Beh, io ci ho provato, volevo realizzare una ricetta nuova, collegando insieme Piemonte, Liguria, Puglia, Campania e tirata per i capelli la Sicilia, con Paccheri con le cime di rapa in bagna caoda e pan grattato, prudentemente ho costretto l’ Ansiosa e la Tennica all’assaggio sperimentale e il verdetto è stato definitivo: le cime di rapa con il loro carattere irriducibile hanno oscurato senza pietà la salsa piemontese, pazienza volevo usare i broccoli, ma non erano sufficientemente regionali.

Siccome sono testone ci ho riprovato: Timballo di penne con broccoli e bagnacaoda, il broccolo è interregionale, ma con timballo e bagna caoda coprivo almeno tre regioni: provato a una cena con amici, si sono tutti accaniti sulla la pasta del timballo, segnalando un vago interesse per il contenuto e la commensale adolescente lo ha rifiutato con disgusto appena celato (paura sospetta per l’ alito…).

Poiché mi pareva ci fosse un senso in tutto questo ho ripiegato per una ricetta mio malgrado “federalista”: Pesce spada al forno con contorno di flan di topinanbour e bagna caoda diversi ma uniti nella lotta (alla digestione perché è un piatto per buoni stomaci), nel servizio ho aggiunto un letto di radicchio per salvarmi l’anima (andava bene anche la rucola ma ho delle prevenzioni anni ’80)

Pesce spada al forno alla palermitana

Una ricetta semplice, trasmessami dalla mamma di una mia amica palermitana che risolve l’ antico problema di mantenere morbido il pesce spada (senza friggerlo)

Ingredienti: due tranci di pesce spada fresco ( per essere spada deve avere il cuore nerastro, diffidate dei troppo lindi), origano, olio, limone e sale.

Preparazione: pulite i tranci togliendo pelle e spina, mescolate olio, limone, origano sino a renderli spumeggianti e leggermente aciduli, bagnate i tranci, sgocciolateli e passateli nell’impanatura. Ungete una teglia, adagiate i tranci e mettete nel forno ventilato alla massima temperatura, 15 minuti dovrebbero essere sufficienti a far scurire la panatura, togliete dal forno salate e servite ben caldi.

Osservazioni: è una ricetta che mi fa tenerezza perché la signora in questione (dal gran carattere, terrore dei pretendenti ossequiosi della figlia) non c’é più e si è portata via molti segreti dell’alta cucina isolana

Flan di topinanbour

Ingredienti : gr 500 di topinanbour, due porri, mezzo bicchiere di latte, 2 uova, pan grattato, parmigiano e burro.

Preparazione: pulire i topinanbour ( spazzolateli energicamente e tagliate le punte, se cercate di pelarlo ne buttate via metà) tagliateli a fette sottili e cuoceteli a vapore per 15 minuti. In padella far spumeggiare una noce di burro con  i porri affettati, aggiungete i topinanbour . Frullate il tutto nel mixer aggiungendo latte e salate, se l’ impasto risultasse troppo liquido aggiungete pan grattato. Oliate una teglia, versare il composto, spolverare di parmigiano e mettete in forno a 200° per 30 minuti.

Bagna caoda
Ingredienti : tre spicchi d’ aglio, due bicchieri di latte, 4 filetti di acciuga, olio

Preparazione: pulire gli spicchi togliendo l’ anima, metterli a bollire molto molto dolcemente nel latte sino a che non diventano morbidi, aggiungere le acciughe (più acciughe e più diventa salato), frullare e aggiungere olio fino alla consistenza desiderata

Impiattate Pesce spada e Flan in un letto di radicchio

Osservazione dell’ Apprensiva: buonissimo ma legano poco….
Osservazione mia: forse non è un caso……

Biblio: la ricetta del flan è liberamente ispirata da ComidaDeMama

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