Assolto perché il fatto non sussiste Su indicazione degli avvocati e anche perché per quanto stressante ritenevo meglio un giudizio quasi immediato  alle rassicuranti lentezze della giustizia ordinaria, avevo optato per il giudizio abbreviato. Ho partecipato, quasi unico fra gli imputati, di persona alle udienze perché mi sembrava un evento troppo importante da lasciare ai tecnici e venerdì scorso alle 12 era fissato il giorno del verdetto.
La notte precedente ho dormito quasi come il Principe di Condé, anche perché (stranezze della mente) ero più preoccupato per un eventuale ritardo del treno per mal tempo che per il giudizio. Siamo arrivati in una mattinata “siberiana” nella periferia fiorentina al Nuovo Palazzo di Giustizia, un tetro edificio stile “ Lego-spaziale”, auletta gremita, solo posti in piedi.  Il Giudice  entra e io  aspetto in piedi  e con qualche apprensione il verdetto, come un patriota risorgimentale; il giudice chiede al Grande Inquisitore se vuole ribattere alle difese, il GI nega e il giudice rimanda il tutto alle 14. Pausa per un tè caldo e una schiacciatina chiacchierando con l’avvocato di procedura penale ( nella mia mezza università è un esame che non ho fatto e me ne pento) poi di nuovo in aula. Dalle 14 alle 14,45 non succede niente, stufo di chiedere precisazioni all’avvocato mi richiudo in me stesso ipotizzando gli scenari più vari ( con tendenza al brutto) mentre intorno  fra PM e avvocati  c’è un clima da “allegri chirurghi” ( come quando sei sul tavolo operatorio e senti chirurgo, infermieri e anestesista parlare scherzosamente di calcio e di donne). Finalmente arriva il giudice e pronuncia la sentenza: condanna il Prof. per due casi minori (l’avvocato sorride e dice che va bene) assoluzioni e non luogo a procedere per tutti gli altri perché il fatto non sussiste. Respiro di sollievo generale in aula, gli avvocati si felicitano, le specializzande imputate piangono di gioia, corsa ai telefonini per avvisare parenti e amici.

Il Dritto e il Rovescio

  • Ho sperimentato che riesco a sopportare e gestire razionalmente una situazione impensabile
  • Questa cosa mi lascia qualche cicatrice e qualche dubbio esistenziale sulla giustizia
  • Ho sentito attorno a me una rete di persone che credevano nella mia integrità e cercavano di sostenermi
  • Qualcuno è sparito, ma molto, molto pochi
  • Non ho perso la mia gerarchia di valori e le scelte di vita
  • La mia fiducia sulla giustizia è guardinga: c’è un giudice a Berlino ma arriva un po’ troppo tardi
  • Ho capito la differenza fra verità giudiziaria e verità vera
  • Preferivo non doverla comprendere
  • Ho intrapreso un lavoro nuovo che mi piace assai
  • Non so bene se recupererò qualcosa dalle macerie della mia vecchia attività
  • Ho degli interessanti progetti per il futuro
  • Sono parecchio più povero
  • Questo BLOG

Qualche osservazione sulla giustizia

La giustizia, nonostante i suoi guai e le sue lentezze, funziona e offre la possibilità di far valere le proprie ragioni (soprattutto se sei colto e/o hai un buon avvocato) ma corrispondentemente alla lunghezza dei processi si è creata  una distorsione  delle misure cautelari: mentre dovrebbero essere ottenute solo in tre casi (pericolo di reiterazione, fuga o manomissione delle prove)  diventano una specie di marchio di infamia ( se l’hanno arrestato vuol dire che è colpevole…) o di pena preventiva, una specie di trofeo per il PM, sottoposto a un debole vaglio del GIP, da sventolare alla stampa, producendo sull’innocente un danno che nessuno risarcirà. (L’avvocato Se ti avessero incarcerato potresti chiedere un risarcimento e avresti avuto un’interessante esperienza di vita  IO di esperienze interessanti ne ho già fatte fin troppe e non sono così avido… )

Le leggi penali dovrebbero essere costruite sul cittadino, innocente fino alla sentenza, e non sul criminale da condannare cercando una scorciatoia rispetto alla ricerca della verità. Lo so che è più lungo e faticoso ma alla fine è l’unico metodo efficace e equo.

Credo nell’indipendenza della magistratura, ma all’interno di questa indipendenza i vanagloriosi, i furbi, i pigri e gli incapaci dovrebbero essere cacciati o messi in condizione di non nuocere esercitando malamente un potere  molto grande.

PS naturalmente per la legge per cui l’uomo che morde il cane fa notizie e il contrario no, la notizia dell’assoluzione è stata data con parsimonia, qualche inesattezza e qualche cialtroneria in pochissimi giornali.

Advertisements