images-3L’anno scorso al Festivaletteratura di Mantova avevamo seguito la lettura di Benni di un canto dell’Ariosto a Palazzo Tè e avevo deciso che era il caso, in vacanza, di provare a leggerlo tutto.
Recuperati due volumetti dell’Apprensiva li ho portati al mare e ho cominciato a leggere. L’inizio è stato un po’ duro:  i termini disueti, la sintassi degli endecasillabi e le rime rendevano la lettura faticosa e lenta, poi la cosa si è sbloccata e ho cominciato a seguir con agio tutta la storia. Avventure, magie, sesso, battaglie e duelli ne fanno un fantasy eccellente, con punte di modernità,  capisco come sia piaciuto ai vecchi toscani che lo recitano a memoria e ai pupari siciliani: è colto ma parla anche all’anima semplice ( la mia ).
Una mattina poi, appena desto, mi son venuti pensieri in rima, con parole rare. Subito dico all’ Apprensiva
destati orsù pulzellona mai saggia
che presto bisogna ritrovar la spiaggia

Lei che si è laureata in poesia d’avanguardia, mi guarda perplessa, stupita e mi ha invitato caldamente a non far lo scemo, spegnendo i miei ardori poetici.
Spero di aver miglior fortuna con la Perla cui proporrò di conversare in rima,  in fondo è come apprendere una lingua nuova