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IMG_2168L’Apprensiva ha un ottimo palato, ma è del tutto negata in cucina salvo che per sguatterare; le cronache narrano di due etti di fagiolini bolliti senza lavarli e caparli, con la conseguente produzione di un minestrone di terra.
Penso si tratti di un particolare caso di congiunzione fra una naturale difficoltà nel maneggiare cose che non siano parole e un altrettanto naturale cattiva disposizione nell’imparare cose che le toccherebbe poi fare.
Sarà stata l’uscita del librino o una certa schifilzosità per quanto riguarda la prima colazione ( i biscotti mi fanno acidità, le merendine mi fanno orrore, la marmellata sul pane è acida… forse è meglio andare al bar), ma vista la mia ritrosia e scarsa abilità nelle le torte, mi ha comunicato di aver deciso di fare la torta di Nonna Papera, io avrei solo dovuto procurare gli ingredienti e accendere il forno ( aggeggio tecnologico potenzialmente pericoloso). Ho fatto la spesa, poi ho acceso il forno ( accorgendomi con rammarico che l’editore non ha inserito una mia correzione che spostava la temperatura da 70°… bassa temperatura per le torte?!) a 170° e poi mi sono messo al computer perché a las cinco de la tarde… no quiero verla. Sentirla però si: dove sono le scodelle… con cosa lo mescolo… dov’è lo stampo… perché le mele mezz’ora a bagno col limone?… come funziona la bilancia?… il latte non basta! Io ,distratto, regola gli altri ingredienti con il latte che hai ! Poi matura il dramma è troppo liquido e grumoso! Non verrà mai una torta. Allora mi alzo dai miei trastulli e scopro con raccapriccio che l’Apprensiva da buona redattrice e pessima correttrice di bozze, legge quello che vuole: ha letto due litri di latte ove era scritto due decilitri. Piccolo trambusto in cui l’Apprensiva propone di buttare via tutto e di non cucinare più per l’eternità, per arrivare infine a un tentativo di salvataggio: filtriamo il latte in eccesso e aggiungiamo farina per ottenere un impasto decoroso. La torta viene messa in forno e dopo una cottura prolungata di 15 minuti viene fuori una specie di tarte tatin/ bavarese con la buccia, non sgradevole ma forse un po’ troppo burrosa. L’Apprensiva ha detto che ci riproverà…

Torta di Nonna Papera alleggerita

Ingredienti: 4 mele renette, 1 limone, 3 uova, 200 g. di zucchero, 50 g. di burro, 2 dl di latte, 300 g. di farina, 1 bustina di lievito per dolci.

Preparazione: pelare le mele e tagliarle in fettine di 1 cm, metterle a macera per ½ ora nel succo del limone spolverato con poco zucchero, sbattere le uova con lo zucchero e il burro che avrete preventivamente fatto ammorbidire, aggiungere il latte, la farina e il lievito e mescolare energicamente. Imburrare lo stampo, versarci il composto e disporre le fettine di mela facendole affondare e spolverare con lo zucchero. Mettere in forno a 170C° per 40 minuti e lasciare raffreddare a forno spento.

 

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Se la natura fosse stata benigna avrebbe dovuto apporre alla nascita, sulla spalla dell’Artista e della Perla, una voglia con scritto INTRASPORTABILI, così avrebbe risparmiato “…infiniti lutti … agli Achei…” L’Artista già da piccola si era espressa in trascinanti performance fra cui brillano: Dall’isola di Cres in Croazia a Torino vomitando senza soluzione di continuità e Da Torino a Punta Ala non avendo il coraggio di aprire i finestrini al bureau del campeggio per la puzza ( complice un errore con un pacchetto di biscotti Strudel prima delle montagne), da grande ha arricchito il menù con emicranie devastanti e un’intolleranza patologica all’aria condizionata. La Perla di suo ha aggiunto alla predisposizione familiare, un raro talento nel lamento colpevolizzante in tre gradazioni ho mal di pancia.. sto male..non resisto.., raggiungendo una rara sintonia con la genitrice. Risultato ci si muove poco per il rischio costante di trascinarsi dietro il presepe vivente di due madonnine dei dolori.
La sera prima della consegna delle due ragazze al Campeggio ha cucinato l’Artista con il suo piatto forte Pollo al curry con mele,  veramente molto buono e  di cui svelerà gli arcani se ne ha voglia, a cui è seguito un black out in cui la famiglia ha dato buona prova di indipendenza energetica ( salvo la scena isterica dell’Apprensiva quando ha saputo che avevo prestato ai vicini la lampada a manovella con cui avrei dovuto illuminare le sue letture serali).
Consegnate le due avventuriere al Campeggio, ho provato un certo magoncino che mi ricordava l’espressione di mia madre quando negli ultimi anni l’accompagnavo al mare e dopo un giorno ripartivo ( cosa ci voleva a fermarsi due giorni?!! …ma ormai è tardi), per rinfrancarci ci siamo spinti coraggiosamente fino a Martina Franca, con l’intento culturare di acquistare l’omonimo capocollo per l’inverno.
Martina Franca è una tappa da non perdere se siete in Puglia, si passa da terre arse e assolate a un verde rinfrescante e un barocco elegante e luminoso ( bellissiomo il Duomo).
Ci siamo fermati a cena alla Tana , locale che si trova nei granai dello splendido Palazzo Ducale ( i Caracciolo, tipacci che ne hanno combinate di ogni…) Il servizio è cordiale e puntuale, gli antipasti pugliesi hanno un tocco in più che li fa passare dalla buona all’ottima cucina, strepitosa la crema di fagioli con vongole, cozze e rosmarino. Il conto, per gente che arriva da Milano è quasi imbarazzante ( € 55,00 due antipasti vastissimi, due primi, acqua e caffè)
PS la foto rappresenta l’accampamento delle due avventuriere prima che quella piccola ritornando dal bagno dia un esempio concreto del disordine che regna nell’universo

A differenza della Perla di Labuan, io non amo particolarmente i dessert, la Tennica cerca disinteressatamente di stimolarmi, ma io resisto, forse per l’ età (preferisco il salato al dolce) o per un trauma iniziale ( all’ inizio delle mie attività culinarie mi ero innamorato del plum cake e avevo deciso di farne l’ elemento base della colazione familiare, dopo tre settimane la famiglia si è ribellata e non capisco ancora  perché, erano buonissimi, forse solo un tantino  pesanti), comunque girellando, anziché lavorare, sui miei siti di cucina preferiti, sono finito su quello di Skally c’est moi qui l’ ai fait! che vi raccomando caldamente, dove  ho trovato questa ricetta presa da un libro di Ducasse. Mi ha attirato la lunga cottura, il fatto che non fosse né pannosa né troppo dolce e soprattutto mi dava l’occasione di utilizzare questa pentola di terracotta che mi aveva regalato un’amica qualche anno fa e che non avevo mai usato per pigrizia mentale, relegandola in uno scaffale alto. L’esordio è stato veramente entusiasmante, penso che sia una pentola  particolarmente adatta a realizzare lunghe cotture senza che gli alimenti si secchino.

La ricetta ve la propongo come l’ha presentata Skally (rispetto a Ducasse ha utilizzato solo le mele e non le pere) e con una mia piccola aggiunta personale (i chiodi di garofano)

Pommes confites en cocotte Romertopf

Ingredienti: 2 kg di mele (suggerisco un misto di renette, gialle e pink lady), 50 gr di zucchero di canna non raffinato, 4 chiodi di garofano.

Strumenti: la cocotte Romertopf (volendo si potrebbe usare una pentola di coccio,  la differenza è che il coperchio delle Romertopf è poroso, non so…), l’ aggeggino per tagliare a fette le mele togliendo il torsolo (vi risparmierete un bel lavoro)

Preparazione: mettere a bagno la Romertopf per mezz’ ora, pelare le mele mettendole in acqua acidulata affinché non scuriscano, asciugarle, tagliarle a fette non troppo spesse, fare uno strato di mele, spolverare con lo zucchero, fare una strato di mele ecc… Fra uno strato e l’ altro  aggiungere i quattro chiodi di garofano. Mettere dentro il forno freddo e scaldare  a 200 gradi per due ore e mezza. Scoperchiare e servire tiepida con una pallina di gelato alla vaniglia.

Osservazioni: come ha detto il marito di Skally è una tarte tatin senza la pasta

Biblio: “C’est moi que l’ai fait” – Nature simple sain  et bon A.Ducasse

Chi sono

Zenone (non il filosofo, ma quello dell’ Opera al Nero) 63 anni, lavora in editoria, una grande passione per la cucina, una compagna l’ “Apprensiva” due figlie la “Tennica” e l’ “Artista” una nipote “ La Perla di Labuan, una ex moglie poco ex l' Irriducibile e un procedimento penale in corso per una vicenda medico-farmaceutica. Io mi dichiaro innocente (come tutti, anche quelli nel braccio della morte) ma posso invocare la testimonianza di quelli che mi conoscono : non sono mai passato con 11 pacchetti nella cassa da 10. Il 25 ottobre sono stato sollevato dagli "arrosti" ma Woodstock resta in gabbia fino a che la faccenda non sarà conclusa......03-02-12 ASSOLTO PERCHE' IL FATTO NON SUSSISTE 11-09-12 si aggiunge al gruppo il Paziente friulano, marito che, pur essendo italiano e ivi residente, la Tennica ha trovato in Patagonia. Nella compagnia è sempre più presente SuperMax, nipote diciottenne dell'Apprensiva, tanto entusiasta della vita quanto disinteressato alla scuola.

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zenone@arrostidomiciliari.it

Controllo delle é / è, ortografico a posteriori a cura della Tennica

Con questa ricetta partecipo al contest indetto da Cucina Semplicemente in collaborazione con Farina Antiqua macinata a pietra

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