Puglia temperatura 45°, un’idea geniale (io) insensata (l’Apprensiva) facciamo la notte dei fritti viventi, raduniamo quattro famiglie per mangiare ogni genere di roba fritta: polpette, pizzelle, polpo , fiori di zucca, patate e…. felafel. E qui accade il dramma: provo  temerariamente la ricetta per la prima volta seguendo “chimicamente” le indicazioni di Allan Bay, ma le polpette non si friggono, si spogliano, ripiccioliscono fino a collassare ma non si friggono. L’Apprensiva, nonostante le numerose e vibrate proteste per la mia idea “geniale” è come sempre al mio fianco e i resti ingloriosi di quello che fu un orgoglioso esercito di polpette finiscono in forno e vengono poi consumate solo perché la salsa alla tahina era deliziosa. Compulserò altri testi per capire cosa è andato storto ( sospetto fortemente i ceci in scatola o il lievito in polvere). Intanto la Perla è stata finalmente accettata dalla banda di ragazzini futuri brigatisti ( non bagnatela è dei nostri….. dì alla mamma ( con un mitra in mano) che sono da qualche parte nella pineta) facendo alternativamente la maliarda o la dura del gruppo.

Il polpo fritto è un piatto sottovalutato, salvo che da cinesi e giapponesi, io lo trovo semplice, gustoso e adatto anche a chi non ama il polpo per il suo sapore da bollito (l’Artista), a conferma che fritto è buono quasi tutto

Polpo fritto

Ingredienti: uno o due polpi, farina, olio di arachidi

Preparazione: con un coltello affilato tagliate in due o tre per lungo i tentacoli, facendo attenzione a non farvi male ( io mi sono tagliato…), scaldare l’olio a 140°/150°, impanare i pezzi nella farina e farli friggere per 5/6 minuti, servire subito senza salare perchè lo sono di loro