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La seconda giornata è stata intensa: piccola contrattazione sulla doccia ( P. io la doccia la faccio dopo colazione Io tu la doccia la fai subito o niente uscita con gli zii), colazione nella nuova Pasticceria Angela posticino deliziosamente d’antan con un mucchio di libri a disposizione degli utenti, visita del museo della tecnica con gli zii, pranzo suntuoso ( sarde in saor, che ho mangiato solo io, cipolle al forno, faraona con puré, torta alle pere con gelato), studio dell’apparato digerente con la Tennica, voto alle primarie (io l’indicazione politica, la Perla la croce), riconsegna all’Artista

Editoria
P. sto scrivendo un libro, ma non lo devi leggere Io però me lo fai pubblicare P. ok

Battaglie
Durante la battaglia di palle di carta Giò viene a comunicarmi: guarda che la Perla è una belva sanguinaria

Star
P. ieri sera abbiamo visto Labirinth Tennica bello! Quello con David Bowie  che ho visto da piccola P. dubbiosa è morto? Tennica, offesa guarda che non sono così vecchia!

Fischio
La Perla ha appena imparato a fischiare ed io ho passeggiato per Milano con l’impressione di avere un fischietto al guinzaglio

Pensione
P. elucubrando dove lavora l’Apprensiva? Io non lavora più è in pensione P. ma com’è che è più giovane di te ed è già in pensione? Io gli hanno regalato degli anni per la crisi aziendale P. pratica ma troverà qualche cosa da fare…….

Primarie
P. quale super eroe è il tuo candidato per le primarie? Io mi sembra la cosa, ma non sono sicuro…. P. rivolta al Riflessivo e tu chi scegli ? Riflessivo diplomatico mah..non riesco a votare per questioni di residenza P. implacabile non ti ho chiesto perché non voti ma chi voteresti!

 Cipolle ripiene
Ho trovato il ripieno perfetto per le cipolle: prosciutto cotto in dadi e roquefort, anche la Perla dopo un’iniziale ritrosia superata con un vile ricatto, se le è mangiate

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Quest’anno la campagna contro lo sterminio degli agnelli, con il corredo di foto commoventi, è stata più forte del solito e io, nonostante la passione mia dell’Apprensiva  per questa carne  il nonsenso di preoccuparsi di un tipo di cuccioli e non degli altri, ho optato per la faraona, tanto per i pulcini non piange nessuno.
Ho però deciso di farla “strana” all’iraniana, soprattutto perché era un po’ che volevo fare un piatto con le albicocche secche: le compravo e poi regolarmente ce le spiluccavamo davanti alla televisione senza che potessero avere un utilizzo culinario. Il risultato è stato un piatto oriental-rinascimentale molto piacevole con un contorno di riso basmati cotto in pilaf.

Faraona all’iraniana
Ingredienti: una faraona, gr 125 albicocche secche, gr 125 prugne secche denocciolate, gr 25 uva passa, una mela renetta, una cipolla, gr 20 di burro, cannella, pepe, sale. Preparazione: fiammeggiare la faraona sul gas per bruciare le piumette, passare nel mixer prugne, albicocche, la mela a pezzetti e l’uvetta, tritare la cipolla e farla appassire col burro, aggiungere la frutta, far insaporire e regolare di cannella, sale e pepe. Riempire la faraona con il composto, cucirla, salarla e peparla, metterla nella pentola Romertropf (o altra teglia in questo caso la cottura si riduce di quasi la metà, ma bisogna controllare che non si bruci o non si asciughi troppo, che la Faraona è traditrice) a forno spento e cuocere a 180° per due ore. Tagliare la faraona a pezzi e servire mettendo il ripieno a condimento del riso pilaf.
Bibl. C. Roden La cucina del medio oriente e dell’africa del Nord Ponte alle Grazie

Mia madre non amava particolarmente cucinare,  era  figlia della prima maestra femmina di un paesino del Veneto, nota per comandare in casa e per non aver mai toccato una pentola in vita sua. Quindi mia madre come tutti quelli che non amano cucinare, ma ci tengono a essere efficienti e fare bella figura  aveva perfezionato alcuni piatti: il Pasticcio ( lasagne corte), Gnocchi al sugo ( morbidi e saporiti), le frittelle (unte e buonissime) e per il resto se la cavava.
Naturalmente c’erano alcuni piatti “monstre” che lei reputava grandi realizzazioni  e tutto il resto della famiglia no,  fra questi il più temuto era la Faraona di Natale. Per qualche inesplicabile motivo pensava che il Pollo fosse troppo volgare da fare a Natale e si era incaponita con la Faraona, imperversando implacabile tutti gli anni, Natale dopo Natale nonostante la resistenza passiva e il mugugno dei famigliari. La Faraona si presentava di un colore nocciola scuro, di consistenza pari al cuoio vecchio e di sapore neutro, al taglio si divideva in filamenti persistenti e pareva impermeabile a ogni condimento.

A seguito delle prime positive esperienze con la Romertopf , ho deciso di  provare a sfatare il mito famigliare sull’immangiabilità della faraona.

Faraona al forno

Ingredienti: una faraona da 1Kg, 40 gr di burro, salvia, rosmarino, 25 gr di prosciutto crudo, ½ bicchiere di brodo, sue spicchi d’aglio, sale e pepe

Preparazione: mettere a bagno la pentola per ½ ora, ammorbidire 1/3 del burro, tritare rosmarino, salvia e prosciutto crudo e mescolarli insieme, salare e pepare, riempire la faraona con il composto e cucirla con un filo dai due lati in modo che il composto non esca. Mettere il burro rimanente e il ½ bicchiere di brodi nella pentola, aggiungere la faraona e due spicchi d’aglio, chiudere la pentola e infornare a forno spento, cuocendo per circa due ore a 180°, girando ogni mezz’ora la faraona. Al termine tagliare la faraona in pezzi e coprire con il sugo mescolato al ripieno.

Osservazioni: è venuto, a detta dell’Apprensiva, un piatto splendido, crostato fuori, morbido e saporito dentro, se mai esiste un aldilà comunque mia madre sosterrebbe che la sua era più buona.

Biblio: www.accademiabarilla.it/ricette/emilia-romagna

Chi sono

Zenone (non il filosofo, ma quello dell’ Opera al Nero) 63 anni, lavora in editoria, una grande passione per la cucina, una compagna l’ “Apprensiva” due figlie la “Tennica” e l’ “Artista” una nipote “ La Perla di Labuan, una ex moglie poco ex l' Irriducibile e un procedimento penale in corso per una vicenda medico-farmaceutica. Io mi dichiaro innocente (come tutti, anche quelli nel braccio della morte) ma posso invocare la testimonianza di quelli che mi conoscono : non sono mai passato con 11 pacchetti nella cassa da 10. Il 25 ottobre sono stato sollevato dagli "arrosti" ma Woodstock resta in gabbia fino a che la faccenda non sarà conclusa......03-02-12 ASSOLTO PERCHE' IL FATTO NON SUSSISTE 11-09-12 si aggiunge al gruppo il Paziente friulano, marito che, pur essendo italiano e ivi residente, la Tennica ha trovato in Patagonia. Nella compagnia è sempre più presente SuperMax, nipote diciottenne dell'Apprensiva, tanto entusiasta della vita quanto disinteressato alla scuola.

Scrivimi

zenone@arrostidomiciliari.it

Controllo delle é / è, ortografico a posteriori a cura della Tennica

Con questa ricetta partecipo al contest indetto da Cucina Semplicemente in collaborazione con Farina Antiqua macinata a pietra

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