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IMG_0470Tempi bui di stragi, di sangue e di idioti che si uccidono, per testimoniare la loro inutile esistenza, a danno di ignoti passanti.  Come reagire se non con una ricetta semplice, povera ma saporitissima che mi ricorda Istanbul e la voglia di tornarci

Pilaki di sgombro

Ingredienti: 4 sgombri, due cipolle rosse, una grossa carota, uno spicchio d’aglio, un cucchiaio di origano, due cucchiai di prezzemolo tritati, due pomodori, un limone grosso, olio evo, sale, pepe.

Preparazione: tagliare le carote e  le cipolle, a pezzetti, tritale l’aglio finemente, metterli in una padella con un po’ d’olio e rosolare dolcemente per 10 minuti con l’origano e il prezzemolo, aggiungere le patate e i pomodori tagliati a pezzetti, 200 ml di acqua fredda, mescolare, far stufare per 10 minuti e regolare di sale. In una teglia oliata cospargere il fondo con il limone affettato finemente, aggiungere al centro gli sgombri, regolare di sale e di pepe e aggiungere ai lati le verdure. Mettere in forno a 200° e cuocere per 20/30 minuti, fino a quando le verdure non cominciano a bruciacchiarsi. Servire tiepido o freddo.

Eat Istanbul A. Harris & D. Loftus Giunti

 

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IMG_0218Per Pasqua è arrivato a Milano uno strano essere: due treccine da Pippi Calzelunghe, un’altezza  da poterla abbracciare quasi senza chinarsi, due gambe da fenicottero e due scarpacce da manovale americano, cioè la Perla nello splendore suoi quasi tredici anni.
Il programma è stato intenso: compiti, gita al Lago da amici, primo evento del programma  “Educare alla bellezza”, pomeriggio e notte dalla Tennica e microshopping finale.

Compiti

Dopo un’oretta intensa su cattedrali gotiche, affreschi e statue, la Perla  certo sei stato bravo, non tutti i nonni fanno cosi….e io sono ingrassato di un chilo nonostante la dieta

Al lago

La Perla, stufa di stare con i grandi, si è unita alla banda di ragazzini che anima il compound della casetta al lago dei nostri amici G&L, dopo un’oretta torna alla base con la componente femminile della banda e comunica indignata i maschi hanno comprato le caramelle e sono scappati via per non dividerle!! Io dagli tempo due o tre anni e strisceranno come vermi ai vostri piedi… Comunque l’onta è stata lavata a secchiate d’acqua al rientro dei reprobi

Educare alla bellezza

La Perla ha una notevole sensibilità per le immagini, scatta fotografie molto belle e da grande vorrebbe fare la regista, però fino ad ora la sua educazione artistica è stata limitata alla scuola ( odio l’arte… solo  nomi di tutte le parti del tempio greco ecc.ecc) e alle cose artistiche , anche pregevoli, che fanno i suoi genitori. Ma per fare la regista, la fotografa  o cosa diavolo vorrà fare da grande bisogna conoscere l’arte figurativa e la cosa migliore da fare, come per il vino e per i piatti, è vederne tanta. Quindi il piano è questo: ogni volta che viene a Milano andremo a vedere una mostra, lei potrà girarla come e quanto vuole e alla fine avrà diritto a un magnete da raccogliere per la memoria. Siamo andati a vedere il Simbolismo ed è andata benissimo ( beh!…  era come sparare sulla croce rossa…)

Pomeriggio & Notte con la Zia

Si è divertita un sacco, ha visto Il Tempo delle Mele 1 e 2, ha fatto giochi intelligenti e ha dormito sul divano nuovo

Microshopping

Ho bisogno di un costume nuovo per la gita scolastica! Io guarda che forse è tutto chiuso, proviamo al Portello e se è chiuso andiamo, tornando a Torino, a Vicolungo  l’Apprensiva scandalizzata ma se te lo chiedo sempre e non mi ci porti mai! La Tennica per consolarla guardala così, sarebbe peggio se spendesse per un’altra donna… Alla fine abbiamo trovato due costumini  perfetti al Portello…

Risotto alle fave

Ci vuole un po’ di noiosa sbucciatura, ma il piatto è fresco, primaverile e merita la fatica.

Ingredienti: 800 g di fave, 4 tazze di riso carnaroli, ½ l di brodo vegetale, ½ cipolla tritata, vino bianco, olio, burro, parmigiano. pepe, sale, prezzemolo e menta

Preparazione: tritare la cipolla e farla rosolare in poco olio, sgusciare le fave e sbucciarle, far tostare il riso in poco olio, sfumare con il vino bianco, aggiungere le fave, la cipolla e cuocere a fuoco basso bagnando con il brodo, a fine cottura aggiungere un cucchiaio di prezzemolo e uno di menta, regolare di sale e pepe e sciogliere una noce di burro. Aggiungere una tazza di parmigiano grattugiato a fuoco spento e mantecare, servire subito.

Incontri con aperitivo marzo2016

Tornando all’Università come studente dopo quarant’anni ho trovato differenze e continuità: all’ingresso al posto degli strilloni di Potere Operaio ci sono  Vù Comprà che intrattengono amichevoli rapporti con la maggior parte degli studenti, i “bidelli” nonostante le giacchette con il logo hanno l’aria sfatta e depressa di sempre, le aule sono le stesse con il proiettore pc che sostituisce quello di lucidi, che però resiste in un angolo (forse per i Prof. più anziani…), la burocrazia quasi tutta ridotta al minimo grazie a internet, gli studenti quelli di sempre, con forse qualche capello rosa/verde di più.
Il rapporto studenti/docenti un po’ più democratico (anche grazie alla valutazione finale anonima sul corso) e questo è un bene, qualche rimpianto da parte dei Prof. di quando l’Università non era di massa (ma quando?… alla mia epoca era già di massa) e il liceo preparava gli studenti, biblioteche e servizi ineccepibili.

Luci & Schermi

Non si capisce perché non possa esserci un quadro uniforme in tutte le aule, imbarazzanti situazioni con prof. diversamente abili…

Lauree

Boati liberatori alla fine delle sessioni, fanno molta tenerezza, perché non sanno che la gara è appena cominciata. La corona d’alloro si addice alle laureate femmine, anche il vestito lungo e il tacco dodici che però viene abbandonato all’uscita dall’aula, in un cantuccio una zia con il vassoio delle pastarelle

Il secondo principio della termodinamica

Un professore, un po’ all’antica, ma bravissimo, raccoglie le firme dei partecipanti alle lezioni, secondo la logica il foglio dovrebbe spostarsi ordinatamente di fila in fila, invece si muove erraticamente per l’aula, creando assembramenti e ansia diffusa fra quelli che non l’hanno ricevuto

Terza età

Dopo una prima iniziale diffidenza si sta creando in alcune le lezioni un “ club  ancien regime”, ci si scambia informazioni, appunti e consigli per gli acciacchi. Ci si divide fra “collegatori di idee” ( a cui appartengo) ed enciclopedici.  Quelli alla seconda laurea si vantano…

Flirt

Una matricola carina ascolta con attenzione un collega piccolo e bruttino, lui l’ama già, mentre lei è già pronta a prendere il volo appena ambientata.

 

 

IMG_0167Ho trascurato un po’ il blog perché avevo da affrontare gli esami del primo semestre; a distanza di quarant’anni dall’ultimo esame all’Università è stata un’esperienza interessante e formativa. Gli ho affrontati con qualche apprensione per lo stato dei miei neuroni ( sopratutto per le parti mnemoniche) ma fondamentalmente contento per un’ occasione sfidante ( altrimenti mi sarei iscritto a quella della terza età…).
Il primo test era scritto, pensavo che fosse più facile per la mancanza di stress, ma nella realtà era più complicato per l’impossibilità di salvarsi articolando il discorso di fronte a qualche nozione difettosa…
Alla fine la sufficienza, ma non ero per niente contento, così ho cambiato metodo di studio, ho smesso di osservare tutte le date sperando di ricordarle, ho imparato a memoria lo schema fondamentale della cronologia, ho aperto altri libri oltre a quelli obbligatori e mi son messo a riflettere sulla materia nel tempo libero. Il secondo esame, solo orale, è andato molto bene, al terzo ho recuperato un po’ lo scritto e il quarto è stato un trionfo… L’Alzheimer è lontano e mi sto divertendo un sacco
La Tennica è venuta a pranzo, momentaneamente orfana del marito, e visto che sta attraversando un momento complessivamente complicato, gli ho preparato un menù speciale:
Crostini di salsiccia di Bra,
Insalata di pesce spada, melograno, pistacchi e cipolla rossa,
Polpette di tonno.
La più gettonata è stata l’Insalata, trovata in un volume che consiglio caldamente: Eat Instabul  A. Harris & D. Loftus Giunti

Pesce spada in insalata di melograno, cipolle e pistacchi
Ingredienti: 550 g trancio di pesce spada, olio Evo, sale, pepe, ½ limone; Marinata: 6 cucchiai di olio Evo, succo di ½ limone, 1 spicchio d’aglio, 1 cucchiaino origano, 1 cucchiaino di cumino in polvere. Insalata: 3 cucchiai di prezzemolo fresco tritato grosso, 1 cipolla piccola a fettine sottili, 1 melograno, 50 g di pistacchi di Bronte
Preparazione: due ore prima tagliare i tranci in rettangoli di 2 cm e metterli a bagno nella marinata con sale e pepe. Preparare l’insalata utilizzando metà del melograno per i chicchi e l’altra metà per il succo, mettere l’insalata in frigo. Scaldare una padella antiaderente con pochissimo olio, far rosolare per 5/6 minuti i pezzi di pesce spada scolati dalla marinata. Mescolare il pescespada con l’insalata regolando il sapore a vostro gusto con sale,  un po’ della marinata e del succo di limone

cucina-birra-214x300Ebbene si, mi sono talmente  divertito con il libretto scritto il collaborazione con la Perla che ho voluto farne uno tutto da solo, per non dividere i diritti e perché genitori poco attenti alla sua cultura materiale, non la fanno esercitare coi fornelli.
Il libretto è piccolino e contiene una piccola storia della birra “for dummies” e  87 ricette facili facili, derivanti da invenzioni  personali e da letture sulla cucina della Francia del nord, rivisitate per le nostre abitudini.
Siccome sono un po’ megalomane lo presenterò insieme al mio amico A., esperto cuoco anche lui, sabato 24 gennaio alle ore 11,30 alla Luna’s Torta un delizioso Caffè/Bistrò/Libreria di Via Belfiore 50 a Torino. Questa volta non cucinerò, ma il cuoco del Luna’s preparerà un brunch con le ricette del libretto.

Per vedere cos’è ed eventualmente prenotare cliccare qui: Birra al Luna’s Torta

Io Jaime Oliver lo trovo simpatico, sia a motivo delle sue campagne per una buona alimentazione in Inghilterra e USA, sia per la cucina che propone: divertente e svelta, poco attenta ai sacri crismi e alle tradizioni, ma molto colorata e saporita.
Avevo intravisto su SKI la sua ricetta innovativa per la Torta del pastore, l’ho registrata e scritta e aspettavo il momento buono per prepararla. Il momento buono è venuto con  il pranzo pre-natalizio con gli amici e il successo è stato strepitoso… ho creato delle dipendenze

Torta del pastore

Ingredienti: 1 cosciotto di agnello, 4 cipolle, 4 carote, 4 coste di sedano, 1 rapa, rosmarino, alloro, timo, 1 ½ patate, pangrattato, formaggio tipo ceddar, burro, sale, pepe, olio evo

Preparazione: massaggiare il cosciotto con olio e sale, mettere in forno coperto con la carta e un po’ d’acqua per 4 ore a 160°, togliere la carta nell’ultimo ¼ d’ora. Togliere il cosciotto,  cuocere nel sugo le verdure a pezzettoni con rosmarino e alloro per 20 minuti aggiungendo sul finale un cucchiaio di maiezena, aggiungere la carne spezzettata con le ossa e  1 ½ d’acqua  e far sbollentare per 40 minuti. Filtrare il  sugo, metterlo in frigo e mettere da parte il grasso affiorato Bollire le patate con la buccia, spellarle e schiacciarle con una noce di burro, 60 g di ceddar, salare e pepare. Ungere la teglia con il grasso e spolverarla di pangrattato e timo e foderare con la pasta di patate, versare l’impasto scolato, chiudere con le patate,  cospargere di pangrattato e ceddar la crosta e cuocere per 1,10 h a 200°, far restringere il sugo e versarlo sulle fette di torta

Tema Silvia 2 (1)Nei mesi scorsi la Tennica ha recuperato un suo tema della IIa elementare in cui magnificava le mie doti di cuoco, sottolineando però che non le piacevano gli involtini e lo zabajone.
Pazienza per quest’ultimo, che non le piace tuttora, ma quest’avversione sugli involtini era decisamente incomprensibile e quindi ho deciso di fare un esperimento scientifico riproponendole il piatto nella versione di allora. Però, per giocare sporco, ho inserito qualche piccola variante nella cottura.  Alla Tennica sono piaciuti molto, quindi o si è evoluto il suo gusto o si è evoluto il cuoco…

IMG_2950Involtini di vitello a bassa temperatura
Ingredienti: 8 fette sottili di vitellone, 100 g di prosciutto cotto, 100 g di fontina, 1 spicchio d’aglio, 2 rametti di rosmarino, olio evo, farina, burro, vino bianco, sale
Preparazione: tagliare la fontina a fiammifero, stendere la carne, salarla leggermente, disporre il prosciutto e la fontina, arrotolare e stringere con due pezzi di spago, ungere gli involtini e metterli nei sacchetto da sottovuoto da cottura insieme a un pezzetto d’aglio e un rametto di  rosmarino, sigillare sotto vuoto e cuocere a vapore a 65° per 50 minuti. Togliere gli involtini dai sacchetti, infarinarli, farli rosolare in poco olio misto a burro e sfumarli col vino bianco, salare e servire: si scioglieranno in bocca…

IMG_2942Quest’anno il Natale è un po’ problematico e con qualche tristezza: sarà il clima internazionale che non induce alla speranza, i problemi di lavoro della Tennica e del Paziente, la mia pensione tenuta in ostaggio ancora dall’Inps, l’Artista che si sbatte come una matta ma non ne trae il giusto compenso, la Perla che odia la Professoressa di francese e il francese medesimo, inoltre quest’anno per Natale non cucinerò per figlie e nipote e i soliti problemi con le feste si acutizzano…
Comunque cerchiamo di farcene una ragione e di festeggiare quello che c’è da festeggiare. In quest’ottica abbiamo combinato un pranzo pre-natalizio con il Paziente e la Tennica, per festeggiare la fine della dieta del Santone, menù: risotto alle triglie, orata al sale e carciofi alla birra.  Il risotto è stato uno dei miei migliori…

Risotto alle triglie

Ingredienti: 8 triglie di scoglio, riso, aglio, vino bianco, brodo vegetale, olio Evo, olio di arachidi, burro, sale, pepe, 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro, prezzemolo, farina
Preparazione: sfilettare le triglie mettendo spine e teste a bollire nel brodo a cui aggiungere il concentrato, infarinare i filetti, friggerli nell’olio di arachidi e metterli da parte. Far rosolare l’aglio nell’olio Evo, toglierlo e poi tostare il riso, sfumare con il vino bianco e continuare la cottura con il brodo. Quando il riso sarà quasi cotto, aggiungere il prezzemolo, i filetti lasciandone quattro a parte, terminare la cottura, regolare di sale e di pepe e mantecare con una noce di burro, servire disponendo un filetto sulla sommità di ogni piatto e spruzzandolo di olio evo.

Chi sono

Zenone (non il filosofo, ma quello dell’ Opera al Nero) 63 anni, lavora in editoria, una grande passione per la cucina, una compagna l’ “Apprensiva” due figlie la “Tennica” e l’ “Artista” una nipote “ La Perla di Labuan, una ex moglie poco ex l' Irriducibile e un procedimento penale in corso per una vicenda medico-farmaceutica. Io mi dichiaro innocente (come tutti, anche quelli nel braccio della morte) ma posso invocare la testimonianza di quelli che mi conoscono : non sono mai passato con 11 pacchetti nella cassa da 10. Il 25 ottobre sono stato sollevato dagli "arrosti" ma Woodstock resta in gabbia fino a che la faccenda non sarà conclusa......03-02-12 ASSOLTO PERCHE' IL FATTO NON SUSSISTE 11-09-12 si aggiunge al gruppo il Paziente friulano, marito che, pur essendo italiano e ivi residente, la Tennica ha trovato in Patagonia. Nella compagnia è sempre più presente SuperMax, nipote diciottenne dell'Apprensiva, tanto entusiasta della vita quanto disinteressato alla scuola.

Scrivimi

zenone@arrostidomiciliari.it

Controllo delle é / è, ortografico a posteriori a cura della Tennica

Con questa ricetta partecipo al contest indetto da Cucina Semplicemente in collaborazione con Farina Antiqua macinata a pietra

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