La trasferta parigina è andata benissimo con esclusione del ritorno: il TGV orgoglio della tecnologia francese si è rotto fra Parigi e Lione, dopo un paio d’ ore di tentativi di riparazione il macchinista si é arreso e si è fatto spingere alla stazione successiva dove siamo stati ordinatamente trasbordati su altro treno, con la sorpresa finale siccome non tutti i TGV sono abilitati a circolare in Italia (in realtà sembra sia una storia di ripicche del tipo: se tu non fai circolare i miei da te io non faccio circolare i tuoi… uniche vittime i consumatori) siamo stati portati a Modane dove abbiamo proseguito in bus, unica consolazione il lunch box gratuito delle SNCF completo di letterina di scuse, altro che Moretti delle FS che pretendeva che ci si portasse plaid e panini in previsione dei ritardi dell’alta velocità !

Cosa abbiamo fatto
In sostanza abbiamo camminato e mangiato, sotto un cielo livido con pioggia e neve e qualche difficoltà di comunicazione con i nativi, perché io conosco abbastanza bene il francese, ma non ho orecchio e quindi pronuncio male e capisco peggio, in più detesto chiedere, l’ Ansiosa non ha studiato il francese ma si vanta di un’ ottima pronuncia piena di erre arrotolate, ma i nativi dopo un po’ nonostante l’ accento le si rivolgono in inglese, che lei capisce altrettanto poco.

Cosa abbiamo visto
Versailles, dove non ero mai stato, grande e bello come architettura, povero di arredi ( venduti durante la rivoluzione), ripieno di cinesi e giapponesi fotografanti in modo tale da far vibrare il razzista che c’é in ognuno di noi

Il museo del Carnevalet Histoire de Paris, molto interessante una storia di Parigi e quindi della Francia attraverso gli oggetti e sopratutto i quadri, in cui le didascalie parlano più dei soggetti ritratti che dei pittori e dov’è conservata la camera da letto di Proust.

Una mostra temporanea di De Nittis al Petit Palais molto bella, ma noi siamo un po’ patiti di pittura fine ottocento.

Cosa abbiamo mangiato
L’ Apprensiva ha opposto una silenziosa ma efficacie resistenza alle mie alternative etniche e questi sono stati i posti degni di nota dove ci siamo accasciati a consumare pasti abbondanti:

Ragueneau ( 202 Rue St. Honoré arr. 1) al bistrò del ristorante per spezzare la giornata con una zuppa di cipolle gratinata bollente e delle deliziose “tartine” ( che poi sono mezze baquette con farciture varie)

Chez Marianne ( 2 rue des Hospitalières Sant Gervais Arr. 1 Marais) è una salumeria da asporto con una decina di tavolini, non prenotabili, si va e si fa la coda ( noi no, colpo di culo!) menù schizofrenico: specialità mediorientali oppure pesci diversi del nord europa, cibo squisito e prezzi modici vale la pena di fare la coda. All’ angolo della via, se siete di corsa: l’ As de Fellafel con sportello sulla strada.

Roger la Grenouille ( 26 Rie des Grands Augustins Arr.5 Quartiere Latino tel 0156242434) veramente volevamo andare da Allard ma come al solito non avevamo prenotato, questo ristorante è caratteristico per i piatti a base di rane, ma a me fanno impressione e quindi abbiamo consumato un’ ottima casseruola di vitello compresa nel “ menù canaille” che abbiamo scelto senza esitazioni. Prezzo per due 69 euro con un bicchiere di vino e caffè.

Fauchon il bistrot ( Pace de la Madeleine 26 Arr. 8) siamo rimasti un po’ delusi dal negozio ( soliti paté e mostarde in confezione lusso) mentre al bistò abbiamo mangiato una minestra di zucca e castagne veramente rimarcabile, che cercherò di imitare presto.

L’ Assiette Aveyronnaise ( Rue Coquillière 14 Arr. 1 Les Halles) l’ Aveyron per chi non lo sapesse è un dipartimento del Midi Pirenei, e in questo ristorante dai prezzi modici ( per Parigi!) si può gustare la specialità del luogo: salsiccia con l’ aligot, una gustosa salsiccia su cui viene posato come una copertina l’ aligot cioè un puré al formaggio ( per capirci per densità e sapore rispetto al nostro puré è come la tigre rispetto al gatto)

Aux Lyonnais ( 32 Rue Saint Marc Arr 2 tel 0142966504) per finire ci siamo concessi questo bistrò di Alain Ducasse, dove abbiamo costatato la differenza fra la buona cucina e l’ alta cucina ( sia pure in una versione economica). Quando l’ Apprensiva si è vista scoperchiare la Pot aux legumes ha osservato un po’ delusa “ sembra verdura al vapore”, quando ha assaggiato si è resa conta che era un’ altra cosa, molto molto buona ma non si capiva come avessero fatto e questo è il bello dell’alta cucina. Io sono rimasto affascinato da una pentola di funghi, patate, spinaci e olive altrettanto buona e di altrettanta incomprensibile costruzione. Ho terminato in bellezza gustando un piccolo menir con sorbetto d’ arancia, arancia fresca, arancia caramellata e brodo d’ arancia e un caffè servito in un comodo salotto, prezzo sui 100 euro per due escluso vino

Dove non vorremmo aver mangiato
La Petite Venise ( Parco di Versailles) nevicava, eravamo stanchi e infreddoliti, ci siamo fermati al primo ristorante incontrato: cucina italiana anonima e imbastardita dai cugini, prezzi esosi e molti spifferi.

Cosa abbiamo comprato
Quattro vestitini non consueti per regali di natale ( Eva 121 Bld St. Germain e Le Vent du Sud 120 Rue Rambuteau Arr 1 Les Halles)

Quattro moschettieri allo shop di Versailles, mancava Porthos e abbiamo preso due moschettieri uguali, ma il nipote dell’ Apprensiva se ne accorto subito

Molti accessori variamente utili da cucina fra cui un guanto in plastica per ostriche in un antico negozio per ristoratori, appassionati e turisti ( Dehillerin 18 Riue Coquillière Arr 1 Les Halles)

Qualche patè e qualche senape da Fauchon e al Lafayette Gourmand. Un portacenere a forma di polmone che tossisce quando si appoggiano le sigarette che la Tennica ha rifiutato con orrore.

Biblio: La Guida dei Routard Paris penso che sia una delle più affidabili per dormire e mangiare, mancano i ristoranti stellati, ma tanto si conoscono ed è solo questione di budget, i commenti culturali sulle cose da vedere sono disinvolti e utili.