Unknown-1Questa è la storia che ho narrato alla Perla la scorsa settimana, una storia che mia madre raccontava qualche volta, forse per spiegare il rapporto totalizzante con il marito morto troppo presto e che ripeteva come un mantra nei suoi ultimi giorni, fra coscienza e incoscienza.
Alla Perla è piaciuta un sacco.
Gli attori :
Nonna E, che insieme alla sua amica R. era la più bella del paese,  in alcune foto che la ritraggono sembra Alida Valli, un carattere difficile a causa di una madre autoritaria e anaffettiva e un padre bello e inaffidabile, dotata di una volontà d’acciaio,
L’ amica infida, detta I.,
Nonno P. che non era bello, una sua foto da soldatino fa tenerezza, ma era alto aveva il fascino di chi sa cosa vuole e ha un entusiasmo incontenibile per le novità, che suonava il violino e insieme al suo amico A. spopolava fra le ragazze e tardava a sposarsi.
Lo scenario : una cittadina del Veneto, con una prospera borghesia commerciale e il municipio più strano d’Italia, nei primi anni del dopoguerra quando tutto il Paese cominciava a risollevarsi
La storia : il paese era piccolo e da tempo E. aveva notato quell’ uomo intraprendente che tardava a sistemarsi, che univa una strana dolcezza a un temperamento forte e rassicurante. Ma E., essendo poco portata a mostrare i propri sentimenti, esitava ed essendo bella e impossibile non riusciva a fare il primo passo.  Pensò quindi una strada indiretta e chiese alla sua amica I. di fare un cauto sondaggio. Purtroppo anche l’amica aveva messo gli occhi su P. e quindi, perfidamente, riportò notizie sconfortanti: P. non era interessato a E.,  aveva mire  su  altre e intendeva continuare a spassarsela. Da parte sua P. aveva messo gli occhi su E.,  ma esitava, gli sembrava che lo snobbasse e la fama di ragazza impossibile scoraggiava gli approcci. Poi venne il giorno del Veglione, si chiamavano così quelle feste con ricchi premi e cotillons che si organizzavano un tempo in alberghi e ristoranti, per facilitare la conoscenza fra i giovani e avevano la caratteristica di durare fino a tarda notte.
E. e P. all’insaputa l’uno dell’altro, avevano deciso di partecipare, ma alla mattina andando a messa E. sentì un dolore pungente al capo, un vicino le disse che era un ascesso e lei si precipitò dal medico, a quel tempo nei paesi il medico era sempre in servizio, che lo incise e raccomandò a E. di stare a riposo per un paio di giorni. Ma aveva sottovalutato la tempra di E. che, alla sera,  un po’ febbricitante, si  vestitì elegante e di nascosto uscì da casa per andare alla festa. Arrivata al Veglione, sarà stata la febbre o lo shock per il piccolo intervento, acettò l’invito a ballare di P. e durante la danza gli aprì il suo cuore. I due ballarono insieme tutta la notte e il giorno successivo si fidanzarono, convolando poi a giuste nozze (anche, perché in anticipo sui tempi, nell’attesa avevano consumato). La falsa amicha I. venne indicata al pubblico ludibrio e non si sa che fine abbia fatto.
Ps l’incontenibile entusiasmo per le novità di P. lo indusse nel 1949 a fare il  viaggio di nozze  in aereo per Roma, l’aereo ebbe un guasto e il viaggio di ritorno si concluse con un atterraggio di fortuna in un campo, poteva andare diversamente e non sarei qui a raccontarlo…