IMG_2261Quando pensavo che ormai la Perla fosse persa negli impegni della sua pre-adolescenza è arrivata la richiesta di un soggiorno a Milano. Io naturalmente ero stracontento, ho rivoluzionato il programma pasquale mio e dell’Apprensiva e sono corso a Torino per prelevarla.
La piccola mi è stata recapitata sul marciapiede perché l’ Irriducibile era malmostosa per via dell’ “anniversario”. Comunque ce ne siamo ripartiti di buon umore pianificando la trasferta: cena in un nuovo ristorante asiatico, raddobbo primaverile da Zara, cinema, pizza, compiti e un nuovo piatto da realizzare insieme.
In treno abbiamo incontrato il migliore amico della sua migliore amica e in perfetto stile adolescenziale si sono appena salutati a causa della presenza di adulti, Io ti sta antipatico? P. no anzi mi è molto simpatico! Io certo che ci vorrebbe un antropologo per capirvi.
A me piacciono molto i ristoranti etnici, a Torino sono andato al ristorante cinese quando c’è n’era solo uno, vicino alla stazione ed era frequentato solo da stranieri e artisti del circo, ma non reggo più questa diffusione dissennata di ristoranti asiatici che servono sempre questa poltiglia di riso bollito con un accenno di pesce crudo, soppratutto quell’autentica abiezione degli “ you can eat all” con i loro piatti tutti uguali e senza sapore. Fortunatamente cominciano a spuntare anche locali a prezzo medio che servono un cibo un po’ ricercato senza pelarti, uno di questi è Zeng G, segnalato dalla Tennica, dove abbiamo cenato con grande soddisfazione.
Il mattino dopo visita da Zara, la Perla ha scelto con grande competenza, sulla linea caw girl/lolita, provando tutto e scartando gli abiti che necessitavano formosità ( al momento siamo sul profilo “trampoliere”). Al pomeriggio l’ho portata a vedere “la famiglia Bélier, un grazioso film francese su disabilità e emancipazione dei figli, che avevo visto con l’Apprensiva qualche giorno prima, ma che ho riproposto alla Perla, dopo aver tentato inutilmente di virare su un film di lupi e sono stato ricompensato da un bello, bello, bello all’uscita.
Andando al cinema abbiamo parlato di età e sorrisi: P. di che età è la mamma? Io di mezza età, ma crede di essere una ragazza… (prontamente riferito alla medesima al rientro), tieni presente che non invecchiamo tutti nello stesso modo. P. davvero? Io certo, se uno mantiene, come faccio io quando mi butto in imprese/acquisti un po’ sconsiderati, un po’ della sua giovinezza, invecchia meno. P. a certo…(con aria saputa). Io se poi guardi al mondo, che è un gran casino, con un sorriso invecchi meno, se ringhi ti rinsecchisci subito.
La Perla è stata vittima di un errore giudiziario: aveva studiato per Storia, materia che non ama, “La lotta delle investiture” tantissimo e alla verifica ha preso un 7 trasformato in 4 per sospetto di copiatura e difformità dal curriculum. Evidentemente la professoressa non considera la redenzione e la presunzione di innocenza …. Casualmente stavo leggendo un libro sulle crisi dell’anno mille e quindi abbiamo ripassato, in vista di un possibile “appello” e ho avuto conferma che la scuola si impunta su dati e nomi senza riuscire spiegare il contenuto dei fatti. Per il pranzo dell’ultimo giorno siamo andati a Torino per poter mangiare con l’Artista e abbiamo preparato un ricetta persiana.

Pollo allo zafferanno
Ingredienti: 500 g di petto di pollo, tre bustine di zafferano, tre rametti di rosmarino, tre spicchi d’aglio schiacciati, olio evo, sale.
Preparazione: tagliare il petto in strisce spesse 1 cm immergerle in una ciotola con due cucchiai d’olio, le foglie di rosmarino tritate finemente, l’aglio e lo zafferano stemperato in due cucchiai di acqua calda. Mettere in frigo per almeno un’ora. Scaldare un cucchiaio d’olio in una padella, cuocere a fuoco alto il pollo fino a che non fa una crosticina, salare e servire.

Ps la Perla è stata molto coccolosa e questo ovviamente mi ha fatto un gran piacere, però mi ha anche preoccupato un po’…