IMG_2615I genitori di GiòGiò ci tenevano a vedere Matera e bene hanno fatto a smuoverci dalla nostra proverbiale pigrizia, perché valeva veramente la pena rivederla dopo una decina d’anni. Solo l’attraversamento della piana di Metaponto giustificava la trasferta: sembrava di essere in una di quelle sconfinate pianure americane, punteggiate da poche case e qualche albero. Quando poi si arrivava  alla città vecchia c’era da commuovrsi, sembrava di essere tornati indietro di duemila anni e se si guardava la gravina di fronte, con le sue grotte, di 10.000 anni.
Il tempo è stato clemente e abbiamo evitato di arrostirci sulle pietre bianche, il tour turistico deludente: qualche informazione, la visita a due sassi e un buffet micragnoso in una cantina ( dovrebbero andare a lezione da toscani e piemontesi). In compenso lo spettacolo era tale da compensare qualunque piccola delusione.
IMG_2626In più abbiamo potuto osservare una delle maggiori stranezze d’Italia: una stazione, anzi due, la prima novecentesca rosso mattone e la seconda moderna, comprendente anche un sottopasso, senza binari e treni perché i lavori si sono fermati.
Premio Drawin: passeggini a Matera: madre con il pupo in braccio e padre che sembra il Cristo di Gibson con sulle spalle il passeggino tecnologico.
Per quanto riguarda il ricreativo ho potuto comprare nella cantina micragnosa: farina di grano arso e ceci neri che cercherò di capire come usare a Milano

PS la Perla dopo che abbiamo affrontato un tot di assurdi compiti delle vacanze Sono soddisfatta, abbiamo fatto proprio un buon lavoro !