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UnknownInfastidito dalla volgarità del messaggio, ho approfondito un po’ la questione e da un’ iniziale posizione vagamente a favore del referendum sono passato all’incertezza fra il no e l’astensione.
In sostanza ho appurato questo: c’erano due referendum uno per impedire nuove trivellazioni e l’altro per impedire il rinnovo delle concessioni esistenti. Il governo è intervenuto per impedire le nuove trivellazioni e i promotori anziché gioire per il risultato ottenuto, hanno gridato per lo scippo, gettando un’ombra sui veri obiettivi dell’operazione. La quasi totalità degli impianti a mare estrae gas, i rischi di inquinamento sono ridotti tanto e vero che sui piloni coltivano cozze di ottima qualità (controllata), ci lavora direttamente o indirettamente un sacco di gente e il metano che non estrarremmo da li lo dovremmo comprare da altri facendolo arrivare con mezzi inquinanti. Ma il  vero problema è un altro: il referendum funziona su questioni semplici a soluzione binaria ( SI/NO) sulle questioni complesse o non funziona o fa danni, come nel caso dell’acqua pubblica: dire che deve essere pubblicizzata senza prevedere le risorse per permettere ai Comuni di farlo e di fare i necessari investimenti ha prodotto solo l’immobilismo. In sostanza il referendum non può sostituire il lavoro complesso e di lungo periodo per costruire una piattaforma politica su una questione e ottenere su di essa un consenso maggioritario nel paese e in parlamento: questa è la politica bellezza!
Su questa base il referendum rimasto mi pare demagogico in grado solo di provocare un danno al paese e a molti lavoratori se passasse o una battuta d’arresto per il movimento ambientalista se non passasse

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UnknownUno dei miei primi libri d’infanzia, debitamente purgato delle parti “cochon” e quindi per alcuni versi incomprensibile, è stato I tre moschettieri e da allora ho sempre letto con passione i romanzi storici.
Purtroppo, come i più inflazionati gialli, essendo questo uno dei pochi generi “fiction” pubblicato con facilità dagli editori, diventa anche la palestra di scrittori improbabili, dall’autrice leghista che nomina la Padania verso la fine dell’impero romano, ad altri che avrebbero voluto scrivere sul proprio ombelico, ma non glielo avrebbero pubblicato e quindi scrivono sull’ombelico dei greci o dei romani.
Qualche anno fa mi sono invece imbattuto, su un vero gigante del genere: Hilary Mantel; ho cominciato con Wolf Hall, la storia di Cromwell, non il rivoluzionario, ma suo zio segretario di Enrico VIII, ho proseguito con Anna Bolena e poi sono arrivato alla trilogia Storia segreta della rivoluzione francese, che sto leggendo adesso con grandissimo piacere.
La caratteristica della scrittura della Mantel è che non mostra la storia a volo d’uccello, inserendo poi personaggi veri o fittizzi, ma ti precipita fin dalle prime pagine nella realtà storica, con poche spiegazioni e questo può essere un po’ straniante, ti fa seguire l’evolversi delle situazione con i dubbi, le ansie e le speranza dei protagonisti, facendoti dimenticare che tu la storia la conosci già e dovresti sapere come va a finire. Ricrea quell’effetto che chiunque ha provato quando partecipa a un evento epocale piccolo o grande che sia: sai che stai vivendo un momento importante ma non ti rendi conto bene cosa stia succedendo e cosa succederà. Così si può sperare che Anna Bolena, peraltro una grandissima stronza, salvi la testa o che il Terrore non sopprima gli eroi della rivoluzione, perché la tua anima è dentro l’azione e non ne vuol sapere cosa dice la testa…

imagesA settembre, dopo anni di inseguimento ( ancora grazie Sig.ra Fornero & C… ) sarò un felice pensionato.
Avendo scartato di fare l’ omarel davanti ai lavori stradali e volendo evitare che l’hobby della cucina mi porti verso l’obesità o peggio diventi un lavoro, su suggerimento della Tennica e con il caloroso sostegno dell’Apprensiva, che desidera che mi tolga un po’ di torno, mi sono iscritto al Corso di Laurea di Storia alla Statale di Milano.
A 45 anni dalla mia maturità e a 40 dall’abbandono della facoltà di legge a causa di due figlie e della prefazione del trattata di diritto amministrativo, mi sento un po’ strano… ma il dado è tratto

PS sarà contenta la mia mamma se esiste l’aldilà e saranno risarciti tutti quelli che mi hanno chiamato dottore per ragioni gerarchico-aziendali

E’ DESTRA …

Che si protesta scrivendo ai Giornali

Che può manifestare solo chi ha un servizio d’ordine e paga la cauzione

Che alla violenza si risponde con violenza maggiore

Che un’auto bruciata è più importante di una testa rotta

Che certo quelle belle squadre nere, quella violenza organizzata, se solo colpisse i politici…

Che dopo si fa una fiaccolata per chiedere più repressione, l’esercito o l’aviazione…

E’ SINISTRA…

Che la Repubblica e la Costituzione garantiscono a tutti i cittadini la libertà di dissenso

Che puoi manifestarlo anche se non hai un servizio d’ordine

Che se non ce l’hai e poi la tua protesta va in vacca è un problema su cui dovresti riflettere, perché se vuoi riorganizzare il mondo e non controlli 500 metri di corteo non sei credibile…

Che alla violenza si risponde con la politica e il codice penale (non dimenticando l’abeas corpus…)

Che una testa rotta ( di poliziotto o manifestante) è più importante di un’auto bruciata (Panda o Ferrari)

Che dopo si va tutti a pulire per dimostrare che si è tanti di più e per stare vicino a chi è stato danneggiato

IMG_2282La Berkel è l’archetipo di tutte le affettatrici, me la ricordo monumentale con suo gigantesco volano rosso, mentre affettava le altrettanto gigantesche mortadelle della mia infanzia.
Appena ho potuto, dieci anni fa, me ne sono comprata una, un po’ più piccola, ma che è risultato uno degli attrezzi più utili in cucina e dei più sicuri fino a due giorni fa…
Stavo tagliando spesse fette di uno strepitoso e coriaceo guanciale sardo per un’ Amatriciana, usavo la protezione, poi per la fretta dell’ultima fetta non l’ho usata e … mi sono un po’ affettato il pollice. Messo il dito sotto l’acqua corrente e valutata la relativa gravità del taglio ho chiamato l’Apprensiva che, dopo qualche momento di disorientamento, è riuscita a non trovare le garze (in effetti erano finite) a trovare il disinfettante e ad accompagnarmi frastornata al Pronto soccorso.
Entrando al pronto soccorso mi sono rallegrato: non c’era gente in attesa e non c’era fila all’accettazione, però dopo una sommaria medicazione sono stato accompagnato alla vera sala d’aspetto, ben nascosta, affollata da un mare di gente con vari malanni, in diversi stadi di disperata pazienza. Dopo una mezzoretta si è formata un’allegra compagnia di sodali di sventura: la ragazza caduta dal motorino, prima del codice verde da 5 ore, la mamma con il foulard alla Valentina Cortese con il figlio ventenne che era lì perché aveva fatto del bene, la suora che è meglio pregare, ma è vero che anche la fortuna…, la signora piena di guai con i figli a rotazione…
Dopo un’ora, Io per favore vammi a prendere un libro, metti in frigo il guanciale e portami un ghiaccino per il dito, non posso stare qui ore a parlare con te! A. sei un mostro! (ma è andata, ricordandosi però solo il libro…), dopo altre tre ore me ne sono uscito con tre dolorosissimi punti al pollice ( almeno ho salvato la punta del medesimo).
Tornato a casa mi sono incaponito a fare tutto da solo, nonostante la menomazione, salvo, con grande disappunto dell’Apprensiva, l’attività in  cucina: posso cucinare ma non pulire e alcune attività vanno demandate: oggi pulizia degli spinaci, domani preparazione delle puntarelle, un piacere sadico compensa il dolore al dito…
Per quanto riguarda la comunicazione un piccolo fastidio: dopo che specificavo la questione dell’affettatrice, come in un mio vecchio caso di caduta da cavallo, mi  ritrovavo con reazioni di comprensione, fortemente venate dallo scherno, sono quindi passato a dire che me l’ero affettato il dito, ottenendo espressioni di orrore e silenzio sul seguito…

 

E’ diventata una parola di moda e comincio a non sopportarla più. Ha cominciato Vendola con i suoi discordi barocchi, ma almeno era una novità rispetto alle parole spente della vecchia politica, poi ha preso a scorrere come un fiume impetuoso.
Perché è facile, è autoassolutoria, può prescindere dagli elementi di realtà, sostituisce la faticosa ricerca dei dati e delle fonti, la razionalità è ammessa, ma non strettamente necessaria, perché infondo la  narrazione è soggettiva… Inoltre come l’erotismo è double face “ il mio è erotismo, la tua pornografia…” , tu falsifichi la realtà, io faccio una narrazione.
Allora io se voglio una narrazione mi compro un libro, di un autore bravo e di mio gusto, mentre mi aspetto dalla gente normale: ragionamenti, osservazioni, denunce e lamenti.

Questo sfogo nasce da una recente eccessiva frequentazione passiva di facebook, volevo metterlo come primo contributo attivo, ma poi ho pensato che ci sono già troppe invettive e quindi sta meglio in questo piccolo recinto.

imagesHo cominciato a leggerlo da ragazzo su Linus, anche se una zia riteneva il giornale adatto  a  ” universitari”. Ho continuato a seguirlo da grande  e mi ha sempre divertito, adesso due o tre farabutti in nero ( colore che evidentemente attira i sadici, gli assassini e gli psicopatici) me l’hanno ammazzato a ottant’anni…

Matrimonio - Versione 2Alla fine è arrivato il giorno fatidico, sembrava lontano, irraggiungibile, ma poi “ben scavato vecchia talpa!” è arrivato.
La settimana precedente la Tennica si è dichiarata afflitta da tutti i mali dell’Enciclopedia Medica, escluso il ginocchio della lavandaia ed è stata debitamente rassicurata: T. il bugiardino della valeriana dice tre pastiglie tre volte al giorno!?….Io (rovinando il placebo) anche cinque! In seguito è stata presa in carico dalla sua amica Fro che alla vigilia l’ha instupidita di shopping, portandola in uno stato di allegra incoscienza.
Il Paziente, alla vigilia simulava una friulana compostezza, ma a cena dichiarava con noncuranza …è una settimana che mi sveglio alle 4,50/5,00… chissà perché?... Durante il pomeriggio della vigilia, nel pittoresco agriturismo sulle colline bolognesi scelto per il rinfresco, lo sposo è scomparso misteriosamente per alcune ore, creando una certa apprensione fra i primi invitati, Il Testimone preoccupato sarà mica scappato?! Io, pratico se scappa lo farà a notte fonda T. ma non ha la macchina e qui ci saranno i lupi… Io meglio!… In realtà alla vigilia si sono perfezionati alcuni piani segreti di cui la Perla è stata depositaria, con il rischio di esplodere per la difficoltà di tenersi tutto dentro.
Il mio ruolo era molto importante: dovevo portare da Milano il vestito della sposa e la sposa medesima al luogo dell’esecuzione, quindi mi vantavo un po’ sentendomi indispensabile. Quando sono arrivato a prenderla, mamma, sorella, amica e nipote erano attorno a lei operose ed estasiate come i topini di Cenerentola e la Tennica aveva quell’aria felice e instupidita di chi ha vinto alla lotteria o ha scoperto il petrolio nell’orto di casa. Nel percorso verso la villa comunale abbiamo parlato di sciocchezze per alleggerire la tensione, la Sposa era un po’ nervosa perché avevamo 10 minuti di ritardo (ormai è irrimediabilmente milanese) e così abbiamo percorso di corsa il corridoio della villa con un piglio che non aveva nulla a che fare con la ieraticità bizantina dei grandi appuntamenti, al momento della consegna volevo pronunciare poche fondamentali parole alla sposo, ma un groppo in gola me lo ha impedito…tanto sa già tutto. La cerimonia è stata breve e toccante con due momenti buffi: le damigelle hanno invertito gli anelli e una giarrettiera è caduta proditoriamente nelle fasi finali ( purtroppo mancano i reperti fotografici perché la Testimone è stata troppo veloce a recuperarla); l’Artista ha letto commossa ( il foglio tremava come durante un terremoto) alcuni brevi brani molto toccanti ed è il tasso di umidità in sala è salito vertiginosamente.
Contrariamente alla tradizione ho anche accompagnato gli sposi al rinfresco, ma io che sono un pochino egocentrico ne sono stato ben felice… Nonostante l’ etereogenità degli ospiti ( andavamo dagli amici di cloro della piscina ai prozii) grazie alla felicità evidente e contagiosa degli sposi, alla scelta del luogo: un agriturismo aperto sperso nei colli bolognesi che impegnava da Udine a Torino a venire solo chi ci teneva veramente, alla qualità personale dei partecipanti, al menù non sterminato, fra cui si segnalano delle ottime lasagne ( perché è difficile rovinare una pasta al forno ma farla ottima è un altro discorso), sembrava più una festa fra amici che un matrimonio. Infatti una mia cugina, refrattaria al vincolo, dopo una mia vigorosa perorazione ha detto che ci penserà…. I bambini sono stati bene intrattenuti da una bravissima animatrice ( anche quelli che nooo l’animatrice nooo…) e l’unico adolescente presente si è aggirato con aria afflitta, ma inoffensiva fra gli ospiti.

TortaSul finale io e la Perla abbiamo avuto il nostro momento di gloria con la fase finale della “ Operazione Wedding’s Cake” di cui parlerò in un altro post, basti sapere che gli sposi erano contrari al taglio della torta, ma io e la Perla no.
Durante il pranzo sono uscite alcune indiscrezioni sull’inizio dell’idillio in Patagonia T. a un certo punto mi sono stufata e gli ho detto “Andiamo a vedere la luna….” , non ho potuto fare il discorso sia per non imbarazzare la Sposa e i consuoceri sia perché il clima amichevole difettava di solennità formale o alcoolica, ma mi vendicherò….
Ho avuto modo anche di comunicare all’Artista che avendolo fatto una volta ci ho preso gusto a fare il Padre della Sposa, Lei ha ribattuto che ci sono troppi cialtroni in giro e io gli ho risposto che non dispero: lei è un’ articolo di valore, da “amatore” e quindi ci vuole pazienza e fiducia.

Sul finale un coretto degli amici sull’aria di “ che sarà.. che sarà della mia vita chi lo sa ”* disegnava perfettamente il profilo degli sposi e il dubbio su dove andranno a vivere. Finale con distribuzione urbi e torbi di pane e nutella, la figlia della Fro “ non mi piace, ma la mangerò lo stesso….
Rientro a Milano con S. amica e collega della Tennica, chiacchierando amabilmente sull’impossibilità per l’editoria di fare soldi con internet e su come quindi moriremo tutti o forse no.
A casa ho trovato un mazzo di fiori per il felice suocero dai nostri amici S&R e il mattino dopo mi sono svegliato contento come un grillo, ma poi mi sono un po’ intristito: mi sono accorto che da padre della sposa sono diventato a suocero dello sposo…

PS L’Apprensiva non ha potuto partecipare per un “ukase” dell’ Irriducibile  ,ma è stata vicinissima in spirito ed è stata aggiornata continuamente via WhatsApp su tutti gli avvenimenti. Questo sarà l’ultimo “dictat”

* Appena avrò imparato come fare, il coretto (opera di alto ingegno e ineguagliabile arte) sarà disponibile su questo Blog

Foto Chiara 2Oggi è il compleanno dell’Artista e siccome ho usato spesso questo blog per stigmatizzare alcune sue manchevolezze e potergliele trasmette senza diritto di replica, celebrerò qui e ora alcune delle sue non poche qualità:

  • E’ sopravvissuta quasi indenne a due genitori ragazzini ( come documentato in foto) e ai loro esperimenti educativi: niente ciuccio e conseguente quasi perdita di due dita succhiate alla morte, pistole e trenini da maschi (piacevano a me), scuola di nuoto autogestita ( braccioli con perdita d’aria sulle scogliere dell’Argentario),.. mettete in ordine la camera! ( senza aiutarla, con risultati nulli e una tara genetica trasmessa alla figlia),…non scappiamo cerchiamo di migliorare l’insegnante ( una 4° ginnasio buttata via)
  • Ha difeso sua sorella nella prima infanzia dandogli il tempo di perfezionare la sua corazza naturale ( forse però voleva solo mantenere il privilegio di essere l’unica a tormentarla)
  • Coraggio e determinazione nell’aprire nuove vie e nuove libertà , di cui la Tennica ha usufruito
  • Lettrice infaticabile da Tolstoi all’Infermiera nella giungla, anche se sostiene di aver dimenticato tutto
  • Radicato senso del giusto e dell’ingiusto
  • Coraggio nell’affermarlo “costi quel che costi”
  • Intelligenza, logica e dialettica implacabile strumenti di quanto sopra
  • Capacità di viziarsi con poco e pochissimo, un esempio autogestito di decrescita felice
  • Seguendo la tradizione di famiglia ha procreato senza farsi spaventare da un incerto futuro
  • Si è inventata un lavoro che non esisteva, mentre molti dei lavori che esistevano sparivano
  • Che ogni tanto si perde, ma poi si ritrova perché i fondamentali sono solidi
  • Quando è felice crea una bolla di felicità che coinvolge tutti ( naturalmente c’è anche la proprietà inversa)
  • Quando il momento è drammatico si schiaccia il pulsante rosso e lei arriva precisa determinata e infaticabile ( naturalmente il pulsante verde e quello bianco funzionano più a intermittenza)
  • Una volta ha chiesto perfino scusa….

imagesDopo lunga meditazione io e l’Apprensiva, per affetto verso nostre ossa, abbiamo comprato una nuova rete a doghe e due materassi “quasi 100% memory”  ( il Tempura ha dei prezzi folli  che assomigliano a quelli del Folletto).

Al mattino di venerdì suonano per la consegna e quando apro mi trovo davanti due ultra-ultra sessantenni sudati e con l’occhio vitreo dopo sei piani a piedi con una rete matrimoniale. Quando si sono ripresi hanno cominciato a discutere, come solo i vecchietti fanno, su alcuni particolari della sistemazione e hanno completato brillantemente l’istallazione.
Meno male che non abbiamo comprato un materasso matrimoniale, mi sarebbero morti per le scale, ma di domando: quale pensione da fame avranno per dover girare alla loro età a consegnare  un furgone pieno di materassi? E quanti materassi dovranno portare quelli che adesso lavorano ancora a progetto ?
Mah…… comunque il memory sta al materasso a molle come la Ferrari alla Duna

Chi sono

Zenone (non il filosofo, ma quello dell’ Opera al Nero) 63 anni, lavora in editoria, una grande passione per la cucina, una compagna l’ “Apprensiva” due figlie la “Tennica” e l’ “Artista” una nipote “ La Perla di Labuan, una ex moglie poco ex l' Irriducibile e un procedimento penale in corso per una vicenda medico-farmaceutica. Io mi dichiaro innocente (come tutti, anche quelli nel braccio della morte) ma posso invocare la testimonianza di quelli che mi conoscono : non sono mai passato con 11 pacchetti nella cassa da 10. Il 25 ottobre sono stato sollevato dagli "arrosti" ma Woodstock resta in gabbia fino a che la faccenda non sarà conclusa......03-02-12 ASSOLTO PERCHE' IL FATTO NON SUSSISTE 11-09-12 si aggiunge al gruppo il Paziente friulano, marito che, pur essendo italiano e ivi residente, la Tennica ha trovato in Patagonia. Nella compagnia è sempre più presente SuperMax, nipote diciottenne dell'Apprensiva, tanto entusiasta della vita quanto disinteressato alla scuola.

Scrivimi

zenone@arrostidomiciliari.it

Controllo delle é / è, ortografico a posteriori a cura della Tennica

Con questa ricetta partecipo al contest indetto da Cucina Semplicemente in collaborazione con Farina Antiqua macinata a pietra

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