L’uomo non è un essere troppo razionale (neanche quelli della vergine) e molti piatti freschi estivi esigono un sacrificio al cuoco. Quindi domenica pomeriggio ho aperto la finestra della cucina (tanto avrei fatto più caldo io) e ho cominciato a cucinare. Il programma era : Polpo ai peperoni, perché avevo comprato incautamente al mercato il suddetto polpo e Milanesi in carpione per una cena con amici lunedì. Sono amici carissimi lei irruente e casinista, lui riflessivo e pacato, una coppia perfetta. Lei vorrebbe cucinare alla grande, ma ha troppo da fare, non vuole passare dalle fasi intermedie e quindi ogni piatto è un’ azzardo ( lunedì è andata bene: anguria con feta, mandorle e miele) e quindi portiamo sempre un piatto un po’ per vera amicizia un po’ per farmi lodare. Unica concessione al clima il Polpo è stato cucinato in pentola anziché in forno, questo mi ha permesso di osservare che con la lunga cottura tende a rimanere salato, quindi come rimedio penso sia meglio sostituire metà della sua acqua con acqua corrente. Il tutto è stato abbastanza infernale, soprattutto l’abbrustolimento dei peperoni sul gas, ma di buona soddisfazione.

Milanesi in carpione

Ingredienti: 400 gr di polpa di manzo tagliata in fette sottili ma non da carpaccio, 100 gr di zucchine piccole, foglie di salvia, due cipolle,  due uova, farina, pan grattato, una tazza di aceto bianco, una tazza di vino, ½ tazza d’acqua, sale pepe e 4 chiodi di garofano.

Preparazione: tagliare le zucchine per lungo e farle seccare un paio d’ore al sole (io al forno perché mi sono dimenticato). Passare le fette sulla farina, poi sull’uovo sbattuto e salato e sul pan grattato. Friggere le fette e le zucchine, salarle e metterle da parte. Far ammorbidire le cipolle e le foglie di salvia  in due dita d’olio, aggiungere l’aceto, il vino e l’acqua, portare a ebollizione e far cuocere per 10 minuti aggiungendo il pepe e i chiodi di garofano. In un contenitore di vetro posare uno strato di milanesi, aggiungere parte delle zucchine e bagnare con le cipolle e aceto, continuando cosi. Coprire e mangiare il giorno dopo.

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