Ho una lunga frequentazione con la Stazione di Milano e il suo piazzale: prima da pendolare Torino/Milano, poi da saltuario Milano/Torino, poi ancora da pendolare Milano/Firenze e adesso da saltuario un po’ dappertutto.
Il piazzale costituisce un mistero omerico (come la tela di  Penelope) prima era uno stento piazzale da dopoguerra ornato da alcuni alberelli rachitici, poi ha avuto un periodo infinito di lavori, in cui per anni e anni risultava cinto da pannelli impenetrabili e sede di lavori continui, incomprensibili  e inconcludenti; ricordo come un’epifania in un luglio torrido uno squarcio nella palizzata da cui si intravedeva un operaio marocchino nudo che faceva beato la doccia sotto una pompa. Infine sembrava aver trovato la sua pace come spianata sterile  di  pietre levigate utile principalmente agli skeatboarders. Ora all’improvviso tutto è di nuovo devastato per (dicono) fare un nuovo accesso alla metropolitana. Tutto questo mi sembra una metafora di lavori pubblici italiani: lenti, costosi, spesso inutili e spessissimo rifatti.
Detto questo  resto comunque  favorevole ai treni e alle gallerie……

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