Se non avessi aperto un blog non sarei arrivato in possesso di questo prezioso strumento per tagliare le puntarelle e avrei continuato a spellarmi le dita con il pelapatate se le volevo sottili o a tagliarle con il coltellino con risultati deludenti. Grazie a Lucia, Giorgio, Milvana e alla Tennica che hanno curato l’ acquisto, il faticoso trasporto da Roma e la consegna!

Fuori dello scherzo a me il blog è servito:

  • a oggettivare la turpe vicenda senza rimuoverla per la vergogna, la cosa si sta mettendo meglio, ma ne parlerò appena mi passa un po’ l’incazzatura
  • a riempire le prime settimane di vuoto pneumatico
  • a tenere informati parenti e amici sui miei stati d’animo senza drammatizzare troppo
  • a raccontarmi e mettere nero su bianco le mie esperienze in cucina
  • a conoscere gente simpatica con cui parlare di cucina senza fanatismi

Quindi grazie alla Tennica per l’ idea e a tutti quanti hanno partecipato e parteciperanno

Puntarelle alla romana

A me le puntarelle, come le fave fresche, mettono allegria.

Ingredienti: un cespo di puntarelle, tre filetti d’ acciuga, aglio, olio, aceto

Preparazione: togliere dal cespo le foglie (si possono fare bollite) sezionare le singole puntarelle, tagliando via la base piena, tagliarle con l’ apposito aggegino oppure dividerle in due e tagliarle con il pelapatate ( è lungo, ci si spella le dita ma il risultato è buono) metterle a bagno un’ oretta in acqua fredda in modo che si arriccino. Stemperare nell’olio le acciughe aggiungere uno spicchio d’ aglio spremuto, condire le puntarelle con il composto aggiungendo aceto a proprio gusto e servire, non dovrebbe essere necessario salare.