Quest’anno la campagna contro lo sterminio degli agnelli, con il corredo di foto commoventi, è stata più forte del solito e io, nonostante la passione mia dell’Apprensiva  per questa carne  il nonsenso di preoccuparsi di un tipo di cuccioli e non degli altri, ho optato per la faraona, tanto per i pulcini non piange nessuno.
Ho però deciso di farla “strana” all’iraniana, soprattutto perché era un po’ che volevo fare un piatto con le albicocche secche: le compravo e poi regolarmente ce le spiluccavamo davanti alla televisione senza che potessero avere un utilizzo culinario. Il risultato è stato un piatto oriental-rinascimentale molto piacevole con un contorno di riso basmati cotto in pilaf.

Faraona all’iraniana
Ingredienti: una faraona, gr 125 albicocche secche, gr 125 prugne secche denocciolate, gr 25 uva passa, una mela renetta, una cipolla, gr 20 di burro, cannella, pepe, sale. Preparazione: fiammeggiare la faraona sul gas per bruciare le piumette, passare nel mixer prugne, albicocche, la mela a pezzetti e l’uvetta, tritare la cipolla e farla appassire col burro, aggiungere la frutta, far insaporire e regolare di cannella, sale e pepe. Riempire la faraona con il composto, cucirla, salarla e peparla, metterla nella pentola Romertropf (o altra teglia in questo caso la cottura si riduce di quasi la metà, ma bisogna controllare che non si bruci o non si asciughi troppo, che la Faraona è traditrice) a forno spento e cuocere a 180° per due ore. Tagliare la faraona a pezzi e servire mettendo il ripieno a condimento del riso pilaf.
Bibl. C. Roden La cucina del medio oriente e dell’africa del Nord Ponte alle Grazie