Nelle ultime settimane a Milano ha fatto un caldo torrido e  cercare di cucinare contribuiva sensibilmente a elevare la temperatura dell’ambiente, purtoppo molti piatti da mangiare freschi, tipo gli zucchini in scapece, prevedono che il cuoco eroico  soffra friggendo e io non sono in un momento di particolare autolesionismo, quindi preferisco cibo da lavorare e da mangiare fresco. Adoro poi le lunghe preparazioni, dove bisogna aspettare e  accudire la materia in vista del risultato finale. Questa ricetta, trovata  da C’est moi qui l’ai fait è perfetta ed è stata adeguatamente apprezzata.

Saumon Gravlax
Ingredienti: un trancio largo 15 cm di salmone freschissimo, 100 gr di sale grosso, 100 gr di zucchero, due cucchiai di aneto, una confezione di Philadelphia light ( per il grasso basta il samone), pasta wasabi o se lo trovate rafano fresco.
Preparazione: lavate il trancio, tagliatelo nelle due metà e togliete le spine, tagliate un pezzo di pellicola di dimensioni adeguate a avvolgerlo tutto, posatene un lembo  in una pirofila adatta, versate un terzo del sale/zucchero e posate il primo trancio sul dorso, versate un terzo del sale/zucchero facendolo aderire con le dita, spolverate con una macinata di pepe, fate aderire con il secondo trancio, versate l’ultimo terzo e avvolgete con la restante pellicola, mettete in frigo con sopra un peso, per tre giorni mattino e sera, scolate l’acqua che si formerà. La sera del terzo giorno, recuperate i due tranci, spolverateli dal sale e tagliate fette sottili dal bordo lungo, mettete sul piatto di portata, spolverate con l’aneto e lasciate  in frigo un’oretta prima di servire. In accompagnamento mescolate Philadelphia, aneto e wasabi a vostro gradimento. E’ più facile a farsi che ha dirsi