Ieri e oggi i primi due giorni di libera uscita (il giretto sotto la pioggia non contava), al portoncino, con la puzza e il rumore di macchine e di gente, mi sentivo come l’ ergastolano che messo il naso fuori dopo trent’ anni, subito rientra nel grembo caldo della sua cella. Ma c’era il sole e Milano ha una sorta di bellezza idiota e agitata, quindi mi sono ripreso, prima fermata dal barbiere, stavo diventando come l’ Abate Faria, seconda in banca, che da  quando c’é l’ home banking le filiali sono diventati posti tranquilli e gli impiegati sembrano in crisi di astinenza da clienti, poi di corsa a comprare l’ aspirapolvere più caro del mondo; non é l’ acquisto compulsivo del consumatore liberato, c’ é una storia.

Appena arrivato dodici anni fa nella nuova casa avevo acquistato una leggera scopa-aspirante perché la casa era piccola, ma avevo trascurato il fatto che la casa era piccola, ma Milano é leader delle polveri sottili e non solo di quelle, quindi nuovo aspirapolvere di medio prezzo che dopo due anni ci lascia a causa dell’ indisponibilità della colf a cambiare i sacchetti ( è contro la mia religione…), quindi acquisto di mini aspirapolvere di mini prezzo senza sacchetti, infine, durante la prima settimana isolato e senza colf, scopro che il mini in realtà sussurra solo alla polvere, di qui la decisione drastica: costi quel che costi acquisto il top garantito per 5 anni.

Al rientro a casa la portinaia mi guarda indagatrice: “ Ma é dimagrito?….” rispondo secco “ No, ho solo tagliato i capelli. “ Mi allontano con il suo sguardo sulla schiena, sapendo che non é per nulla convinta…