Come afferma Pirani nella sua bella autobiografia (Poteva andare  peggio), nel primo novecento le” élite” facevano una villeggiatura che dura da giugno a settembre, mentre gli impiegatucci facevano le ferie estive di un paio di settimane. Noi nel nostro piccolo con un  mese tondo, tondo cerchiamo di avvicinarci alla villeggiatura, manca ancora qualche dettaglio ma ci stiamo lavorando.
Come primo libro delle vacanze ho letto il Gattopardo, ebbene si! avevo solo visto il film, ma lo citavo come letto. E’ stata una bella sorpresa il libro è più ricco del film, ma il film è talmente entrato nello spirito del libro che non c’è cesura. Dal libro ho verificato che un aspetto della villeggiatura è il regolare ripetersi delle attività quotidiane, raramente interrotte da qualche fuori programma. Nel nostro caso è questo, difficilmente modificat anche dall’inserimento della Perla

–       Sveglia alle 7,30

–       Andata al mare (20 metri in pineta) e nuotata salutistica alla Montalbano (unica attività ginnica prevista)

–       Ritorno e andata in macchina al paese per giornale, colazione, lavoro in rete

–       Rientro con spesa (il menù è programmato giorno per giorno con acquisti freschi)

–       Preparazione basi per il pranzo freddo

–       Andata al mare per bagno rinfrescante e cottura sotto i raggi uv più dannosi

–       Rientro e pranzo

–       Siesta e lettura

–       Un ora o meno di lavoro off line

–       Andata in spiaggia per bagni e letture

–       Aperitivo al rientro con schifezze varie

–       Preparazione della cena e cena medesima

–       Lettura fino a che cadono le palpebre

La lettura del Gattopardo ha avuto come effetto collaterale un immedesimarsi nel pessimismo ironico e dolente del Principe, come contraccolpo ho detto a Magda che si  era vestita come una “Madama” e siccome era lo stesso vestito dell’anno scorso, sono stato giustamente redarguito