UnknownE’ stato un mese complicato: cose spiacevoli ma inevitabili, cose spiacevoli rimandate troppo a lungo, cose spiacevoli improvvise e un po’ insensate come la rottura con la scuola di navigazione (la Tennica mi dice non sei bravo a trattare i maschi psicopatici, io accolgo la critica facendo buoni propositi per il futuro e mi tengo il complimento implicito “ con le femmine psicopatiche invece…” ). Tutte queste cose si sono date appuntamento in questi ultimi due mesi e ne sono uscito con un orizzonte se non roseo almeno sgombro e con il tempo per riprendere in mano il filo del mio futuro. Il blog è stato trascurato, non tanto per mancanza di tempo quanto per poca voglia di comunicare, ma adesso che il più è fatto  si riparte.

Parigi Per festeggiare la svolta abbiamo fatto un week end lungo a Parigi, con l’impegno di prendercela comoda, cosa che naturalmente non è successo e mi dolgono ancora i polpacci per le maledette scale della metropolitana. Nessuna scoperta salvo il piacere di rivedere il museo d’Orsay e la delusione al ristorante L’ Assiette Aveyronnaise dove eravamo andati per riassagiare l’aligot originale: il vecchio padrone è andato in pensione e ai piatti, pur essendo gli stessi, manca quel tocco che li rendeva particolari, come una vecchia commedia mal recitata da guitti annoiati. PS vorrei mandare tutti i contrari alla Torino – Lyone a farsi 4 ore a passo di lumaca da Torino a Macon

Due libri: uno Le Lacrime degli eroi  di Matteo Nucci è stato molto pubblicizzato, ma è un vero gioiello: considerazioni e approfondimenti sui due poemi fondativi dell’Occidente l’ Iliade e l’Odissea, da leggere con calma per poi andare agli originali ( che l’Apprensiva ha prontamente riacquistato). L’altro 60 giorni e finiscono i soldi  di Ludovica Amat, mi è capitato per caso: ho letto di una presentaziono l’altro pomeriggio, ci sono andato vincendo la pigrizia, mi sono divertito quasi più per la partecipazione della Milano intelligente variamente invecchiata e mi ha fatto riflettere. E’ la storia di una “precaria” affermata che con la crisi vede il suo mondo franare e si ricostruisce anche grazie a una rete solidale. E’ un libro carino (a parte la copertina pisello), ben scritto e ironico. Fa riflettere sull’effetto della crisi sulle generazioni: la mia quella del posto fisso delle possibilità ( 15 anni di banca, l’associazione, l’azienda editoriale e il lavoro autonomo) con la ciambella sempre più sottile della pensione che un’onda cattiva allontana all’ultimo momento; quella dell’autrice: il lavoro precario in un mondo pieno di occasioni che si frantumano con l’impatto della crisi su tutta la filiera: le aziende grandi che resistono stritolando i fornitori e poi collassano; quella ancora sucessiva dei precari senza speranza e senza certezze……….

Ciliegie

La ciliegia è l’ultimo frutto veramente stagionale: comincia ad apparire a metà maggio e finisce inesorabilmente a fine giugno, io e l’Apprensiva le amiamo molto ma quest’anno a causa delle pioggie è stato terribile, globuli rossi acquosi e senza sapore, salvo le ultime dopo il gran caldo

Nota di servizio a gentile richiesta il Riflessivo è stato rinominato il Paziente Friulano nel senso di paziente… molto paziente con il nostro DNA diffuso