiasmo ridotto versa la farina stupendosi per la sua lievità, i rotolini sono troppo spessi e tagliati alla carlona, a tavola mangia prevalentemente il ragù motivando tutto con  una vaga insofferenza alla noce moscata

Scuola di cucina il budino In scatola perché bisogna anche sapere usare i preparati, mescola di malavoglia, come se scarabocchiasse e abbandona il tutto sul finale attirata dalla TV

Planetario La prima mezzora si è interessata allo spettacolo, seguendo i puntini delle stelle, poi di fronte a spiegazioni troppo tecniche si è addormentata in braccio ed è stato un bene perché quando si è svegliata era di umore decisamente migliore.

Arrampicata domani il tempo sarà bruttissimo e quindi il programma cambia, in compenso al parco del Museo di Storia Naturale c’era un mini Arrampico di consolazione; uno spettacolo a sè i genitori delle creature: madre ansiosa che ferma le corde per agevolare il prezioso virgulto.. padre trainer fai così …metodo e ritmo…bambina orfana ( genitori disinteressati) che fa diligentemente gli esercizi con l’aria di dire: lo faccio perché mi avete messo qui, ma io preferivo le bambole

Esercizio di sorriso Io lo sai che c’è un buon metodo per i momenti di tristezza? P. dubbiosa, quale? Io cerchi di fare l’espressione più triste che hai, poi piano, piano accenni un sorriso, sempre più ampio, vedrai che ti senti meglio  P. incuriosita proviamo Io più triste!… ecco così adesso piano piano un sorriso…. non una risata.. un sorriso ampio P. ma mi fai ridere… Io puoi provare davanti a uno specchio…

Sicurezze Io guardando desolato uno strato di vestiti/giochi/quaderni attorno al divano letto in soggiorno ( il dna del disordine deve essere dominante: la Perla è ancora più disordinata di  come fossero sua madre e sua zia alla sua età, non pensavo fosse umanamente possibile) che casino! Apprensiva, propositiva ci vorrebbe una stanza in più P tassativa, voi non dovete cambiare casa!

Aspettavo la Perla e l’Artista al solito posto davanti alla stazione, quando sono arrivate ho avuto un flashback, come in un film di Leone: un tempo apparivano da lontano come una l. poi come una l: e ora come una li e prossimamente come una II… come passa il tempo signora mia…

Spontini La pizza più unta, formaggiosa e saporita di Milano, a tavola, fregandosene del rapido turn over dei commensali ( la piazza non è fast food ma da Spontini tutto è organizzato per fare in fretta e liberare il tavolo), discorsi  rilassati di varia umanità: Io avete di nuovo dimenticato il libro delle ricette, se lo rifate finisce la scuola di cucina Perla &  Artista umhhh..avevamo fretta… l’epidemia…le cavallette….. Io vabbè, ma non le avete neanche trascritte per il mio blog! Artista guarda che la Perla per scrivere quelle due righe di risposta a te (grazie!grazie!grazie! questo week end sento già che sarà bellissimo tanti baci) ci ha messo tantissimo…Io, critico letterario erano un pochino  esagerate… Perla, donna di mondo …ma erano per figura……

Naufragio Concordia
A pranzo mi sono ricordato di un’indiscrezione avuta sulla sorte del costosissimo Galeone del Lego regalato per Natale cosa mi dite dell’incidente del Galeone? Le due arrossiscono dandosi la colpa l’ una con l’altra, come due malfattori: è stata la mamma aprendo un armadio …. era in mezzo alla stanza da due settimana ha preso solo un colpetto e poi la Perla non ha voluto ricostruirla…  non è vero e poi mi ha detto di non dirlo alla zia… Io finitela ho già visto questa storia: tu Perla sei come il Comandante Schettino e tu Artista sei come la Costa Crociera, se rimuoveranno la Concordia, voi potete ricostruire il Galeone e se manca un pezzo lo chiedo io alla Lego

Il Castello nel cielo Il film è poetico e commovente, dimostra che anche senza 3d se c’è la storia, la fantasia e il disegno si possono fare grandi cose. La Perla si è agitata come un’anguilla per tutto il film provando tutte le posizioni e facendosi grattare la schiena come un orso….

Cena a sorpresa a casa di Giovannino, la Perla per metà della serata a fatto discorsi da femmina con la sorella grande di Giovannino ( chi ti piace?… Jonni Deep…anche a me è bellissimo…. ha anche una casa in Francia… ma quanti figli ha?… sei fidanzata ?… no sono appena sfidanzata… peccato…. e tu?…….) e per l’altra metà ha giocato a Nintendo, mangiando poco,dichiarando la sua fame a mezzanotte e addormentandosi di botto senza storia, ma con un paio di carezze.

Dopo lunghe elucubrazioni, dovute all’inconcludenza dei genitori, il desiderio mio e della Perla di passare un week end di bagordi assieme è stato esaudito, sabato arriva e questo è il menù:

Nonno&Nipote Spring

A volte in cucina gli attrezzi più semplici sono quelli più utili, dopo un periodo straconsumistico (dieci anni alla ricerca del trita cipolla perfetto) sto arrivando a una concezione più minimalista dell’attrezzatura: in primis le mani (…e i guanti in lattice per alcune lavorazioni), poi i coltelli, la mandolina e le pentole.
In questo Panteon è entrato e non ringrazierò mai abbastanza il network che me lo ha fatto pervenire da Roma, uno strumento semplice umile ma utilissimo il Taglia puntarelle. Semplice, essenziale, bello da guardare e facile da pulire, non solo accelera e rende agevole la preparazione delle puntarelle, ma serve anche a sezionare altre verdure, a fare l’uovo sodo a mimosa, a preparare la mozzarella per la pizza e chissà quali altri utilizzi… un vero piccolo tesoro.
PS naturalmente non ho rinunciato all’abbattitore, ma quello è un altro discorso….

Le acciughe e in genere le loro cugine alici, sarde, sardone e sgombri, mi piacciono assai. Emotivamente sono anche legate alle interminabili estati al mare da ragazzo: a Torino il pesce non esisteva, ma a Lignano Sabbiadoro la dieta prevedeva: sarde impanate ( ottime quelle rubate fredde dopo il bagno del pomeriggio) e gli sgombri al limone ( con l’avvertenza di trovare ed eliminare l’aglio nascosto), tutto qui perché con il pesce da cucinare mia madre non aveva un buon rapporto.
Comunque io le utilizzo molto, fra quelle conservate ho preso a usare solamente quelle sotto sale: la carne si mantiene morbida e il lavoro per prepararle evita consumi eccessivi,  le cucino in ogni maniera, ma fino ad ora nelle preparazioni al forno mi sono sempre ritrovato con un sapore amaro ridotto che non mi soddisfaceva. Ora ho trovato una ricetta calabrese che mi sembra veloce e perfetta ( l’Apprensiva approva)

Alici alla menta
Ingredienti: 800 gr di alici freschissime, 100 gr di capperi, 2 spicchio d’aglio, una grossa manciata di foglie di menta, un ciuffo di prezzemolo, 100 gr di pangrattato, 6 cucchiai d’olio, sale e pepe.
Preparazione: spolverare con il pan grattato una teglia antiaderente piccola, tritare i capperi, la menta, il prezzemolo, l’aglio, aggiungerli al pan grattato e mescolarli con i sei cucchiai d’olio, salate e pepate. Pulire le alici, aprendole a libro, collocarne uno strato con il dorso di base sulla teglia, coprire con uno strato di condimento, continuando così fino all’ultimo strato di condimento. Infornare nel forno a 200° cuocendo per 20 minuti. Ottimo caldo, tiepido o freddo.
Biblio Il libro del pesce D. Nicolà Ponte alle Grazie

In generale, se interpellata in momenti da lei non giudicati consoni ( film in televisione, giochi in corso, arrivo della sorella…) cioè quasi tutti, la Perla risponde a monosillabi incollando alla fine a mo’ di cerotto un Ti voglio tanto bene!. In questo in non è molto diversa da tutti noi alla sua età ( saluta il nonno….lo zio… la signora, chi non se lo ricorda…).
Tutte le regole hanno però un’eccezione e quindi ieri sera abbiamo avuto una lunga conversazione su temi vari: P. ciao nonno mi ha detto la mamma che mi volevi salutare Io certamente come stai ? P. benissimo, quando posso venire a Milano? Io quando vuoi, basta che ti metta d’accordo con i tuoi e me lo dica, così preparo un programma P. hai Sky cinema? Io non più, ma scarico i film a noleggio da internet P. qui non si può, quando guardo la televisione il computer lo usa sempre la mamma Io ma poi a Milano andiamo a vedere il cartone dei pirati P ci sarebbe forse quello dei Titani… ma forse è meglio i Pirati. P, discorsiva, sono andata a un pigiamo party Io, dubbioso, quanti eravate? P. io e la mia amica Io allora non era un pigiama part, era una notte con la tua amica P. vabbè… ma forse lo faccio per il mio compleanno Io forse è un po’ presto….P. forse il mio compleanno lo festeggio a Venaria Io accidenti il compleanno in un castello! P. precisa è una reggia, comunque forse….Io hai saputo che la zia sta male? P. certo, speriamo che guarisca… Io ma sicuro è solo un mal di gola P. e se non guarisce? Io guarda che è solo un mal di gola, la zia è un po’ una piaga ma è forte P. e se ha il cancro ? Io non dire stupidaggini e comunque i figli devono morire dopo i genitori quindi semmai tocca a me P. dubbiosa forse sarebbe meglio insieme Io definitivo neanche per sogno si va per ordine: i genitori invecchiano e poi muoiono.. si va per ordine. Ogni tanto capita il contrario ma è orribile P. poco convita vabbè….
La conversazione continua su temi vari per una mezz’oretta, con un finale da adolescenti ( attacchi tu, no attacco io) la Perla è in quell’età strana in cui sulla trama della sua personalità di bambina cominciano apparire come filoni di miniera le venature di quello che sarà da ragazza

Stanchi del dibattito siamo andati a vedere il film; alla fine molto pathos, un tentativo di appaluso e parecchi occhi lucidi. Siamo usciti dal cinema in silenzio con un peso sullo stomaco e sul cuore, sentendoci un po’ colpevoli anche noi di una storia che era cominciata quando eravamo ragazzi, si era sviluppata negli anni della maturità sino a diventare un ginepraio incomprensibile ed era finita con alcuni colpevoli individuati, altri (i mandanti) indicati per categoria e nessuno punito.
Ci sentivamo colpevoli anche solo per averlo subito, per non aver protestato tutti i giorni. Per quanto riguarda le polemiche mi sembrano cose un po’ da reduci, il film in fondo mostra le poche cose ormai chiarite: i dirigenti di polizia ex fascisti degli anni sessanta, i servizi molto deviati, quelli un po’ e quelli no, i depistaggi, i processi trasferiti, la politica e le sue reticenze, i fascisti veneti e lascia aperte le domande che non hanno risposta: perché due inneschi, cos’è successo veramente a Pinelli, chi erano precisamente i burattinai? Forse un santino di  troppo per Calabresi, ma un risarcimento per la vittima di una campagna crudele non stona…

Quest’anno per austerity e tempo inclemente è stata una Pasqua di piccoli spostamenti: la mostra di Brueghel a Como  il Villaggio Crespi  a Capriate S. Gervasio
La mostra di Como è molto ricca e curata, l’illuminazione dei quadri è molto suggestiva e ancora una volta dimostra come nei centri medio – piccoli si realizzino cose interessanti, mentre nelle grandi città la fregatura  ( mostra intitolata a un grande, con all’interno un quadro del medesimo e una valangata di minori per la gioia di galleristi e antiquari) è sempre  in agguato, quasi come per i ristoranti……

Il Villaggio Crespi è un piccolo gioiello di archeologia industriale: il tentativo ottocentesco illuministico-umanitario di far convivere razionalmente capitale e lavoro, tentativo spazzato via dai contrasti del novecento, ma da non disprezzare considerando la condizione degli altri lavoratori in quel secolo.

 
Da vedere lì vicino la centrale idroelettrica a  Cassano d’Adda: una fortezza neo medioevale sotto il castello di Bernabò Visconti ( al momento incartato per restauri), peccato non sia possibile visitare l’interno.

Alimentazione in piena sintonia: porchetta toscana in una bancarella a Como e panini gastronomici di casa a Capriate

Quest’anno la campagna contro lo sterminio degli agnelli, con il corredo di foto commoventi, è stata più forte del solito e io, nonostante la passione mia dell’Apprensiva  per questa carne  il nonsenso di preoccuparsi di un tipo di cuccioli e non degli altri, ho optato per la faraona, tanto per i pulcini non piange nessuno.
Ho però deciso di farla “strana” all’iraniana, soprattutto perché era un po’ che volevo fare un piatto con le albicocche secche: le compravo e poi regolarmente ce le spiluccavamo davanti alla televisione senza che potessero avere un utilizzo culinario. Il risultato è stato un piatto oriental-rinascimentale molto piacevole con un contorno di riso basmati cotto in pilaf.

Faraona all’iraniana
Ingredienti: una faraona, gr 125 albicocche secche, gr 125 prugne secche denocciolate, gr 25 uva passa, una mela renetta, una cipolla, gr 20 di burro, cannella, pepe, sale. Preparazione: fiammeggiare la faraona sul gas per bruciare le piumette, passare nel mixer prugne, albicocche, la mela a pezzetti e l’uvetta, tritare la cipolla e farla appassire col burro, aggiungere la frutta, far insaporire e regolare di cannella, sale e pepe. Riempire la faraona con il composto, cucirla, salarla e peparla, metterla nella pentola Romertropf (o altra teglia in questo caso la cottura si riduce di quasi la metà, ma bisogna controllare che non si bruci o non si asciughi troppo, che la Faraona è traditrice) a forno spento e cuocere a 180° per due ore. Tagliare la faraona a pezzi e servire mettendo il ripieno a condimento del riso pilaf.
Bibl. C. Roden La cucina del medio oriente e dell’africa del Nord Ponte alle Grazie

Ho una lunga frequentazione con la Stazione di Milano e il suo piazzale: prima da pendolare Torino/Milano, poi da saltuario Milano/Torino, poi ancora da pendolare Milano/Firenze e adesso da saltuario un po’ dappertutto.
Il piazzale costituisce un mistero omerico (come la tela di  Penelope) prima era uno stento piazzale da dopoguerra ornato da alcuni alberelli rachitici, poi ha avuto un periodo infinito di lavori, in cui per anni e anni risultava cinto da pannelli impenetrabili e sede di lavori continui, incomprensibili  e inconcludenti; ricordo come un’epifania in un luglio torrido uno squarcio nella palizzata da cui si intravedeva un operaio marocchino nudo che faceva beato la doccia sotto una pompa. Infine sembrava aver trovato la sua pace come spianata sterile  di  pietre levigate utile principalmente agli skeatboarders. Ora all’improvviso tutto è di nuovo devastato per (dicono) fare un nuovo accesso alla metropolitana. Tutto questo mi sembra una metafora di lavori pubblici italiani: lenti, costosi, spesso inutili e spessissimo rifatti.
Detto questo  resto comunque  favorevole ai treni e alle gallerie……

Chi sono

Zenone (non il filosofo, ma quello dell’ Opera al Nero) 60 anni, lavora in editoria, una grande passione per la cucina, una compagna l’ “Apprensiva” due figlie la “Tennica” e l’ “Artista” una nipote “ La Perla di Labuan, una ex moglie poco ex l' Irriducibile e un procedimento penale in corso per una vicenda medico-farmaceutica. Io mi dichiaro innocente (come tutti, anche quelli nel braccio della morte) ma posso invocare la testimonianza di quelli che mi conoscono : non sono mai passato con 11 pacchetti nella cassa da 10. Il 25 ottobre sono stato sollevato dagli "arrosti" ma Woodstock resta in gabbia fino a che la faccenda non sarà conclusa......03-02-12 ASSOLTO PERCHE' IL FATTO NON SUSSISTE

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zenone@arrostidomiciliari.it

Controllo delle é / è, ortografico a posteriori a cura della Tennica

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