La prima volta che sono stato in un ristorante cinese è stato da bambino, esattamente  ad Avignone e, di quella esperienza mi è rimasto il ricordo dell’orgoglio per aver mangiato…. un serpente…o forse me l’avevano solo contata…. Poi negli anni settanta ho  scoperto l’unico ristorante cinese di Torino, vicino alla stazione e frequentato soprattutto da stranieri, da gente di circo e di giostre. In seguito c’è stata l’esplosione di questi ristoranti e, contemporaneamente, l’imbarbarimento del “fenomeno”, per cui ristorante cinese è diventato sinonimo di cibo a basso prezzo e di dubbia provenienza. La vera cucina cinese, però è altro, e io la identifico con quella di Mangiare, bere, uomo, donna, un film in cui un poco riconosco me e la mia graziosa progenie…A Milano hanno recentemente aperto Bon Wei , un ristorante che riporta la cucina cinese (a Milano) alla sua  tradizione, anche se con qualche rivisitazione. L’ ambiente è  elegante, ma non “Milano da bere”,il servizio è discreto ed efficiente ed è svolto da cameriere graziose, vestite con il classico vestito con lo spacco e  con una “parlata” in cui  ben risalta la “L” al posto della “R”,e il menù è molto interessante. L’avevamo già adocchiato con l’Apprensiva e i festeggiamenti per il mio compleanno sono stati l’occasione per andare a provarlo. Invitate anche  l’Artista e la Tennica, esclusa la Perla per gusti non ancora maturi ( .. se l’è presa abbastanza)

Io ho mangiato la zuppa di pinne di pescecane, più che altro per il nome (fotografata per la Perla): gustosa glutinosa. Abbiamo poi  assaggiato involtini vietnamiti (un esplosione di profumi e sapori); costine di maiale all’imperiale, piatto caramellato e saporito (la scelta è stata mia perché incuriosito dall’accostamento del pezzo plebeo all’impero); anatrata alla pechinese, servita nel piatto dell’Apprensiva con un particolare e caratteristico rituale; insalata di granchio, buono ma troppa verdura; squisite vongole allo zenzero; spaghetti di riso Singapore , cucinate con pancetta, verdure, curry: deliziosi

E’ stata una serata succulenta e divertente (meraviglie della genetica e delle esperienze: due figlie cresciute insieme e pure così diverse e interessanti), ho anche ricevuto come regalo il reprint dell’edizione prima dell’Eternauta che mi ha rimandato a Linus e ad anni passati.

Comprerò un buon libro di cucina cinese e mi metterò all’opera

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