Se la natura fosse stata benigna avrebbe dovuto apporre alla nascita, sulla spalla dell’Artista e della Perla, una voglia con scritto INTRASPORTABILI, così avrebbe risparmiato “…infiniti lutti … agli Achei…” L’Artista già da piccola si era espressa in trascinanti performance fra cui brillano: Dall’isola di Cres in Croazia a Torino vomitando senza soluzione di continuità e Da Torino a Punta Ala non avendo il coraggio di aprire i finestrini al bureau del campeggio per la puzza ( complice un errore con un pacchetto di biscotti Strudel prima delle montagne), da grande ha arricchito il menù con emicranie devastanti e un’intolleranza patologica all’aria condizionata. La Perla di suo ha aggiunto alla predisposizione familiare, un raro talento nel lamento colpevolizzante in tre gradazioni ho mal di pancia.. sto male..non resisto.., raggiungendo una rara sintonia con la genitrice. Risultato ci si muove poco per il rischio costante di trascinarsi dietro il presepe vivente di due madonnine dei dolori.
La sera prima della consegna delle due ragazze al Campeggio ha cucinato l’Artista con il suo piatto forte Pollo al curry con mele,  veramente molto buono e  di cui svelerà gli arcani se ne ha voglia, a cui è seguito un black out in cui la famiglia ha dato buona prova di indipendenza energetica ( salvo la scena isterica dell’Apprensiva quando ha saputo che avevo prestato ai vicini la lampada a manovella con cui avrei dovuto illuminare le sue letture serali).
Consegnate le due avventuriere al Campeggio, ho provato un certo magoncino che mi ricordava l’espressione di mia madre quando negli ultimi anni l’accompagnavo al mare e dopo un giorno ripartivo ( cosa ci voleva a fermarsi due giorni?!! …ma ormai è tardi), per rinfrancarci ci siamo spinti coraggiosamente fino a Martina Franca, con l’intento culturare di acquistare l’omonimo capocollo per l’inverno.
Martina Franca è una tappa da non perdere se siete in Puglia, si passa da terre arse e assolate a un verde rinfrescante e un barocco elegante e luminoso ( bellissiomo il Duomo).
Ci siamo fermati a cena alla Tana , locale che si trova nei granai dello splendido Palazzo Ducale ( i Caracciolo, tipacci che ne hanno combinate di ogni…) Il servizio è cordiale e puntuale, gli antipasti pugliesi hanno un tocco in più che li fa passare dalla buona all’ottima cucina, strepitosa la crema di fagioli con vongole, cozze e rosmarino. Il conto, per gente che arriva da Milano è quasi imbarazzante ( € 55,00 due antipasti vastissimi, due primi, acqua e caffè)
PS la foto rappresenta l’accampamento delle due avventuriere prima che quella piccola ritornando dal bagno dia un esempio concreto del disordine che regna nell’universo

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