foto showIl giorno fatidico è arrivato, sono andato a prendere a scuola la Perla alle 11 e lei è uscita felice come un fringuello perché così saltava tre lezioni: grammatica, matematica e musica.
In macchina ha cominciato una contrattazione con l’Artista: P. visto che questa sera sei a casa, posso fermarmi a dormire da te? A. no, questa sera sei da tuo padre P però sabato e domenica sarò con te ?A. mmh veramente toccherebbe a tuo padre …P ma l’altra settimana dovevo stare con te… A ma io dovevo lavorare al Salone… vabbè stai con me, ma vieni a una festa di bambini dove devo leggere P. odio i bambini…
All’arrivo al Salone del libro, l’umore della Perla si è incupito e davanti al piccolo anfiteatro dello Show Cooking ha dichiarato: c’è troppa gente!. Fortunatamente l’Artista l’ha presa sotto la sua ala e l’ha portata a spasso per il Salone per fargli smaltire l’ansia, intanto io preparavo la nostra esibizione.
La Perla si è presentata puntuale, con un viso rassegnato e un libro della “Schiappa”, ma entrando nel retro cucina ha confessato: ho paura. Allora io l’ ho presa da parte e le ho detto: non ti preoccupare io parlo, tu cucini e al massimo mi critichi ( come poi è fatalmente avvenuto su una questione semantica, il sangue non è acqua…)
La presentazione è andata benissimo, io ho chiacchierato gigioneggiando con l’editore e una psicologa, sorvegliando discretamente le operazioni, la Perla ha cucina con determinazione e concentrazione, rilassandosi sul finale e dichiarando: preferisco cucinare con il nonno, il che mi ha ripagato di tutta la fatica.

Stremati per la performance siamo andati a rifocillarci, per passare poi al secondo punto del programma: una lezione di storia sui comuni in vista dell’interrogazioni di giovedì prossimo, fortemente temuta dalla Perla

Lezione di storia

Non riesco a rassegnarmi al fatto che il frutto del frutto dei miei magnanimi lombi, vada bene in tutte le materie, salvo che in storia, con l’aggravante dell’ombra dell’affaire copiatura.
Quindi ci siamo messi al lavoro, prima in macchina perché l’Artista non ci voleva tra i piedi e piovicchiava, poi a casa del padre, perché lì giacevano dispersi gli appunti.
Prima di cominciare ho cercato di inquadrare la materia :Io la storia la devi pensare come una lunghissima strada su cui si muove l’umanità, se la guardi da molto in alto vedi l’Impero Romano, il mondo Feudale, i Comuni, le Signorie, gli stati nazionale ecc… se scendi un po’ più in basso vedi gli imperatori, i re, i principi, il papa… ancora più in basso e vedi anche i mercanti, gli artigiani, i contadini…; ti puoi muovere avanti e indietro sulla strada per vedere cosa fanno e come cambiano P. quindi se scendo ancora più in basso ci siamo anche noi, io che studio, la mamma che lavora? Io bravissima hai capito il concetto: la storia siamo (anche) noi (cifr. De Gregori), per questo è importante; adesso torniamo in alto, guarda l’Impero Romano dove sta il potere e le ricchezze? P mubble mubble …Io Roma, Alessandria, Marsiglia P nelle citta! Io perfetto, poi arriva il declino, le invasioni, i ricchi scappano dalle città per le ville in campagna che diventano castelli, in città restano i vescovi, nel Medio Evo dove si spostano ricchezza e potere? P. in campagna! Io brava! ma poi la storia va avanti, non si ferma mai e le città rifioriscono e i cittadini non sono più disposti a farsi governare dai vescovi… La lezione va avanti sui particolari fino al visibile sfinimento della Perla, mentre Nonno Guido ascolta con piacere in cortile. Prossimo appuntamento per Skype per finire il programma e ripassare nomi e date.

PS trovo che l’insegnamento della storia nella scuola media oscilli fra il nozionistico e l’aneddotico, senza riuscire a dare un quadro d’insieme, forse però è inevitabile quando si ha una classe di più di un allievo…