Siamo già quasi al dopo feste, si cerca di tornare a un’alimentazione sensata e   smaltire gli avanzi che circolano in casa.
L’altro giorno in considerazione del freddo che c’era e della vaga aria depressa che si respira in queste feste, avevo fatto un piatto confortante: la crema di zucca. Semplice da fare: zucca, due patate, un brodo vigoroso, prezzemolo e parmigiano,  pur essendo senza panna è risultata  piuttosto densa ( in realtà si colloca fra una crema e un pureé).
Ne era avanzata una porzione e poiché l’Apprensiva continuava a trascinarsi afflitta fra il divano e il suo solitario al computer, non me la sentivo di prevaricarla sul cibo come al solito; quindi l’ho allungata trasformandola in una minestra. Così però mancava qualche cosa, il confronto con il ricordo della crema la faceva sembrare scipita e quindi ho pensato di arricchirla, il dubbio era: lenticchie rosse o burghul? Ho scelto quest’ultimo perché le lenticchie si sarebbero troppo appiattite sulla zucca ed è stata una scelta felice: due pugni di burghul   hanno trasformato una minestrina un po’ triste in un piatto eccellente e bilanciato, l’Apprensiva ha apprezzato.
Domani arriva per due giorni Supermax il nipote adottato ex polacco dell’Apprensiva, sarà un intermezzo divertente: finalmente un maschio!, ma povero dal punto di vista gastronomico, da vero Osti mangia solo cetrioli, rapanelli e altre amenità…..