La Perla di Labuan ha molte  qualità: è curiosa e attenta inoltre, per quanto può esserlo una bambina di sette anni, è piuttosto colta grazie all’ attenzione costante dei genitori, ma viaggia poco e ha un’idea del viaggio simile a quello della TV con telecomando: se non è istantaneo è noia e fastidio.
Con la Tennica abbiamo deciso di educarla al concetto del viaggio come attesa/scoperta nell’unico modo possibile: portandola in giro e sopportando stoicamente le inevitabili querimonie ( quando arriviamo, quante fermate, ma io mi annoio, vorrei essere a casa, ho sete, ho fame, ho mal di pancia ecc.) E’ uno sporco lavoro ma qualcuno lo deve fare, sperando che ne resti traccia e che quando sarà cresciuta diventi una viaggiatrice.
E’ strano, ma mentre con le figlie avevo un atteggiamento educativo pragmatico (si fa quello che si può e speriamo vengano su bene) con la Perla mi sembra di essere un aruspice: guardo le interiora del suo carattere cercando di immaginare la persona diventerà e che forse vedrò solo in parte. Il problema è che la Perla è uno strano miscuglio fra il personaggio di Salgari e il Pelide Achille, quello che di fronte alle avversità si chiuse in se stesso e “infiniti addusse lutti agli Achei”, con il risultato che siccome alcuni Achei come me non sono disposti a subire, la Perla si autoinfligge pene inutili. Mah….

Comunque siamo partiti io, l’Apprensiva, la Perla e Finocchio di neve ( la Perla non ha fornito spiegazioni a riguardo, ma basta guardarlo) per un Week End lungo a Venezia. La Perla appena uscita dalla stazione è rimasta basita, gli è cascata la mascella ed è stata in silenziosa e meravigliata  contemplazione di questo mondo di palazzi sull’acqua per circa un’ ora.

Cose commendevoli e meno successe durante la vacanza:

–       sedere sulla prora del vaporetto con il vento che taglia la faccia e gli spruzzi

–       una mano piccola che cerca la tua in mezzo alla folla

–       vedere nascere un’amicizia con la figlia della cameriera cinese della trattoria dove mangiamo

–       sentire il peso morbido di un bambino assopito

–       P:”Le cose sono più importanti delle persone” ( durante un capriccio, abiurata poi con mano sul cuore)

–       “Le persone muoiono e le cose restano” ( considerazione inoppugnabile nel post capriccio, ahimé)

–       “Quest’ albergo è piccolo !” (ritorsione da capriccio)

–       Dopo aver assistito alla trattativa sul giro in gondola, “ Nonno, ma sei ricchissimo!” (sob!)

–       Sentire le battute ironiche  in veneto fra gondolieri quando si incrociano

–       “Rifacciamo un giro in gondola?” “Non sono così ricco!!!”

–       Guardando il Danieli: “Non potremmo venire qui?”, Io “Ho detto che non sono così ricco!!!”

–       P: “Quando sono grande voglio venire ad abitare a Venezia!” L’ Apprensiva :” Posso venire a trovarti?” P: “ Se non sei già morta” (logica funeraria)

–       Vedere la Perla aggirarsi fra le statue del museo Guggheneim, toccandole e curiosando

–       Essere accompagnato per mano dalla Perla dentro il museo e vederla incantata davanti a Kandisky, Ernst e Magritte

–       Ritrovare Finocchio di neve che si era perso nel museo

–       Guardare il sonno perfetto di un bambino addormentato

–       Guardare il sonno bagnato di lacrime e malmostoso di un bambino arrabbiato

–       Fare la pace

–      Essere considerato il padre dagli indigeni, con due opzioni: silenzio compiaciuto oppure precisazione genealogica e successivo ” Ma davvero!..Non sembra proprio…”

–       “Le mutande si cambiano tutti i giorni, ma le calze durano moooolto di più!” (Igiene e bon ton)

–       Scommettere una  pizza mangiata completamente contro una scheda del Nintendo ( e perdere)

–       Mangiare i bordi della pizza offerti gentilmente dalla Perla

–       Dover abbandonare una stupenda osteria con  cicchetti perché di pasta hanno solo le lasagne (sono ammesse solo quelle della mamma!!!?)

–       L’ Apprensiva dalla stanza vicina “Il nonno non ci sente !” La P. “ Non si potrebbe mettergli quell’ apparecchietto dentro l’orecchio?”(Str…!)

–       Giocare a scopri l’animale, aspettando il vaporetto

–       Fare i compiti: schede di matematica (incomprensibili), imparare a memoria “calpesti e derisi”, ripassare le tabelline (contando di nascosto con le dita)

–       Le infinite trattative per non essere costretti a usare  violenza su un guerriero acheo di sette anni

–       Mentre scendo dal treno a Milano e la P. prosegue per Torino con l’ Apprensiva “ Mi mancherai, ti voglio bene!” (china sul Nintendo, con lo stesso tono affettuoso di un’ impiegata del catasto)

Segue…