IMG_2489Confesso che ero un po’ preoccupato per l’escursione all’Expo, non perché pensassi che la Perla fosse prevenuta, lei tende a farsi un’idea personale delle cose, ma perché è un po’ carente delle tre caratteristiche indispensabili per il visitatore di Esposizioni Universali: pazienza nei trasferimenti e nelle code e voglia di camminare. Fortunatamente vuoi perché si era svegliata di ottimo umore, vuoi perché essendo lunedì c’era meno gente del solito, abbiamo percorso 11,7 chilometri, divertendoci in armonia. Siamo partiti dopo un breve dibattito sul prendere la macchina o il metrò: P perché non prendiamo la macchina? Io non so la strada e poi dov’è la tua coscienza ecologica? P …ma la macchina è più comoda Io cammina…
I padiglioni che ci sono piaciuti di più sono stati la Corea, il Brasile ( 2 volte per via dell’orrida rete!), la Tailandia e il Padiglione 0, la Francia è stata una mezza delusione: megaschermi inneggianti alla grandeur gastronomica, gli unici con il narrato in francese e sottotitoli nelle altre lingue.
Verso l’una la Perla ha cominciato a cedere ed ha preso a incupirsi, ci ha salvato la vasca/piscina offerta dai Cechi che l’ha fatta ritornare in vita reidratandola come le scimmie di mare. Sul finale l’unico stand che è stato preso in considerazione è stato quello della Lind dove abbiamo visto preparare ( e mangiati) i cioccolatini. Sulla via del ritorno, perché il genio è fantasia, improvvisazione e colpo d’occhio anziché i soliti ricordini etnici, abbiamo comprato una bellissima canottiera marchiata Expo che farà felice l’Artista.
Questa esperienza mi ha fatto riflettere su una preoccupante caratteristica dei nostri figli/nipoti nativi digitali: attentissimi a ogni forma di comunicazione digitale e multimediale, passano senza quasi vedere gli oggetti reali, siano prodotti o piante strane ed esotiche…mah
Tornati a casa, dopo esserci accasciati ognuno nella sua camera, abbiamo cenato mangiando insalata di riso e vedendo Juno, finito il film ho cercato di fare un po’ di pedagogia: vedi avere un figlio giovanissimi, non è una grande idea e te lo dico io, che quando è nata tua mamma avevo vent’anni P perché? Io perché quando fra i venti e trent’anni dovresti fare esperienze varie, ti ritrovi a cambiare pannolini e somministrare pappette… P però se non avessi avuto la mamma, non sarei nata io e avresti avuto una nipote che non potevi portare in giro perché eri troppo vecchio! Io io infatti sono contentissimo di quello che è stato e non rimpiango quei dieci anni, magari se non fossi stato padre, mi sarei solo annoiato, ma a molti non è andata così bene come a me, quindi stai attenta, perché non è una passeggiata P Vabbé…
La serata è finita sfogliando vecchie foto e leggendo il secondo capitolo di Zanna Bianca