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Da più una decina d’anni il Festivaletteratura di Mantova per noi è come una sorta di “petit patisserie” che conclude le vacanze estive. La città è piccola e affascinante, si mangia bene, il clima solitamente è mite con un ultimo “refrain” dell’estate e le persone che abitano il festival: autori, volontari, pubblico ci riconciliano con l’Italia anche nei momenti peggiori. Quest’anno la Sig.ra B. la nostra loquace affittacamere ha deciso di tirare i remi in barca gettandoci nello sconforto da perdita di vecchie abitudini e preoccupazione per il futuro, anche perché la nostra presenza al Festival ha molte variabili essendo coinvolte la Tennica, l’Artista, eventuali amici e forse la Perla quando zia e mamma smetteranno di fare ostruzionismo.
Abbiamo quindi deciso di fare una visita esplorativa sabato per verificare eventuali sistemazioni. La situazione pareva difficile perché i posti letto in città si tramandano di anno in anno, ma fortunatamente la crisi generale dei giornali ha ridotto la presenza dei giornalisti (abili a trovare le migliori sistemazioni) aprendo alcune possibilità. Appena arrivati, prima di renderci conto, abbiamo cominciato automaticamente a correre come dovessimo andare a qualche evento, ci siamo guardati negli occhi e ci siamo piazzati in un caffè per pianificare la ricerca. L’Apprensiva era stata un po’ approssimativa nella preparazione e c’è stata un po’ di tensione quando ha capito che io ero più interessato al mercato dei contadini che alla ricerca dell’alloggio. Il mercato è molto allegro, ci sono contadini veri ed è frequentatissimo, ho comprato: parmigiano stagionato, miele di castagno, noci, fiocco di maiale stagionato intero, qualche fetta di un prosciutto senz’osso strepitoso e ho mancato per esaurimento la “pancetta salamata” non so cos’è, ma dal nome mi pareva buonissima, sarà per la prossima volta…
Pranzo molto soddisfacente da Fragoletta con salame scottato alla polenta, spalla cotta con mostarda e bigoli al torchio.
Non amo le file, un po’ per la noia di perdere tempo che potrei impiegare in modo parimenti inutile, un po’ per la tensione che in un paese anarchico si genera dalla possibilità di dover litigare qualche prevaricazione. A Mantova é diverso: la coda fa parte integrante dell’esperienza del Festival.
Esistono due tipi di coda
- quella dei sommersi, aspiranti partecipanti senza biglietto trepidanti e uniti nell’attesa del primo verdetto (biglietti disponibili dopo le prevendite) e dell’appello ( posti disponibili per rinuncia)
- quella dei salvati, in possesso del biglietto, in fila per i posti migliori vicino al proprio idolo o semplicemente perché non sanno cosa fare e preferiscono stare in piedi in compagnia.
Tutte e due le code hanno un clima rilassato, ci si conosce, si solidarizza per i piccoli inconvenienti e si commentano gli incontri passati. Questa cordialitá si trasforma in sdegno da Pelide Achille per i furbi. Le discussioni sono brevi partono dall’educato/indignato per arrivare a sfiorare lo scontro fisico con l’allontanamento del reprobo. La categoria dei furbi in genere é affollata da signore di mezza etá pittate e ingioiellate. E’ ammesso tenere un posto per compagno/a, al secondo posto ti guardano già storto.
Abbiamo pranzato all’Osteria Piazza Sordello dove l’ Apprensiva ha mangiato una Tinca affumicata in crema di zucca notevolissima.
Incontri rilevanti:
lettura di opere di Tagore, uno dei pochi poeti che riesco a leggere, sono poesie simili ad acqua trasparente, carica di colori profumi e sentimenti
Bergonzoni incontrato per caso mentre strepita da una finestra di Piazza Canossa dedicando le sue opere alle suocere antropofaghe e ai loro generi alimentari
Passi quotidiani sui quantistici collassi non posso dire di aver capito moltissimo ( memo il prossimo anno evitare lo stracotto d’asina con polemta prima degli incontri sulla quantistica) ma sono argomenti affascinanti e mi avvicinano alla comprensione del mondo femminile. Esemplificazione al femminile della teoria di Schrodinger sugli stati contemporanei in meccanica quantistica ( gatti vivo / gatto morto) Domanda Sono grassa? Risposta quantistica Sei magra, ma se hai intenzione di metterei a dieta sei anche lievemente sovrappeso…
I volontari sono uno degli aspetti migliori del Festivaletteratura: 600 fra maschi e femmine con le loro magliette blu, età fra i 16 e i 22 anni, alti e bassi, belli e brutti sono accomunati dallo sguardo un po’ vago di chi legge. I primi giorni sono freschi e un po’ imbranati, si muovono in punta di piedi tessendo relazioni fra loro. Ci sono quelli più anziani con compiti specifici e infine i marescialli con una fascia gialla C (come capo) al braccio, potrei uccidere per quella fascia!
Incontro spumeggiante con De Cataldo autore de I Traditori uno dei migliori romanzi sul Risorgimento usciti ultimamente. L’Apprensiva ha incontrato Pandiani un suo ex compagno di liceo diventato autore di noir di successo. L’ha subito riconosciuta e l’ha salutata dicendogli L’ avresti mai detto che l’ultimo della classe…..
Pranzo all’ Osteria ai Ranari con un antipasto di sarde di lago sottolio con cipolle di Tropea su polenta di grano saraceno entusiasmante.
Nel pomeriggio incontro con Ala al Aswani autore di Palazzo Yacoubian un libro scoperto quattro anni fa sempre a Mantova e che preconizzava, con grandi rischi per l’autore, la rivolta alla dittatura.
Surrealismi
Mantova è anche un’occasione per seguire temi off topics rispetto ai propri interessi. Io ero curioso di saperne di più sul gruppo Bloomsbury e quindi sono andato all’incontro con Angelica Garnet arzilla vecchietta inglese, nonché nipote di Virginia Wolf. L’intervistatore dopo una breve e confusa presentazione, (Angelica ha fatto molte cose nella vita pittrice, ballerina, musicista e da ultimo scrittrice) da cui di capisce che non ha la minima idea di chi ha di fronte, comincia Sua nonna era una donna bellissima e intelligente ci può parlare di lei ? Angelica con asciuttezza britannica Non posso sono nata vent’anni dopo la sua morte Intervistatore imperterrito Suo nonno é stato il primo a formare un circolo intellettuale influente, che ricordi ha? Angelica un po’ a disagio Non posso dirlo non l’ho mai conosciuto A questo punto l’intervistatore si porta su terreni più solidi La sua casa é stata trasformata in museo come la vive? Angelica In effetti é un po’ strano, ma io vivo da tempo in Francia, comunque sono contenta che sia tutto conservato . L’incontro prosegue fra domande banali fra cui svetta Come é che lei, figlia di due pittori, ha scelto di dipingere? Il pubblico non rumeriggia per rispetto dell’anziana signora e l’incontro si conclude fra altre banalità.
Cose buone della vita avere una progenie attenta (leggasi ipercritica) e ricevere ogni tanto un complimento (dallaTennica) che ti commuove e che ti terrai caro per parecchio.
Come tradizione da una decina d’anni facciamo un ultimo supplemento di vacanze a Mantova in occasione del Festivaletteratura. Abbiamo cominciato con un giorno, adesso partiamo il giovedì mattina, ho lavorato duramente l’ultima settimana così non mi sento troppo colpevole e me la godo. Affittiamo due stanze nel deliziosi Bed & Breakfast della Sig.ra Bianca e l’ Artista, la Tennica e le loro amiche sono invitate permanenti, la Perla deve aspettare di avere l’ etá ( io sospetto che mamma e zia non vogliano impicci…), quest’anno c’é solo la Tennica con qualche amica. Mantova é un buon ricostituente per affrontare l’inverno: la cittá é piccola ed affascinante, si mangia benissimo ( solo a pranzo perché la serata é densa di appuntamenti), guardare i volontari adolescenti con le loro magliette blu allarga il cuore, sentire i tuoi autori preferiti e quelli sconosciuti che hai scelto nel menù allarga la mente e fa sperare per il futuro.
Gli incontri con gli autori riescono sulla base di una particolare alchimia: autore disponibile, intervistatore che ne conosce l’opera e non vuole parlare di se, pubblico frizzante ma non molesto (gli insegnanti con le loro domande che hanno già la risposta hanno l’effetto del bromuro)a prescindere dall’autore, a volta funziona, altre volte un po’ meno, qualche volta il pubblico (prenotante e pagante) s’incazza di brutto. Mi ricordo Terzani meravigliato da tutto quel pubblico sederesi sul tavolo e dire: Sono un Fiorentino, non sono mica un guru! Eco palloso e cattedratico (da giovani rivoluzionari e da vecchi pompieri …), il pubblico in una serata fredda che insultava due scrittori americani che parlavano solo fra loro. L’incontro con Christopher Moore autore fantasioso di cui Uno sporco lavoro é un gioiello é andato così così, peccato perché era l’inventore del “maschio beta”: quello più debole complessato ma intelligente che mentre il maschio alpha si fa ammazzare consola le vedove e propaga la specie.
Ps cose buone della vita: aspettare in stazione figlie o/e nipoti che arrivano e incrociano per qualche giorno le rotaie della loro esistenza


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