UnknownQuando muore uno scrittore è come si spegnesse una luce nella notte, se poi è uno scrittore di quelli importanti per te è ancora peggio, è come se sparisse una città, anche se era vecchio, anche se non scriveva più, anche se gli ultimi libri non erano bellissimi.
Di Mutis mi è rimasto il concetto di “desesperanza” che non è disperazione, ma la profonda convinzione che per quanto facciamo le cose non andranno mai a posto, oppure andranno a posto solo momentaneamente, ma noi continuiamo a tentare: in questo c’è l’umano.
Da questo lutto mi è venuto di considerare quali fossero i libri importanti nella mia vita, eccoli con l’alto mescolato a pop e in un qualche ordine cronologico:
Dumas I tre moschettieri ( non capivo perché nell’edizione ragazzi il racconto saltellasse, poi ho letto l’edizione integrale e ho capito perché: avevano tagliato tutto il sesso! quindi ho rivalutato Milady), London Zanna bianca ( regalo della mia fidanzata platonica di allora), Rigoni Stern Il sergente nella neve (unico ristoro nel  collegio/lager estivo a riparare 4 materie, record della mia carriera scolastica) , Bulgakov Il maestro e Margherita, Levi Se questo è un’ uomo, Rodari Favole al telefono ( lette alla sera alle figlie), Herbert Dune, Scorza Rullo di tamburi per Rancas ( periodo di attivismo politico), Conrad La linea d’ombra, Vance Lyonaisse (l’unico fantasy decente prima di Trono di spade), Vonnegut Le sirene di Titano, Musil L’uomo senza qualità, Pratt La ballata del mare salato, Stendhal Il Rosso e il Nero, Dick Trilogia di Valis, Yourcenar L’opera al nero, Proust La Recherche ( letta tutta d’un fiato in un periodo di intenso romanticismo, qualche cosa è rimasto), De Roberto I Vicerè, Canetti Autodafè, Harbal Ho servito il re d’Inghilterra, Mutis Abdul Bashur sognatore di navi,  Perez Reverte Il sole di Ostenda, Némirowsky Suite Francese