Si lo so, è un po’ che latito ma come tutti gli anni sembra che il 24 dicembre e il 31 luglio debba finre il mondo e gli impegni di lavoro si infittiscono, poi sono andato a sentire la requisitoria del Grande Inquisitore dove sono rimasto sollevato e un po’ deluso che la mia figura di delinquente non sia stata sufficientemente valorizzata. Ma parliamo d’altro, io sono sempre interessato dalle ricette complicate con ingredienti strani e quindi sono rimasto folgorato dal Brodo di Cappone proposto da Uliassi  per la Gazzetta Gastronomica e  ho deciso di prepararlo per i tortellini di Natale, un piatto che mi riporta all’infanzia perché in Veneto i tortellini in brodo insieme ai gnocchi sono uno dei piatti delle feste. Questo Brodo di Cappone non è un solo brodo ma tre brodi messi insieme ( cappone, gallina/tacchina, piccione). Quando ho comunicato all’Apprensiva la necessità imprescindibile di trovare due piccioni per il sopraddetto brodo è impallidita, ricordando una lontana ricerca del pepe garofanato che ci ha costretto a setacciare tutta Milano, poi ha dichiarato la sua totale indisponibilità a partecipare alla ricerca di questo nuovo Santo Graal. Va detto che a Milano e non solo, i piccioni sono considerati alla stregua dei topi, animali immondi e sporcosi  con cui l’idea di fare un brodo è semplicemente ributtante. Io però mi ricordavo una zia che in Veneto molti anni fa portava a casa nella borsa i piccioni, morbidi batuffoli di piume che venivano sacrificati lontano dai bambini. Qundi la ricerca è cominciata e si è conclusa subito al Pollivendolo vicino a casa che li ha prenotati da un suo fornitore Veneto. L’Apprensiva è parsa sollevata, vedremo come andrà….

Ps non ho chiesto al Pollivendolo l’identità sessuale della fesa di tacchino, ma un po’ sono pentito poteva essere un’altra ricerca