Era tutto l’inverno che se ne parlava, ma per un motivo o per l’altro non si riusciva a combinare, poi è arrivata una quasi primavera milanese e non sembrava il caso, infine è tornato un po’ di freddo e ce l’abbiamo fatta  a organizzare una bagna caoda.
Sto parlando di quel piatto langarolo-astigiano nato dall’incontro dell’olio di noce con le acciughe della Liguria e dalla necessità di mangiare qualche cosa di forte ed energetico prima di andare ad arare. Più che un piatto è un rito individual-collettivo perché si utilizzano coccetti riscaldati individuali per pucciare le verdure nella  salsa, ma si è strettamente uniti per la serata e per un paio di giorni successivi dall’afrore dell’aglio. La parte più difficile è stata trovare i coccetti, ma grazie ad internet ho trovato uno store di prodotti alberghieri dove sono riuscito, chiudendo gli occhi, a non farmi altri danni. La serata è stata vivace e partecipata e il piatto ha avuto successo anche con i bimbi, i giorni successivi …un tormento per innocenti non partecipanti.

Questa è una versione civilizzata

Bagna caoda
Ingredienti (per 8 persone) 500 gr d’aglio, 500 gr di acciughe salate, 1 litro di latte, burro, olio d’oliva, 6 noci (per simulare l’olio di noce).
Preparazione Pulire gli agli togliendo l’anima, scaldare una noce di burro e soffriggerli, aggiungere il latte fino a coprirli e farli stufare sino a quando si sfalderanno. Pulire le acciughe e metterle a bagno nel latte almeno 4 ore. Aggiungere le acciughe strizzate e i gherigli tritati agli agli, stemperarle, frullare il tutto aggiungendo l’olio sino ad ottenere una crema piuttosto liquida. Versare caldissima sui coccetti e intingere le verdure.
Le verdure consigliate, cotte: cipolle, patate, peperoni, cavolfiore, crude: cardo, tapinanbur, foglie di verza, rapanelli, sedano, rapa, peperoni