Si è aperta a un anno di distanza l’udienza preliminare per la mia faccenda: ambiente aula bunker con gabbie destinata a mafiosi e terroristi, clima da primo giorno di scuola fra gli avvocati (ciao come va? E’ tanto che non ci si vede ! E chi è questa bella ragazza?  Io sono….. Ah! Piacere io conosco il tuo collega …. come sta? ) Io ero l’unico imputato presenta fra trenta ( Perché ci vai?…per me facciano gli avvocati.. Io voglio vedere in faccia il Grande Inquisitore, mi sembra doveroso esserci, voglio vedere tutto di prima mano…)
La situazione di un imputato al processo è molto simile a quella del malato in ospedale: diventi un oggetto in mano a tecnici che in un linguaggio tutto  loro disegnano una realtà parallela ( Se non sei morto nei cinque anni statisticamente sei guarito/Guardi che la verità giudiziaria non è quella reale..) le cui ricadute concrete però finiscono sul povero oggetto. La differenza sta che mentre in ospedale il “nemico” è dentro di te in tribunale si materializza nel Grande Inquisitore. Per il resto è quasi uguale: devi cercare di capire perché non puoi fidarti completamente dei tecnici, puoi chiedere precisazioni ma non troppo per evitare informazioni consolatorie, la fortuna è un elemento importante, ti domandi e ricordi continuamente tutte le scelte che ti hanno portato lì (se mangiavo meno salumi/se non andavo in causa con l’ex amico)

Ho scelto il rito abbreviato perche penso di potermi difendere bene sulla base dei documenti presentati, perché il giudice sembra persona per bene e  indipendente, perché costa meno e perché così entro la fine dell’anno sarà concluso ( non posso pensare a tre/quattro anni di questa spada di Damocle).
Naturalmente questo significa concentrare lo stress, ma come ho detto alla Tennica “ Io nel mio piccolo, escluse le questioni sentimentali, sono per una visione eroica della vita: subito e in faccia)

PS Il Grande Inquisitore ha un perfetto “phisique du rôle” alto, pelato e arrogante….