Generalmente programmo i piatti del sabato e domenica girando per il mercato che ho sotto casa (uno dei più trendy di Milano, una tragedia per il posteggio dei residenti, ma molto molto comodo per la spesa) e cerco ispirazione da quello che vedo. Questo è molto in linea con dettami della migliore cucina, roba da grandi chef che all’alba (loro) si aggirano come rapaci per i mercati rionali, perché si parte dagli ingredienti più interessanti per freschezza e stagionalità, ma comporta qualche inconveniente perché ipnotizzati dalla fragranza delle materie prime, si tende a sottovalutare le complicazioni di esecuzione.
A me é capitato sabato: al banco del pesce sono rimasto impressionato da una cassetta di moscardini dal lucente e viscido color nero-marron e ne ho comprato una quantità sufficiente a nutrire un po’ d’ amici la sera stessa. Il moscardino è della famiglia del polpo e si distingue dal cugino più noto per avere una sola fila di ventose per tentacolo e per essere molto più piccolo, infatti proprio qui sta il problema: il polpo è grosso e lo si pulisce in fretta, i moscardini sono tanti, sono viscidi e sfuggenti, pulirli una vera sofferenza. Dopo i primi tre ho adottato un metodo brutale, ma efficiente: tagliare con le forbici verticalmente il cappello e pulirlo delle interiora, spremere gli occhi in modo da farli sporgere e asportarli con le forbici, con un coltellino a punta ritagliare quello che presumo dovrebbe essere il sedere del moscardino, il tutto ripetuto infinite volte fra sbuffi d’ acqua e d’ inchiostro ( camicia blu regimental lasciata alle cure dell’ Apprensiva che si ostina a non capire la mia volontà di essere elegante quando cucino).

Per cucinarli ho sfogliato inutilmente la mia biblioteca, dimenticandomi l’ unico bel volume utile che però citerò in appendice , decidendo quindi di cucinarlo a buonsenso con quello che avevo.

Moscardini al vino

Ingredienti: molti moscardini di più di quanto sarebbe sensato pulirne perché con la cottura si restringono, due carote, due cipolle, due gambi di sedano, olio, due cucchiai di concentrato di pomodoro o mezza lattina di pomodoro a pezzi, vino nero di corpo , sale e pepe

Preparazione: pulire e lavare i moscardini ( sob!), preparare il soffritto e fateli rosolare, aggiungete il pomodoro e quando raggiungono il bollore coprire con il vino , cuocere a fuoco basso coperto per un’ oretta, scoprire e far concentrare il sugo, salare, pepare e servire ben caldi.

Osservazioni: la morte loro è con la polenta bianca grigliata, ma questo è un’ altro post……

Biblio ( a posteriori): Vissi d’ amore e di polpo R.Ciuffardi Ed. De Ferrari Genova

 

P.S.

In attesa che il Grande Inquisitore si decida a dirmi cosa vuole fare di me e smetta di dire no a ogni richiesta, anche la più innocua, ho cominciato a collaborare con una Scuola di Vela, perché l’ argomento mi piace ed è lontano anni luce dalla medicina e quindi rischio solo di violare il codice di navigazione, perché stavo abituandomi a fare il casalingo e l’ Apprensiva già mi guardava con sospetto e speranza, perché d’ altra parte non volevo trasformare un hobby in una tortura aprendo un’ Osteria…..