IMG_7770La cosa migliore dopo un rientro in porto e il pranzo ristoratore, è andarsene a dormire cullati dalla risacca, ma per tirare alla cena bisognava trovare qualche attività.
SuperMax appassionato pescatore, si era portato tutto il necessario per la pesca alla traina, con l’idea di integrare la nostra dieta con del pesce fresco, ma ,viste le condizioni del mare, in navigazione aveva avuto la tentazione di buttarsi lui in pasto ai pesci. Quindi armati di tutto il necessario ci siamo arrampicati sugli scogli per dare un senso al nostro pomeriggio; arrivati con qualche peripezia, SuperMax ingarbugliava il filo, incagliava l’esca e quasi finiva in mare per liberarla, nel frattempo un pescatore vicino pescava tre pesci e ci guardava con commiserazione; depressi siamo tornati in barca e abbiamo interpellato Paolo che ha un passato di pescatore sportivo, il verdetto è stato drastico: Jhon Snow tu non sai nulla !, con quell’esca potresti pescare solo un tonno da 20 chili! Bisogna pasturare, cambiare gli ami… Non domi decidiamo di investire in pane, formaggio e acciughe per i pesci, la Tennica ci guarda, perplessa sul ritorno dell’investimento, ma noi insistiamo e dopo una ricca cena andiamo sul molo, peschiamo senza successo per mezz’ora, poi SupeMax dichiara che avrebbe ripreso alle 6 del mattino, io faccio finta di credergli perché ho sonno…
Il mattino dopo il mare si è calmato, SuperMax dorme il sonno del giusto e dopo una colazione secca ci rimettiamo in mare. Questa volta la navigazione è tranquilla, la Tennica prende il controllo del timone con la soddisfazione del marketing manager che ha trovato la sua scrivania e il pozzetto si anima con discussioni di varia umanità fra cui spicca un dibattito fra SuperMax e il Paziente: SuperMax, che di gusti musicali è onnivoro e un po’ tamarro, non si capacita che al Paziente piaccia prevalentemente la musica non commerciale e lo sfinisce al punto da fargli ammettere che si, apprezza anche qualche brano metal…ma non sa dire quale. Rientro tranquillo e atterraggio impeccabile.
L’ Apprensiva durante la crociera non si è smentita, ha cominciato a chiedere notizie dell’amato nipote mentre non eravamo ancora fuori dalla cinta daziaria di Milano, abbiamo quasi litigato quando gliel’ho fatto notare con un po’ di sarcasmo, ma poi ho risolto la questione inviando una foto dell’amato bene ogni mezz’ora…
La crociera dal punto di vista gastronomico era piuttosto complicata: il Paziente non gradisce la verdure fresche e insieme alla Tennica non ama l’acido, SuperMax mangia solo verdura fresca, adora l’acido e detesta la carne, i salumi e qualunque cibo che abbia un sapore. Confesso che il cuoco non è stato all’altezza: il burghul e le milanesi in carpione erano troppo acidi, la carne salata troppo dolce, l’Amatriciana troppo lardosa e la minestra al gorgonzola troppo brodosa. Sul finale ho chiesto qual’ era il miglior piatto da mettere sul blog: silenzio… allora ho chiesto il meno peggio e il Paziente e la Tennica hanno indicato in coro: il cacio e pepe…vela sarcastica… avevo il dito offeso, i commensali erano difficili, non ho potuto fare il pollo teryaki, le cavallette, la tempesta…

Pasta al sale e pepe

Ingredienti: 500 gr di pasta, 150 gr di pecorino romano, una lunghissima grattata di pepe, aglio, olio, sale.
Preparazione
: far rosolare in abbondante olio tre spicchi di aglio schiacciato con la camicia, togliere l’aglio e versare sulla pasta scolata al dente, aggiungere il pecorino con il pepe, mescolare e servire ben calda.