I miei viaggi delle ultime tre settimane sono stati: un’ improbabile Londra fantastica, Roma e dintorni, una Vienna fredda e piovosa, diverse località dell’ India, Montecassino, la Polonia e la Nuova Zelanda. Naturalmente in poltrona, approfittando di una dilatazione eccessiva del mio tempo libero.

Da una ricerca recente circa il 33 % degli italiani é praticamente analfabeta, il 33 % é analfabeta di ritorno ( dopo la scuola non ha aperto più un libro per diletto) e il resto legge e leggiucchia. Siccome non penso che quel 66 %  sia composto da stupidi dementi (ben rappresentati anche nel 33% residuo) , mi spiace per quel che si perdono e per quel che perde il paese ad averli informati solo con la televisione.

Di ritorno da questi viaggi una ricetto esotica:

Minestra turca di lenticchie rosa e burghul ( Ezo Gelin Çorbasi )

Ingredienti: 100 gr di lenticchie rosse, 30gr di burgul ( lo si trova nei negozi etnici, salutistici ma pure alla Coop), 1 ¼ litri di brodo vegetale, una cipolla, una carota, una noce di burro, un cucchiaio di estratto di pomodoro ( o tre di passata), due cucchiaini di menta, pepe e peperoncino.

Preparazione: fare un soffritto con cipolla e carota, quando comincia a imbiondire aggiungere le lenticchie facendole rosolare, aggiungere il brodo caldo e il burghul, far cuocere a fuoco basso fino a che non diventi quasi una crema ( ¾ d’ ora dovrebbero bastare ), aggiungere la menta tritata finemente e regolare con sale e spezie. Servire decorata con qualche fogliolina di menta.

Osservazioni: la cucina turca é ricca di minestre, una più buona dell’ altra, quella di trippa é quasi un simbolo nazionale, esisteva una corporazione di venditori di minestra e l’ emblema dei giannizzeri era un pentolone. Le lenticchie rosse decorticate sono le uniche lenticchie che si cuociono e si sfaldano anche solo a guardarle amorevolmente, a differenza delle loro coriacee cugine. Il burghul è fatto con chicchi di grano spezzati e messi a seccare al sole, lo preferisco al cus cus perché non fa “mappazza” e in estate per cuocerlo basta lasciarlo un’ oretta in acqua fredda.

Biblio: La cucina turca G. Sancakli & M. Oliphant A Turism Yayinlari Istanbul, L’ Amuleto di Samarcanda J.Stroud Salani, Il padre e lo straniero G. De Cataldo Einaudi, Il signor Mozart si é svegliato E. Boronsky Elliot, Terra rossa e pioggia scrosciante V. Chandra Mondadori, Le rondini di Montecassino H. Janeczek Guanda.

 

 

Annunci