Matrimonio - Versione 2Alla fine è arrivato il giorno fatidico, sembrava lontano, irraggiungibile, ma poi “ben scavato vecchia talpa!” è arrivato.
La settimana precedente la Tennica si è dichiarata afflitta da tutti i mali dell’Enciclopedia Medica, escluso il ginocchio della lavandaia ed è stata debitamente rassicurata: T. il bugiardino della valeriana dice tre pastiglie tre volte al giorno!?….Io (rovinando il placebo) anche cinque! In seguito è stata presa in carico dalla sua amica Fro che alla vigilia l’ha instupidita di shopping, portandola in uno stato di allegra incoscienza.
Il Paziente, alla vigilia simulava una friulana compostezza, ma a cena dichiarava con noncuranza …è una settimana che mi sveglio alle 4,50/5,00… chissà perché?... Durante il pomeriggio della vigilia, nel pittoresco agriturismo sulle colline bolognesi scelto per il rinfresco, lo sposo è scomparso misteriosamente per alcune ore, creando una certa apprensione fra i primi invitati, Il Testimone preoccupato sarà mica scappato?! Io, pratico se scappa lo farà a notte fonda T. ma non ha la macchina e qui ci saranno i lupi… Io meglio!… In realtà alla vigilia si sono perfezionati alcuni piani segreti di cui la Perla è stata depositaria, con il rischio di esplodere per la difficoltà di tenersi tutto dentro.
Il mio ruolo era molto importante: dovevo portare da Milano il vestito della sposa e la sposa medesima al luogo dell’esecuzione, quindi mi vantavo un po’ sentendomi indispensabile. Quando sono arrivato a prenderla, mamma, sorella, amica e nipote erano attorno a lei operose ed estasiate come i topini di Cenerentola e la Tennica aveva quell’aria felice e instupidita di chi ha vinto alla lotteria o ha scoperto il petrolio nell’orto di casa. Nel percorso verso la villa comunale abbiamo parlato di sciocchezze per alleggerire la tensione, la Sposa era un po’ nervosa perché avevamo 10 minuti di ritardo (ormai è irrimediabilmente milanese) e così abbiamo percorso di corsa il corridoio della villa con un piglio che non aveva nulla a che fare con la ieraticità bizantina dei grandi appuntamenti, al momento della consegna volevo pronunciare poche fondamentali parole alla sposo, ma un groppo in gola me lo ha impedito…tanto sa già tutto. La cerimonia è stata breve e toccante con due momenti buffi: le damigelle hanno invertito gli anelli e una giarrettiera è caduta proditoriamente nelle fasi finali ( purtroppo mancano i reperti fotografici perché la Testimone è stata troppo veloce a recuperarla); l’Artista ha letto commossa ( il foglio tremava come durante un terremoto) alcuni brevi brani molto toccanti ed è il tasso di umidità in sala è salito vertiginosamente.
Contrariamente alla tradizione ho anche accompagnato gli sposi al rinfresco, ma io che sono un pochino egocentrico ne sono stato ben felice… Nonostante l’ etereogenità degli ospiti ( andavamo dagli amici di cloro della piscina ai prozii) grazie alla felicità evidente e contagiosa degli sposi, alla scelta del luogo: un agriturismo aperto sperso nei colli bolognesi che impegnava da Udine a Torino a venire solo chi ci teneva veramente, alla qualità personale dei partecipanti, al menù non sterminato, fra cui si segnalano delle ottime lasagne ( perché è difficile rovinare una pasta al forno ma farla ottima è un altro discorso), sembrava più una festa fra amici che un matrimonio. Infatti una mia cugina, refrattaria al vincolo, dopo una mia vigorosa perorazione ha detto che ci penserà…. I bambini sono stati bene intrattenuti da una bravissima animatrice ( anche quelli che nooo l’animatrice nooo…) e l’unico adolescente presente si è aggirato con aria afflitta, ma inoffensiva fra gli ospiti.

TortaSul finale io e la Perla abbiamo avuto il nostro momento di gloria con la fase finale della “ Operazione Wedding’s Cake” di cui parlerò in un altro post, basti sapere che gli sposi erano contrari al taglio della torta, ma io e la Perla no.
Durante il pranzo sono uscite alcune indiscrezioni sull’inizio dell’idillio in Patagonia T. a un certo punto mi sono stufata e gli ho detto “Andiamo a vedere la luna….” , non ho potuto fare il discorso sia per non imbarazzare la Sposa e i consuoceri sia perché il clima amichevole difettava di solennità formale o alcoolica, ma mi vendicherò….
Ho avuto modo anche di comunicare all’Artista che avendolo fatto una volta ci ho preso gusto a fare il Padre della Sposa, Lei ha ribattuto che ci sono troppi cialtroni in giro e io gli ho risposto che non dispero: lei è un’ articolo di valore, da “amatore” e quindi ci vuole pazienza e fiducia.

Sul finale un coretto degli amici sull’aria di “ che sarà.. che sarà della mia vita chi lo sa ”* disegnava perfettamente il profilo degli sposi e il dubbio su dove andranno a vivere. Finale con distribuzione urbi e torbi di pane e nutella, la figlia della Fro “ non mi piace, ma la mangerò lo stesso….
Rientro a Milano con S. amica e collega della Tennica, chiacchierando amabilmente sull’impossibilità per l’editoria di fare soldi con internet e su come quindi moriremo tutti o forse no.
A casa ho trovato un mazzo di fiori per il felice suocero dai nostri amici S&R e il mattino dopo mi sono svegliato contento come un grillo, ma poi mi sono un po’ intristito: mi sono accorto che da padre della sposa sono diventato a suocero dello sposo…

PS L’Apprensiva non ha potuto partecipare per un “ukase” dell’ Irriducibile  ,ma è stata vicinissima in spirito ed è stata aggiornata continuamente via WhatsApp su tutti gli avvenimenti. Questo sarà l’ultimo “dictat”

* Appena avrò imparato come fare, il coretto (opera di alto ingegno e ineguagliabile arte) sarà disponibile su questo Blog