Uno dei pochi elementi positivi dell’ignobile fattaccio ( a proposito Il Grande Inquisitore ha chiuso l’ indagine il giorno prima della conferenza stampa del principale indagato, al solito le ragioni dell’indagato, buone o cattive che fossero e qui non ne discuto, hanno avuto 1/100 dell’attenzione rispetto all’annuncio dell’indagine, sarà anche logico perché fa più notizia un uomo che morde un cane che il contrario, ma considerato che spesso l’ unica pena viene irrogata in anticipo, questa asimmetria rende il gioco quanto meno poco sportivo…..

Comunque come dicevo, una delle poche cose positive di questa faccenda è che la Tennica, volendo fare compagnia al detenuto per la cena, ha scoperto e io con lei che era piacevole cenare insieme una o due volte alla settimana, in scioltezza come se abitassimo ancora insieme ( avevamo già avuto un piacevole rebound di vita comune quando è venuta a Milano per il master qualche anno fa)

Il guaio è che essendosi integrata pienamente nei ritmi milanesi e lavorando all’altro capo della città, l’ orario della cena é variabile e a volte salta per “manifesto sfinimento” dell’invitata. La Tennica é anche una buona cavia (salvo l’ idiosincrasia per gamberi e polenta) e con lei provo piatti nuovi.
In questi giorni sto riprendendo un’ attività lavorativa quasi normale, ma questo non é un impedimento, anzi uno stimolo a lavorare con quello che c’é, con l’ aggiunta di qualche ingrediente acquistato lì per lì.
Uno dei piatti che preferisco é il risotto, perché è un “confort food” e offre infinite variazioni; le basi le preparo prima, la Tennica mi avvisa dai mezzi un quarto d’ ora prima e si trova il piatto pronto quando arriva. L’ altra settimana avevo un paio di topinanbour residui, nessuna ricetta ufficiale e quindi ho improvvisato, ricordandomi che i topinanbour si accostano magnificamente con la “bagna caoda”. Il piatto è semplice, facile da realizzare e alla Tennica è piaciuto, con solo qualche riserva sul sale, perché abbiamo un gusto diverso al riguardo.

Risotto ai Topinanbour

Ingredienti per 2: 200 gr riso carnaroli, 4 acciughe sott’olio, uno spicchio d’ aglio, olio, brodo vegetale, vino bianco, tre cucchiai di parmigiano, una noce di burro.

Preparazione: pulite i topinanbour ( non ostinatevi a pulirli come patate, ne butterete via la metà, è sufficiente lavarli bene, strofinarli energicamente con una spazzola, tagliare le punte e risciacquarli), in una tazza battete le acciughe con uno spicchio d’ aglio spremuto sino a che non diventano una crema; mettete un cucchiaio d’ olio in pentola facendolo scaldare, versate il riso e fatelo tostare, bagnate con il vino bianco e sfumate; aggiungete le acciughe e i topinanbour tagliati sottilissimi con il pelapatate, cuocete per 20 minuti aggiungendo il brodo quando necessario, aggiungete una noce di burro, salate se è il caso, togliete da fuoco aggiungete il parmigiano mescolando lentamente dal basso in alto come se si trattasse di fare un gelato, fate riposare per 3 minuti e servite.

Osservazioni: siccome il topinanbour è un tipo tosto è necessario tagliarlo sottile, non metterne troppo e dividere le fette se sono troppo larghe, affinché arrivi a cottura insieme al riso.

 

 

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