Avendo lavorato un paio d’ anni a Bra ( fuggito poi per cercare un lavoro vero, che non collimasse con il mio hobby e in questi giorni mi chiedo quanto fossi stato saggio…) è tradizione con l’ Apprensiva fare, fra ottobre e novembre, un’ escursione nelle Langhe per motivi cultural-paesaggistici-gastronomici se è bel tempo, solo gastronomici se fa brutto: sabato piovigginava…..

Arrivati ad Alba, nonostante l’ invasione di tedeschi e francesi in cerca di buon vino e tartufi, siamo riusciti a parcheggiare fortunosamente vicino al tribunale e ci siamo diretti subito al mercato, tappa obbligata per portare a Milano verdure di prima qualità (siamo in una zona di orti). Fra le verdure era indispensabile prendere il cardo gobbo, tipico della zona e dei racconti di Pavese, non so se sia veramente più buono, ma è gobbo e tanto basta. Altra visita indispensabile quella ai banchetti del pesce conservato, grande tradizione del cuneese, dove già nei tempi antichi scambiavamo il sale con le acciughe della Liguria e aggiungendo aglio e l’ olio di nocciola si faceva la prima “bagna caoda”, io ho comprato acciughe sotto sale ( lo so sono più lunghe da pulire, ma sono molto più saporite e compatte ) e un grosso pezzo di baccalà già ammollato.

Entrando al mercato sulla sinistra dopo un banco di casalinghi, un banco imperdibile “Cravero Gian Carlos” un formaggiaio appassionato con un forte senso del marketing: ti fa assaggiare tutto, tu ti senti in colpa e compri formaggi per un mese; io ho comprato: nodini di mozzarella fresca di latte piemontese ( sapevano di latte appena munto come quelli presi in Puglia), gorgonzola di capra, una formaggetta fresca di pecora, un toma di Murazzano e la salsiccia di Bra ( l’ unica in Italia fatta con carne di vitello). Finite le provviste abbiamo gironzolato per Alba sotto una pioggerella novembrina, scoprendo parallelo alla via principale Il Mercato della Terra, composto da banchetti di produttori biologici e no, con ogni ben di Dio. Prudentemente ho voluto verificare il ristorante prenotato per pranzo: La Libera in P.zza Risorgimento e bene ho fatto: La Libera in P.zza Risorgimento non c’ era, l’ Apprensiva ha cominciato a guardarmi con sospetto, io mi ricordavo di aver provato a telefonare in due posti dopo aver cercato inutilmente L’ Osteria dell’ Arco, ristorante Slow Food in cui andiamo di solito, forse mi era rimasto in testa La Libera per ovvi motivi… Ci rechiamo al nuovo indirizzo, mando avanti l’ Apprensiva a chiedere e non risultiamo prenotati, però il posto sembra carino sarà per un altra volta. Torniamo in P. Indipendenza e scopriamo che la prenotazione era alla Piola, servizio efficiente, piatti langaroli rivisitati nella norma, con l’ eccezione di uno sformato di cavolfiore in salsa d’ acciughe veramente buono. Rifocillati e carichi come ambulanti di alimentari torniamo a Milano.

PS ebbene si, il maschio medio e Zemone si sente tale, detesta chiedere informazioni, per due motivi essenziali: per la legge di Marphy se si arriva a chiedere un indirizzo lo si fa a non più di cinque metri dello stesso, sottoponendosi allo sguardo di compatimento dell’ interrogato e poi chiedere un indirizzo a un’ estraneo significa dimenticare il proprio ruolo di guida superiore ( memorabile quando, sbagliando uscita in tangenziale, Zenone apostrofò l’ Apprensiva che cercava di obiettare con un : “ Zitta tu e lasciati trasportare!”.
Però Zenone è un tipo pratico e manda avanti volentieri l’ Apprensiva

Biblio: Cravero Gianfranco Formaggi e salumi Strada Frey 12 b Bra tel. 328 4881026, Osteria dell’ Arco P.zza Savona 5 Alba tel. 0173-363974; La Libera Via Pertinace 24 A Alba Tel 0173 293155; La Piola P.zza Risorgimento 4 Alba tel. 0173 442800

 

 

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