Il confortevole ripetersi della nostra “villeggiatura” si ripropone anche attraverso alcuni paesaggi umani che ritroviamo anno dopo anno. Io non sono particolarmente socievole e i rapporti veri sono con la famiglia del proprietario delle casa, alcuni vacanzieri abituali oltre alla sorella di Magda  che villeggia nell’entroterra con Supermax il figlio quattordicenne adottato. Però il paesaggio umano  è importante quasi come quello naturale  e  anche quest’anno si è riproposto integro (tutti gli anni abbiamo il timore che manchi qualcuno, anche i più stronzi…):

  • L’Iperattivo, pensionato color terracotta che fin dalla mattina presto si aggira per la spiaggia piantando ombrelloni e stimolando la loquacità di mature signore.
  • La Matriarca, anziana signora di Taranto, che troneggia dalla prima mattina sotto un cappellone di paglia. Ogni anno temiamo di non vederla, ma il nostro amico Roberto sostiene che ci seppellirà tutti e penso abbia ragione.
  • Il Cane (ex) Libero, un quasi terranova, che vagava libero sulla spiaggia socializzando con i bagnanti e svernava presso la locale pompa di benzina. Sembra che abbia trovato un padrone fisso e si fa vedere raramente
  • Doctor Verbo affermato otorino torinese (appezzatissimo nei ricorrenti mal d’orecchio della Perla) le cui principali attività sono: impoverimento della fauna tramiti pesca subacquea sconsiderata di micro pesci e polpi e pontificare  davanti a uditorio di signore fra l’annoiato e l’interessato. Impossibile interrompergli un discorso neanche con osservazioni rafforzative. Magda dice che gli somiglio, ma sono in un po’ meno grave…
  • Il Signore Anziano Elegante che, mentre facciamo colazione al Bar , sfoglia con voluttà giornali di gossip
  • La Stronza, grassa signora locale che al mattino pianta il suo ombrellone sempre nel medesimo posto, incurante se, unico sulla spiaggia, a 50 cm c’è un altro bagnante. Poi stimolata dall’Iperattivo sragiona a voce alta sulla cattiveria della gente
  • Il Proprietario del bar, che da 17 anni siede allo stesso tavolo sentendo cantanti italiani degli anni 60 (il must è Jonny Dorelli) e ci tiene il posto nell’angolo più ombroso
  • La Giornalaia, cinque anni fa era una neo-laureata di belle speranze che si teneva occupata in attesa di un vero lavoro, anche quest’anno è rimasta all’edicola e questa è una triste metafora del nostro paese

La gastronomia delle nostre vacanze prevede a pranzo piatti freddi e fra questi prediligo il Burghul (grano germogliato spezzato ed essiccato al sole) perché fa meno “mappazza” del cus cus e ha un’altra qualità: può essere cucinato senza fuoco basta metterlo a bagno in acqua fredda per un paio d’ore

Insalata ricca di Burghul

Ingredienti: 300 gr di Burghul, 300 gr  pomodori datterini, una cipolla piccola, una scatoletta di tonno, 4 filetti di acciughe, una manciata di capperi, un limone, sale, olio, qualche foglia di basilico

Preparazione: sciacquare il burghul e metterlo a bagno in acqua fredda, tagliate in quattro pezzi i pomodorini e metterli in una terrina insieme alla cipolla tagliata sottile e i capperi e lasciare sul tavolo al caldo. Andare per un paio d’ore in spiaggia a leggere e nuotare. Al rientro  scolare il burghul, strizzarlo in un canovaccio e metterlo in una terrina. Scolare i pomodori e le cipolle in modo da lasciare l’acqua di vegetazione, mescolarli al burghul e aggiungere il tonno e le acciughe. Regolare d’olio e limone a seconda dei gusti e salare se le acciughe non bastano. Unire il basilico a striscioline e servire