Confesso: non amo fare i dolci e non mi riescono per nulla bene. Penso che sia dovuto a un trauma di parecchi anni fa quando stavo muovendo i primi passi in cucina: avendo stabilito che era economicamente oneroso e dieteticamente sbagliato fare colazione con prodotti confezionati mi ero messo di buona lena a preparare il plumcake con risultati discreti, incoraggiato dal successo avevo perseverato migliorando la ricetta, ma alla terza settimana consecutiva una delegazione della famiglia mi aveva comunicato che erano stufi marci di quel dolce e che avrebbero ripreso a consumare biscotti e merendine.
Da allora ho sempre avuto una certa diffidenza nell’accostarmi a progetti di pasticceria, acuita da un cambiamento nel gusto che mi fanno preferire una fetta di salame a una Saint Honoré.
L’altra primavera a seguito delle querimonie dell’Apprensiva non posso mangiare biscotti mi fanno acidità… non mi piace la marmellata di amarene…anche quella di arance non è proprio il massimo mi sono cimentato, forte della maturità culinaria raggiunta, nella realizzazione di una ciambella casalinga, i risultati sono stati vari e deprimenti: troppo pesante… troppo bruciata…mal lievitata…
Con l’autunno ho ripreso, a gentile richiesta, con la torta margherita, ma finora l’esito non è  stato decente: troppo bassa (a causa dell’amido di mais al posto della fecola di patate) o poco cotta per troppa fretta nello sfornare, ma non demordo……

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