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Unknown-3Siamo andati a Forlì il penultimo giorno di apertura della mostra sul Liberty, una mostra che volevamo assolutamente vedere, ma che travolti dalla ristrutturazione abbiamo rischiato di perdere.
La mostra era suntuosa, una marea di dipinti, manifesti, disegni, riviste, mobili e vasi uno più bello dell’altro e non ho rimpianto di esserci andato anche se zoppicante per una tollanonite fastidiosa .
Un po’ stremato dalla visita, la struttura di San Domenico è abbastanza grande, ho mandato l’Apprensiva da un giornalaio a chiedere di una buona trattoria. Ci hanno indirizzati  al Ristorante Vecchia Forlì in Via Maldenti 1 ed è stata una piacevole sorpresa: uno di quei bei ristoranti tradizionali che ormai si trovano solo in provincia. Parlo di quelle strutture che   erano la meta per le cene importanti e per l’appuntamento domenicale  delle famiglie borghesi; la modernità le ha aggiornate nel menù e nella messa in tavola, ma senza stravolgerle e  hanno conservato quel tratto confidenziale e amichevole di un tempo.
Alla vecchia Forlì abbiamo mangiato un ottimo piatto di salumi con piadina e squaquerone ( che l’Apprensiva non ha mangiato scambiandolo per maionese e se ne poi  è lamentata in treno ), carne cruda da non sfigurare nelle Langhe, strozzapreti al bacon e verdure grigliate. Siamo stati serviti con gentilezza ed efficienza e siamo andati via contenti, pagando solo € 52,00 ( bello essere di Milano, ti sembra tutto economico quando ti sposti…..)

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Quest’anno per austerity e tempo inclemente è stata una Pasqua di piccoli spostamenti: la mostra di Brueghel a Como  il Villaggio Crespi  a Capriate S. Gervasio
La mostra di Como è molto ricca e curata, l’illuminazione dei quadri è molto suggestiva e ancora una volta dimostra come nei centri medio – piccoli si realizzino cose interessanti, mentre nelle grandi città la fregatura  ( mostra intitolata a un grande, con all’interno un quadro del medesimo e una valangata di minori per la gioia di galleristi e antiquari) è sempre  in agguato, quasi come per i ristoranti……

Il Villaggio Crespi è un piccolo gioiello di archeologia industriale: il tentativo ottocentesco illuministico-umanitario di far convivere razionalmente capitale e lavoro, tentativo spazzato via dai contrasti del novecento, ma da non disprezzare considerando la condizione degli altri lavoratori in quel secolo.

 
Da vedere lì vicino la centrale idroelettrica a  Cassano d’Adda: una fortezza neo medioevale sotto il castello di Bernabò Visconti ( al momento incartato per restauri), peccato non sia possibile visitare l’interno.

Alimentazione in piena sintonia: porchetta toscana in una bancarella a Como e panini gastronomici di casa a Capriate

Elenco delle cose fatte con la Perla di Labuam la prima sera e il secondo giorno:

Cose buone:

  • Sistemare un dolore: h 7, 30 P. Ho male alla pancia... ( con il tono definitivo di chi si trova davanti un fatto inspiegabile e insopportabile), Io vai a fare la cacca! ( assonnato e razionalista) P. dopo un quarto d’ ora ho fatto la pipì e non viene altro ( malato terminale) Io ma io ho il cuscino magico andiamo !(ottimista e propositivo). Prendo il cuscino di semi per la cervicale e lo osserviamo religiosamente mentre si scalda nel forno a microonde. La riaccompagno a letto, si arrotola come un koala sul cuscino e dorme fino alle 9,20
  • Lavare un bambino, un’ odore che non si dimentica, si fissa nel cervello come quello del neonato che si sveglia di notte e quello di Slam pastore tedesco/spinone quando lo lavavamo in casa
  • Fare la spesa alla Coop, imparando a usare il telecomando che risveglia la cassiera che è in noi
  • Visitare la mostra 2050 Il Pianeta ha bisogno di te, forse la Perla è un po’ troppo piccola e non riesce a seguire le scritte, ma si è divertita molto ai giochi educativi/interattivi. Mio commento: bella mostra, ma troppo zuccherosa, mancano i cattivi, gli autori non sanno che i bambini amano il dramma ? (se bene circoscritto e controllato)
  • Mangiare l’ Aligot
  • Parlarsi in rima baciata ( con qualche eccezione e molte discussioni)

Cose così cosi

  • Girare con la sedia della scrivania fino ad avere mal di mare
  • Cercare di fare conversazione: P. non ho niente da fare (depressa guardando speranzosa la TV) Io parliamo del più e del meno (salottiero e intransigente) P. Io odio la matematica! (definitivo)

Cose sconvenienti

  • Guardare la televisione prima di pranzo, mangiando patatine
  • Dover cedere a malincuore un pezzo della mia pizza perché la Perla dichiara “a posteriori” di non sopportare l’ origano e subire lo sguardo indignato dell’Apprensiva sul mio malincuore
  • Spregiare anticipatamente un piatto: P. il tuo risotto alla milanese è meno buono di quello della scuola Io ma non l’ hai ancora assaggiato !! P. lo so (granitica). O era preveggente, il risotto in effetti è riuscito leggermente salato o si sta impratichendo nell’arte femminile di ricevere omaggio senza dare soddisfazione.
  • Non giocare a “Carcasson” con la Tennica per un capriccio televisivo

Ho approfittato della presenza della Perla per sperimentare l’ Aligot, un super purè adatto anche ai gusti dei bambini, perché la Perla è un giudice definitivo: bianco o nero senza sfumature ( DNA di mamma sua), odio per le novità e sentenze inappellabili. Il piatto è piaciuto con qualche riserva ( c’è l’ aglio, io lo mangio solo con gli spinaci)

Aligot e wurstel

Ingredienti: 1 Kg di patate, gr 400 di toma fresca, 1 spicchio d’ aglio, gr 100 di burro, cl 15 di panna, sale e pepe, un wurstel ( possibilmente grosso e bianco) a persona

Preparazione: cuocere a vapore le patate, schiacciarle in una pentola antiaderente a bordo alto su cui avrete fatto sciogliere il burro, aggiungere le panna, l’aglio schiacciato, mescolare vigorosamente regolando di sale e pepe; aggiungere la toma tagliata a striscioline e mescolare con forza in un solo senso e dall’alto in basso fino a che diventa una crema densa ed elastica, servire immediatamente coprendo un wurstel precedentemente arrostito.

Osservazioni: se avete una pentola di rame è il suo momento, fate attenzione a servirlo appena il formaggio avrà raggiunto la fusione altrimenti si guasta, si tratta di un piatto definitivo dopo di lui solo “clementine” e un caffè.

 

Chi sono

Zenone (non il filosofo, ma quello dell’ Opera al Nero) 63 anni, lavora in editoria, una grande passione per la cucina, una compagna l’ “Apprensiva” due figlie la “Tennica” e l’ “Artista” una nipote “ La Perla di Labuan, una ex moglie poco ex l' Irriducibile e un procedimento penale in corso per una vicenda medico-farmaceutica. Io mi dichiaro innocente (come tutti, anche quelli nel braccio della morte) ma posso invocare la testimonianza di quelli che mi conoscono : non sono mai passato con 11 pacchetti nella cassa da 10. Il 25 ottobre sono stato sollevato dagli "arrosti" ma Woodstock resta in gabbia fino a che la faccenda non sarà conclusa......03-02-12 ASSOLTO PERCHE' IL FATTO NON SUSSISTE 11-09-12 si aggiunge al gruppo il Paziente friulano, marito che, pur essendo italiano e ivi residente, la Tennica ha trovato in Patagonia. Nella compagnia è sempre più presente SuperMax, nipote diciottenne dell'Apprensiva, tanto entusiasta della vita quanto disinteressato alla scuola.

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zenone@arrostidomiciliari.it

Controllo delle é / è, ortografico a posteriori a cura della Tennica

Con questa ricetta partecipo al contest indetto da Cucina Semplicemente in collaborazione con Farina Antiqua macinata a pietra

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