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IMG_0535Quest’anno al mare, due sono le bibbie della mia cucina: Eat Istambul e Confort Food di Jaime Oliver. Questa ricetta arriva da Eat Istambul ed è di una semplicità disarmante, il lavoro più complesso è pulire i gamberi, in compenso l’apprezzamento del pubblico è immediato e caloroso.

Karides güveç

Ingredienti: 400 g polpa di pomodoro ben strizzata, 4 cucchiai d’olio Evo, 1 spicchio d’aglio tritato, 1 cipolla tagliata a fette sottili, 2 peperoni friggitelli tagliati a pezzetti, 2 cucchiai di prezzemolo gambo compreso, 1 cucchiaio di aneto tritato, 1 cucchiaino di origano, ½ cucchiaio di concentrato di pomodoro, 500 g di gamberi freschi sgusciati, 175 gr di feta sbriciolata, pepe nero, sale.

Preparazione: in una padella rosolare la cipolla, i frigitelli, l’aglio, il prezzemolo, l’origano e l’aneto per 5 minuti, fino a quando saranno ammorbiditi.  Aggiungere i pomodori, il concentrato, mescolare e cuocere per 10 minuti a fuoco basso, aggiungere i gamberi e cuocere mescolando per altri 7 minuti, condire con sale e pepe. Mettere tutto in una teglia, cospargere con la feta e bagnare d’olio, mettere in forno a 200° per 15 minuti e servire.

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imagesL’Artista e la Tennica erano arrivate a Villa Arzilla in stato di guerra aperta fra loro, poi il clima, il mare, la cucina e soprattutto le maggiori attenzioni che l’Artista aveva dedicato alla figlia, avevano stemperato il tutto in un conflitto a bassa intensità, ma ieri, approfittando dell’assenza dell’ONU ( io e l’Apprensiva in trasferta per portare i pensionanti al treno e per una meritata pizza) era successo un grave incidente di frontiera, su cui le parti non hanno voluto dare dettagli e la Perla si era ritrovata con un embargo di 24 ore del telefonino e un rientro anticipato dalla serata con amici.
Di qui la ripresa delle ostilità in grande stile la mattina successiva: sarcasmi, rispostacce, critiche e tutto un dispiegarsi di armi pesanti e leggere da ambo i contendenti. A pranzo l’ONU ha proposto un armistizio, la Perla cos’è un armistizio? Io è quando le parti si sono sfinite a forza di fare la guerra, non sono ancora pronte per la pace, ma smettono di combattersi facendosi piccole concessioni reciproche P mpf…. Bisogna dire che poi il clima si è un po’ rasserenato e tutti abbiamo respirato un po’. Un piccolo esempio del rapporto fra le due: A. questa sera esco P. incredula esci tu? Io ( come al solito) esco ! A. parliamo dell’ora di rientro P. certamente a che ora rientri ? A. già sconfitta veramente sei tu che devi contrattare l’ora di rientro P mi fa paura dormire da sola, torni all’una?
Nell’ alba della sua adolescenza, la Perla ha subito assunto uno dei maggiori sintomi della medesima: in presenza di coetanei la totale invisibilità dei grandi se non come fornitori di beni e servizi. Io ho trovato comunque un grimaldello: fare i compiti delle vacanze insieme. Uniti dallo sforzo di risolvere astrusi esercizi, di ricordare impervie nozioni grammaticali, di ripensare ad avvenimenti lontani, ritroviamo un rapporto e io vedo dispiegarsi in lei, come le ali di un uccellino al primo volo, le capacità logiche e una puntigliosità ( di famiglia) che le servirà molto in futuro. E’ strano come quello che mi sembrava, da genitore giovane, un compito doveroso ma ingrato, da nonno diventi un’occasione piacevole.

Alla sera, grazie all’abnegazione dell’Artista nella pulizia dei gamberi, cena monotematica: gamberi sale e pepe, gamberi alla paprica e linguine ai gamberoni e pomodorini. Ps naturalmente la Perla, a cose fatte, ha dichiarato che non le piacciono i gamberi.

Linguine con gamberoni

Ingredienti: 15 gamberoni, 300 g di linguine, 2 spicchi d’aglio, 10 pomodorini ciliegini, vino bianco, olio EVO, sale e peperoncino

Preparazione: soffriggere in una padella l’aglio schiacciato con la camicia, rosolare da ambo le parti le code di gambero, sfumarle con il vino bianco. In una pentola rosolare i pomodorini tagliati a metà, aggiungendo poi 1/2 bicchiere d’acqua e far cuocere per 20 minuti, aggiungere i gamberi e regolare di sale e peperoncino. Cuocere le linguine al dente e poi farle saltare con il sugo.

Risotto gambQuesto WE non è stato preceduto dal solito menù perché il mondo non è ancora pronto a conoscere alcune delle attività che si sono svolte. L’occasione è stata l’addio al nubilato della Tennica a cui l’Artista, nonostante i pressanti impegni di lavoro, non poteva mancare in qualità di sorella e prima tormentatrice.

DisordineCome si potrà notare dalla documentazioni fotografica scattata ad un’ora dall’arrivo nel mio salotto delle due agenti dell’entropia, è stato un WE agitato. Abbiamo cominciato con la Perla cinguettante di felicità per l’andata al mercato per scegliere le scarpe per il matrimonio; abbiamo radiografato con cura tutto il mercato di via Fauchè selezionando alla fine un paio di classiche ballerine blu in tinta con il vestito.
L’Artista certo che un vestito tutto pizzi di Twin Set, io non ero così alla sua età… Io, pensando a Moncalir et similia… davvero? A. mmmh, bè…si…forse… Nel pomeriggio l’Artista è stata spedita per l’addio Bolliwoodiano della Tennica mentre io e la Perla abbiamo seguito alcuni nostri affarucci fra cui spiccava la laccatura in cinque colori diversi delle unghie della fanciulla.Unghie

CENA CARAMBA CHE SORPRESA!
Dove: a casa dell’ Affannata ( Ez Superapprensiva ex Supermamma)
Partecipanti: io, la Perla, il Paziente, il Comunista ( il marito dell’Affannata, un pezzo del mai abbastanza rimpianto PCI), Giò e Svamp ( la sorella diciannovenne svampita /vamp di Giò)
Motivo: Il Paziente era stato abbandonato dalla sua futura consorte per baccanali con le sue amiche e noi per consolarlo volevamo offrirgli a sorpresa una partita della sua amata Udinese, con il commento tecnico di Giò.
Cosa si è mangiato: una pentolona di braciole alla Giorgione ( di cui parlerò prossimamente) riso pilaf e torta di melanzane e patate.

L’Affannata è arrivata in ritardo e in affanno mentre stavamo per lanciarti sugli stuzzichini. Avevamo qualche preoccupazione per l’incontro Perla/Giò ma è stata coesistenza pacifica ed è scoppiato l’amore fra la Perla e la Svamp eletta a simbolo di una femminilità da raggiungere al più presto possibile. Grazie a questo abbiamo potuto essere partecipi di alcune perle di saggezza femminile e di qualche particolare sulla misteriosa storia d’amore estiva della Perla.
Svamp Ahimè sono stata lasciata dal ragazzo P. saputa sicuramente c’è un’altra! Il mio ha rotto perché non gli piacevano le storie a distanza ( abitava nei sobborghi di Torino) Noi tutti adulti inorriditi ma se sono le storie migliori alla tua età! P. che ormai ha elaborato la separazione comunque io pensavo di non riuscire ad averlo, perché era bellissimo, aveva un anno più di me ed era assediato dalle sue coetanee, poi la sua migliore amica, che adesso è anche la mia, mi ha detto che gli piacevo…
Schiavitù
Verso la fine della serata ho avuto la soddisfazione, qui documentata, della prova di non essere l’unico schiavo della Perla: a fronte di un eccesso di tosse ( P è l’elicobacter! Ce l’aveva mio papà… ) il Comunista porge devotamente un bicchiere con cannuccia di miele/limone/latte alla Perla che accetta con nobile degnazione , continuando a giocare con l’ i pad.
La partita dà le previste delusioni al Paziente, mentre la Perla si agita come una “grupie” accusando l’arbitro di corruzione. Nel finale la Perla dimostra scarso senso politico: Giò, visto che tua sorella è andata via, giochiamo al WIFII ? Giò reagisce voglio vedere l’altra partita ma poi soccombe.

La notte, per pietà verso l’Artista stremata dai baccanali, la Perla ha dormito con me: metà notte immobile come un faraone, l’altra metà come un frullino con la spina rotta: ogni 20 minuti si agitava scalciando, al mattino lei si è svegliata riposata e allegra come un fringuello.

MilanoDi prima mattina seduta di shopping da Zara; mentre aspettavamo l’apertura in una mattinata molto milanese un sassofono suonava l’Ave Maria di Schubert Io certo che il matrimonio in chiesa…..P. complice e già……!
Pranzo al Ristorante Giapponese con la Perla che, odiando  le partenze, incominciava a incupirsi; poi mentre guardava il solito orrido Walt Disney per adolescenti ( lo so che è orribile, ma mi piace così tanto…) Io e l’ Artista ci siamo chiariti sul alcuni recenti dissapori e all’andata in stazione la Perla, a cui nulla sfugge, di che cosa avete parlato tu e la mamma? Io sai a volte litighiamo un po’, poi però ci chiariamo, ognuno dei due resta profondamente convinto di essere nel giusto, ma raccogliamo almeno il 20% delle ragioni dell’altro…. A almeno tu non dici che con me non si può parlare…  Io pensando: perché so cosa significa sapere di avere perfettamente ragione a fronte di un mondo che non mi comprende…

Risotto allo zafferano con gamberi e fiori di zucca

La Perla ha una passione sconfinata per il sugo di pancetta e zafferano e io che trovo il piatto buono, ma un po’ “grossier” ho pensato di fargli assaggiare un piatto simile, ma un po’ più raffinato.
Ingredienti: 10 pugni di riso carnaroli, brodo vegetale, due manciate di gamberi rossi, 5/6 fiori di zucca anche non troppo belli, tre zucchine, zafferano, vino bianco, olio, burro, cipolla e parmigiano
Preparazione: pulire i gamberi togliendo il budellino e mettendo teste e corazze a cuocere insieme a due zucchine nel brodo vegetale. Far soffriggere in un padellino la cipolla, tostare il riso con un cucchiaio di olio, aggiungere la cipolla e sfumare con il vino bianco, continuare la cottura con il brodo. A metà cottura aggiungere i fiori di zucca tagliati in quattro e la zucchina tagliata sottile e sul finale i gamberi e lo zafferano sciolto in un bicchiere di brodo. A cottura ultimata aggiungere una noce di burro e a fuoco spento il parmigiano, mantecare il riso regolando il sale.
PS la foto è stata fatta con il set regalato dalla Tennica

imageIeri a “Villa Arzilla” era previsto il pesce al barbecue, ma un forte scirocco mi ha costretto a desistere, quindi visto che il forno insisteva a comportarsi come un barbecue, come tale l’ho trattato: ho messo il fuoco al massimo, una teglia per raccogliere il sugo e il pesce sulla griglia; a parte il fumo e il caldo in cucina il risultato é stato positivo.

Questa sera arriva G. tredicenne, secondo classificato alla gara di matematica a Milano, buon giocatore di calcio e dotato di incredibile capacità di perdersi, dovendo andarlo a prendere in serata ho lasciato all’Artista e alla Perla un’insalata di patate al curry e un sugo con gli avanzi della grigliata

Sugo di tentacoli e gamberi

Ingredienti: i tentacoli di tre calamari, due manciate  di gamberi piccoli, una cipolla, vino bianco, aglio, mezza scatola di polpa di pomodoro, prezzemolo, olio, sale e peperoncino .

Preparazione: tritare a coltello i tentacoli, mescolarli al soffritto di cipolla, sfumare con il vino, aggiungere la polpa di pomodoro, regolare di sale e peperoncino facendola cuocere fino a che la salsa non si addensa. Rosolare con poco olio due spicchi d’aglio schiacciati, toglierli mettendo i gamberi puliti dal budellino, farli rosolare fino a che non sono appena rosati e sfumare col vino. Aggiungere i gamberi alla salsa e spolverare di prezzemolo.

IMG_1319Quando la Tennica mi aveva proposto di cenare venerdì sera insieme al Paziente, mi ero un po’ insospettito, Io al venerdì sera è stanca e vuole stare sola col fidanzato, il giorno dopo vanno a Torino, secondo me devono comunicare qualche cosa di importante….l’Apprensiva ma cosa pensi, sei il solito paranoico complottista! . Comunque per buona misura ho prenotato da Iyo, un ristorante giappo-fusion vicino a casa, in grande spolvero a Milano per i piatti ben realizzati, l’ambiente elegante ( adatto a un annuncio) e i prezzi decorosi per essere a Milano. Inoltre la Tennica si era lamentata un po’ di non aver partecipato  al sushi con la Perla. E bene ho fatto perché, dopo essere arrivati con un po’ di ritardo a causa del treno del Paziente, a metà del pranzo ci hanno comunicato, fra il confuso e l’emozionato, che intendevano sposarsi a settembre. Io naturalmente ero contento come una Pasqua, anche se sarà una cerimonia civile e quindi niente accompagnamento all’altare. Comunque ho compulsato usi e costumi su internet è ho visto che è previsto l’accompagnamento del padre della sposa in municipio e quindi mi adeguerò.
Penso che la Perla insisterà comunque a fare la damigella insieme ad A. nipote del Paziente, anche per festeggiare il fatto  diventeranno così veramente cugine di fonte alla legge.
Data l’importanza dell’annuncio il cibo è passato in sottordine, ma ricordo con piacere uno spiedino di gamberi e seppie che ho cercato di replicare nei giorni successivi

Spiedini gambero-seppia
Ingredienti: 150 gr di code di gambero non troppo grosse, 150 gr di seppie, olio, pangrattato; per la salsa “quasi Ponzu” mezza tazza di salsa di soia, mezza tazza di brodo forte, limone.
Preparazione: pulire le seppie e con un coltello affilato o un pelapatate  tagliarle orrizzontalmente in modo che risultino molto sottili (la seppia cuoce più lentamente del gambero e quindi deve essere sottile), tagliarle poi a rettangolo, pulire le code di gambero e in uno stecchino alternare gamberi e rettangoli piegati di seppia, ungere leggermente e cospargere di pan grattato. Cuocere alla piastra e servire con la salsa “quasi Ponzu” che deve essere piuttosto acidula per contrastare il pesce.

Il buono di questo piatto sta nel contrasto fra il dolce del gambero e l’amarognolo della seppia grigliata.

IMG_0857Venite a cena che faccio la trippa dice il babbo di Giovanni …. e non occorre che  tu prerari niente… ti puoi anche riposare una volta tanto…. Riposare io?…. non è che per caso teme la concorrenza? Comunque ho fatto qualcosa con la minor fatica possibile utilizzando l’ultima confezione di Burghul egiziano comprato a Salone del Gusto ( una cosa sublime: veri chicchi di grano  spezzati, scuri abbrustoliti al sole d’Egitto, dove mai potrò  ritrovarli?).
La realtà ha poi dimostrato che era solo buon senso: antipasti vari, tagliatelle, una trippa alla lombarda strepitosa, sformato di melanzane (neanche assaggiato per manifesta sazietà) e ananas per salvarsi l’anima.

Burghul ai gamberi
Ingredienti: gr 250 burgul, gr 300 gamberetti surgelati, menta, peperoncino, olio, aglio,passata di pomodoro, sale
Preparazione: cuocere il burghul a vapore per mezzoretta, in una padella far soffriggere l’aglio, aggiungere i gamberi e sfumare con il vino bianco, aggiungere la passata e cuocere per 20 minuti, regolare di sale, peperoncino, menta e mescolare al burghul. Servire caldo o tiepido.

Quando fa caldo per evitare di finire bollito tendo a  cucinare un po’ meno e a consumare pasti freschi. Sabato è arrivato a Milano il gran caldo, avevo a pranzo la Tennica e dovevo dimostrare che non cucinavo creativo solo in occasione degli appuntamenti con la Tosta ( non sembra ma la Tennica da brava secondogenita è molto attenta alle sfumature nelle diversità di trattamento).
Quindi ho optato per carpaccio di carne cruda ( Fette sottili di manzo condite con olio limone e salsa Worcester) e una ricetta di terza mano: Hummus di barbabietole via www.francescav.com e www.untoccodizenzero.it .

Mi ero dimenticato che la Tennica non amava le barbabietole, ma dopo il primo boccone, consumato con cautela per cercare di reprimere diplomaticamente un eventuale disgusto, l’ha mangiato con entusiasmo dichiarando che “a parte il colore non sa troppo di barbabietola”. L’Ansiosa ha spazzolato  tutto voracità, ma a lei le barbabietole piacciono. Trovo sia un piatto azzeccato e veloce, ottimo anche come contorno alla carne.
Il giorno dopo  avevo dei gamberi comprati per farli al solito Gratinati alla paprika, ma non volevo accendere il forno e quindi ho riadattato una ricetta (forse sarda dal ristorante dove l’ho assaggiata) per le code di aragostina.

Gamberi in insalata

Ingredienti: 400 gr di gamberi belli grossi, 300 gr di pomodori datterini, una cipolla di Tropea, una costa di sedano,vino bianco, olio, sale, pepe, uno spicchio d’aglio, prezzemolo  e un limone.
Preparazione: sgusciare i gamberi togliendo anche il budellino ( alcuni sostengono che dia sapore, ma sempre cacca è….), far insaporire un fondo d’olio con l’aglio, togliere l’aglio (l’aglio bruciato è la cosa peggiore da farsi in cucina), versare i gamberi dopo averli asciugati, farli rosolare appena spruzzando un’ po’ di vino bianco, toglierli dal fuoco e metterli in un piatto largo a raffreddare (se uniti subito al pomodoro lo cuociono e non è una bella cosa). In una terrina mettere i pomodori tagliati a pezzi, la cipolla di Tropea a fette sottili e il sedano a pezzetti, aggiungere i gamberi quando sono freddi e condire con sale, pepe e limone e spolverare con il prezzemolo. Mettere in frigo e servire fredda


E’ un po’ che non aggiorno la rubrica, un po’ per mancanza di tempo un po’ perché volevo parlare d’ altro, ma ritorno ai miei doveri per parlare del fritto.

 


Premessa

qualunque cosa se ben fritta è buona ( anche una scarpa) e questo è un valido aiuto al principiante, i fritti non fanno granché bene alla salute, quindi facciamoli ogni tanto, quando vale veramente la pena, il fritto va consumato caldo quindi: quantità giuste e servizio al momento ( il cuoco generalmente lavora e sbocconcella, ma puzza d’ unto ed è tagliato fuori dalla convivialità).

L’ Impanatura

due tipologie di base

  • light: infarinate e via
  • hard: infarinate passate su un’ uovo sbattuto e salato e poi sul pan grattato.

Ci sono poi le pastelle e il Tempura, ma sono roba da più esperti

L’ olio
il problema del fritto sta nella decomposizione pericolosa dell’olio quando supera una certa temperatura, quindi è buona precauzione usare l’ olio di arachidi che ha un punto di ”fumo” più alto, io poi personalmente preferisco un olio “neutro” per friggere e quindi non uso mai quello d’ oliva.

Croccantezza,
il fritto deve essere croccante, perché ciò avvenga bisogna che l’ olio sia ben caldo quando si introducono gli alimenti (basta mettere un pezzo di pane quando frigge siete a temperatura), che ritorni caldo quando gli alimenti ne abbasseranno la temperatura e rilasceranno acqua, quindi si frigge poco alla volta. Per la pentola ci sono molte scuole di pensiero, io preferisco il wok ma va bene qualsiasi pentola con i bordi sufficientemente alti e che contenga molto olio (più ce n’è meno si raffredda), il fritto si fa ogni tanto ed è inutile essere micragnosi. Il cibo va tolto appena prende colore, con un mestolo a trama molto fine, io trovo ottimo quello cinese, anche se va lavato a mano. Fate asciugare sulla carta da cucina ( molta carta, più olio assorbe meglio è ) salate e servite su una terrina foderata da carta da cucina.

Avvertenza: l’ olio bollente è molto, molto pericoloso, aspettate che sia raffreddato, riempite una o due bottiglie di plastica e smaltitelo con l’ indifferenziata, non nel lavandino o nel water perché è molto inquinante

Gamberi fritti alla paprika

E’ la versione hard dei gamberi a forno, un po’ più lunga e meno dietetica, ma molto buona.

Ingredienti
gamberi 500 gr, olio di arachidi 1 litro, farina, pan grattato, paprika dolce, origano, due uova

Preparazione
sgusciare i gamberi (se volete fare i preziosi potete lasciare la coda) togliendo il budellino . Versare in una ciotola il pan grattato, aggiungere paprica dolce fino a che non prenda un colore leggermente rosato, aggiungere un cucchiaio di origano, sbattere le uova regolando di sale e pepe. Passare i gamberi prima nella farina poi nell’uovo sbattuto e infine nel pan grattato, friggerli poco alla volta e servirli ancora caldi con una spruzzatina di sale .

Ieri, come tutti i bravi carcerati, ho avuto la visita da parte dell’Artista, il suo compagno l’ Anarcoartista e la Perla di Labuan, che abitano in un’ altra città. La Perla (7 anni) si è presentata stringendo a braccia tese, come in un’ iscrizione egizia, il dono augurale: un peperone cresciuto da una piantina donatagli dall’Irriducibile ( ortolana indefessa), la Perla, che ha anche fatto crescere anche un girasole “monstre”, gestisce questo suo “pollice verde” con la grazia distratta con cui le belle donne trattano la propria leggiadria. Il mio rapporto con la Perla é stato piuttosto difficile nei primi cinque anni, complice la distanza o i caratteri, mi trattava con la noncuranza con cui le “maliarde” considerano gli ammiratori che sanno destinati ad amarle in eterno comunque e senza contropartite, negli ultimi due anni il rapporto é molto migliorato, penso per una crescita delle capacità logico/razionali della piccola, ma non so se poterlo considerare un complimento….

E’ stata una giornata piacevole e movimentata nel piccolo spazio che delimita il mio attuale universo, dal punto di vista gastronomico il giudizio della Perla è stato: pessimo il risotto ai funghi ( non posso mangiare cose viscide come le lumache), sufficienti i gamberi gratinati, quasi buona l’ insalata della mamma purché mangiata in ordine maniacale, ridividendo rigorosamente ciò che era unito ( valeriana, pecorino, mela, noci), ottima la tarte tatin “tradita” alle pere, sempre della mamma.

Quindi a voi l’ unica ricetta sufficiente:

Gamberi gratinati alla paprica

Ingredienti: gamberi 500 gr, olio extr, aglio, limone, prezzemolo, pan grattato, paprica dolce, origano

Preparazione: sgusciare i gamberi ( se volete fare i preziosi potete lasciare la coda) togliendo il budellino e metterli a marinare per un’ oretta in olio, due spicchi d’ aglio schiacciati, prezzemolo e un limone tagliato a fettine. Versare in una ciotola il pan grattato, aggiungere paprica dolce fino a che non prende un colore leggermente rosato, aggiungere un cucchiaio di origano mescolare regolando di sale e pepe. Sgocciolare i gamberi, passarli nella panatura e sistemarli ben allineati in una teglia da forno antiaderente. Scaldare il forno alla massima temperatura, con la ventilazione se l’ avete, oppure accendendo il grill, inserire la teglia e lasciare fino a che la panatura non accenna a diventare marroncina, togliere dal forno e servire caldi.

Osservazioni: é importante che i gamberi non restino troppo in forno altrimenti diventano legnosi, la principale funzione della paprica dolce, oltre al colore, é dare una punta di amaro che contrasta con il dolce a volte stucchevole dei gamberi. Si potrebbe ottenere un effetto simile lasciando il budellino, ma sempre cacca è….. Se non ci sono bambini a tavola si può aggiungere anche del peperoncino piccante.

Biblio: nessuna é roba mia

 

 

Chi sono

Zenone (non il filosofo, ma quello dell’ Opera al Nero) 63 anni, lavora in editoria, una grande passione per la cucina, una compagna l’ “Apprensiva” due figlie la “Tennica” e l’ “Artista” una nipote “ La Perla di Labuan, una ex moglie poco ex l' Irriducibile e un procedimento penale in corso per una vicenda medico-farmaceutica. Io mi dichiaro innocente (come tutti, anche quelli nel braccio della morte) ma posso invocare la testimonianza di quelli che mi conoscono : non sono mai passato con 11 pacchetti nella cassa da 10. Il 25 ottobre sono stato sollevato dagli "arrosti" ma Woodstock resta in gabbia fino a che la faccenda non sarà conclusa......03-02-12 ASSOLTO PERCHE' IL FATTO NON SUSSISTE 11-09-12 si aggiunge al gruppo il Paziente friulano, marito che, pur essendo italiano e ivi residente, la Tennica ha trovato in Patagonia. Nella compagnia è sempre più presente SuperMax, nipote diciottenne dell'Apprensiva, tanto entusiasta della vita quanto disinteressato alla scuola.

Scrivimi

zenone@arrostidomiciliari.it

Controllo delle é / è, ortografico a posteriori a cura della Tennica

Con questa ricetta partecipo al contest indetto da Cucina Semplicemente in collaborazione con Farina Antiqua macinata a pietra

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