Abito da dieci anni a Milano dopo aver vissuto i precedenti a Torino, sono triste e disgustato per il declino della città in cui vivo, declino messo ancora più in evidenza dai festeggiamenti per l’ Unità d’Italia. Quella che era la capitale dell’ innovazione e della cultura  è diventata negli ultimi anni una città livida dove si lavora molto, si costruisce troppo e ci si vanta per una pletora di sarti arricchiti.

E quindi due elenchi per un raffronto

Torino

  • Un candidato dell’ ultimo minuto (il candidato scelto era morto per un ictus prima delle elezioni) che è riuscito a diventare per 14 anni l’anima della città interpretandone le aspirazioni e il carattere (compresi i difetti)
  • Una città che ha saputo affrontare le  sue crisi (l’ immigrazione, il terrorismo, le crisi Fiat…) reinventandosi
  • Una città che ha saputo gestire un grande evento (Le Olimpiadi) non per farne un affare immobiliare, ma come occasione  per rinnovare la città e far sentire i cittadini protagonisti di un grande progetto.
  • Una città bella, colorata e allegra (per quanto possono esserlo i piemontesi:  con il loro understatement, mezzo sorriso equivale a una risatona)
  • Hanno saputo festeggiare tutti insieme l’ anniversario  riempiendo la città sotto la pioggia, senza rancore per lo spostamento della capitale (non è poco in un paese in cui litigano ancora guelfi e ghibellini)

Milano

  • Dopo un sindaco che si sentiva un amministratore di condominio, una miliardaria furba, mamma di Batman,  che ha galleggiato stizzita sui problemi della città
  • Crisi? ma quale crisi (quale gobba?) l’ importante è costruire palazzi e parcheggi
  • Gli obiettivi dell’ Expo sembrano principalmente: quello immobiliare sui terreni e la sistemazione dei notabili (l’ indimenticabile Stanca!!) in posti ben retribuiti
  • Una città grigia e triste da cui tutti quelli che possono cercano di scappare il venerdì sera
  • Milano ha dato i natali ad alcune delle figure più belle ed  è stata protagonista di uno dei momenti più eroici e vitali del Risorgimento: le 5 Giornate. Sembra se ne sia dimenticata….(magari stanno ancora cercando i celti)

Mi spiace che la città in cui abito abbia perso la coscienza di quello che è e di quello che è stata (perfino capitale dell’ Impero Romano…) rifugiandosi in un rancoroso occuparsi dei propri affari. Come ha detto Daverio per le luminarie natalizie (maldestro tentativo elettorale di imitare un’ iniziativa di Torino) “ Parigi la ville lumière, Milano la ville salumière”

E’ un peccato perché ci si lavora bene ed è l’ unica città d’Italia dove potrei fidanzarmi con un marziano senza che il vicino di casa mi dica niente (la portinaia però…)