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Amo molto il cardo perché è un vegetale snob: si presenta solo d’ inverno, non lo si trova sempre, la varietà più pregiata è gobba, è delicato se non é strofinato subito con un limone si annerisce di vergogna, ma è anche tosto e necessita di una lunga cottura, ha un delicato retrogusto amarognolo e produce un fiore robusto dai colori acidi (ma questo non riguarda la cucina)

Anche l’ Apprensiva è appassionata di questo snob e quindi lo cucino volentieri in inverno perché quando ho fame sono un cuoco sensibile alla committenza.

Vi propongo due ricette che mi sono piaciute

Preparazione: il cardo va pulito delle inflorescenze dei gambi e delle eventuali macchie sulle coste ( altro elemento di snobismo: non si presenta mai al mercato immacolato come la verdura “in batteria” ma quasi sempre con piccoli difetti), si strofinano subito le coste con uno spicchio di limone, si tagliano in segmenti di 4/5 cm ( il cardo anche con la cottura mantiene il proprio carattere e se non volete impazzire con le porzioni, meglio tagliarlo prima, cuoce anche meglio) farlo bollire in acqua salata e acidulata con il succo di un limone per 2 ore ( 30 min in pentola a pressione), e scolare.

Cardi Gratinati

Ingredienti: 800 gr di cardi, 100 gr mollica di pane, 100 gr pangrattato, 1 spicchio d’ aglio, due cucchiai di prezzemolo, due cucchiai di capperi, 4 filetti d’ acciuga, 80 gr pecorino, olio, sale, pepe

Preparazione: bollite i cardi, preparate un impasto con la mollica, il pangrattato, l’ aglio spremuto, il prezzemolo i capperi e le acciughe tritate, bagnate d’ olio fino a renderlo morbido, salare (poco) e pepare; su una teglia unta stendete uno strato di cardi, uno strato sottile d’ impasto e così di seguito, terminate con uno strato d’ impasto su cui spolvererete pecorino e metterete qualche pezzetto di burro; mettete in forno a 190 gr sino a quando non comincia a crostare ( circa 20 min), lasciate riposare 5 minuti e servite.

Minestra di Cardi in compagnia

Ingredienti: 2 litri di brodo vegetale,400 gr di cardi, 200 gr macinato da salsicce,una patata, due tuorli d’ uovo, 5 cucchiai di pecorino, olio, sale e pepe

Preparazione: bollite i cardi come sopra, preparate il brodo, fateci cuocere una patata a pezzetti e poi passatale con il mixer; gettateci i cardi bolliti e scolati; fate un impasto con il macinato, i tuorli, il pecorino, sale e pepe, preparate delle piccole polpette rotonde e fatele rosolare in una padella antiaderente in modo che si sgrassino e prendano colore. Prima di servire unite le polpette al brodo.

Osservazioni: non lasciate ammollare le polpette nel brodo; se riuscite a trovarla usate la salsiccia di Bra per le polpette; la ricetta prevede anche i fegatini di pollo ma a me non piacciono.

Bibliografia: Cuochi si diventa 1 A. Bay Feltrinelli, Ricette di Osterie d’ Italia Slow Food Editore

 

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Ieri, come tutti i bravi carcerati, ho avuto la visita da parte dell’Artista, il suo compagno l’ Anarcoartista e la Perla di Labuan, che abitano in un’ altra città. La Perla (7 anni) si è presentata stringendo a braccia tese, come in un’ iscrizione egizia, il dono augurale: un peperone cresciuto da una piantina donatagli dall’Irriducibile ( ortolana indefessa), la Perla, che ha anche fatto crescere anche un girasole “monstre”, gestisce questo suo “pollice verde” con la grazia distratta con cui le belle donne trattano la propria leggiadria. Il mio rapporto con la Perla é stato piuttosto difficile nei primi cinque anni, complice la distanza o i caratteri, mi trattava con la noncuranza con cui le “maliarde” considerano gli ammiratori che sanno destinati ad amarle in eterno comunque e senza contropartite, negli ultimi due anni il rapporto é molto migliorato, penso per una crescita delle capacità logico/razionali della piccola, ma non so se poterlo considerare un complimento….

E’ stata una giornata piacevole e movimentata nel piccolo spazio che delimita il mio attuale universo, dal punto di vista gastronomico il giudizio della Perla è stato: pessimo il risotto ai funghi ( non posso mangiare cose viscide come le lumache), sufficienti i gamberi gratinati, quasi buona l’ insalata della mamma purché mangiata in ordine maniacale, ridividendo rigorosamente ciò che era unito ( valeriana, pecorino, mela, noci), ottima la tarte tatin “tradita” alle pere, sempre della mamma.

Quindi a voi l’ unica ricetta sufficiente:

Gamberi gratinati alla paprica

Ingredienti: gamberi 500 gr, olio extr, aglio, limone, prezzemolo, pan grattato, paprica dolce, origano

Preparazione: sgusciare i gamberi ( se volete fare i preziosi potete lasciare la coda) togliendo il budellino e metterli a marinare per un’ oretta in olio, due spicchi d’ aglio schiacciati, prezzemolo e un limone tagliato a fettine. Versare in una ciotola il pan grattato, aggiungere paprica dolce fino a che non prende un colore leggermente rosato, aggiungere un cucchiaio di origano mescolare regolando di sale e pepe. Sgocciolare i gamberi, passarli nella panatura e sistemarli ben allineati in una teglia da forno antiaderente. Scaldare il forno alla massima temperatura, con la ventilazione se l’ avete, oppure accendendo il grill, inserire la teglia e lasciare fino a che la panatura non accenna a diventare marroncina, togliere dal forno e servire caldi.

Osservazioni: é importante che i gamberi non restino troppo in forno altrimenti diventano legnosi, la principale funzione della paprica dolce, oltre al colore, é dare una punta di amaro che contrasta con il dolce a volte stucchevole dei gamberi. Si potrebbe ottenere un effetto simile lasciando il budellino, ma sempre cacca è….. Se non ci sono bambini a tavola si può aggiungere anche del peperoncino piccante.

Biblio: nessuna é roba mia

 

 

Chi sono

Zenone (non il filosofo, ma quello dell’ Opera al Nero) 63 anni, lavora in editoria, una grande passione per la cucina, una compagna l’ “Apprensiva” due figlie la “Tennica” e l’ “Artista” una nipote “ La Perla di Labuan, una ex moglie poco ex l' Irriducibile e un procedimento penale in corso per una vicenda medico-farmaceutica. Io mi dichiaro innocente (come tutti, anche quelli nel braccio della morte) ma posso invocare la testimonianza di quelli che mi conoscono : non sono mai passato con 11 pacchetti nella cassa da 10. Il 25 ottobre sono stato sollevato dagli "arrosti" ma Woodstock resta in gabbia fino a che la faccenda non sarà conclusa......03-02-12 ASSOLTO PERCHE' IL FATTO NON SUSSISTE 11-09-12 si aggiunge al gruppo il Paziente friulano, marito che, pur essendo italiano e ivi residente, la Tennica ha trovato in Patagonia. Nella compagnia è sempre più presente SuperMax, nipote diciottenne dell'Apprensiva, tanto entusiasta della vita quanto disinteressato alla scuola.

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zenone@arrostidomiciliari.it

Controllo delle é / è, ortografico a posteriori a cura della Tennica

Con questa ricetta partecipo al contest indetto da Cucina Semplicemente in collaborazione con Farina Antiqua macinata a pietra

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