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IMG_1319Quando la Tennica mi aveva proposto di cenare venerdì sera insieme al Paziente, mi ero un po’ insospettito, Io al venerdì sera è stanca e vuole stare sola col fidanzato, il giorno dopo vanno a Torino, secondo me devono comunicare qualche cosa di importante….l’Apprensiva ma cosa pensi, sei il solito paranoico complottista! . Comunque per buona misura ho prenotato da Iyo, un ristorante giappo-fusion vicino a casa, in grande spolvero a Milano per i piatti ben realizzati, l’ambiente elegante ( adatto a un annuncio) e i prezzi decorosi per essere a Milano. Inoltre la Tennica si era lamentata un po’ di non aver partecipato  al sushi con la Perla. E bene ho fatto perché, dopo essere arrivati con un po’ di ritardo a causa del treno del Paziente, a metà del pranzo ci hanno comunicato, fra il confuso e l’emozionato, che intendevano sposarsi a settembre. Io naturalmente ero contento come una Pasqua, anche se sarà una cerimonia civile e quindi niente accompagnamento all’altare. Comunque ho compulsato usi e costumi su internet è ho visto che è previsto l’accompagnamento del padre della sposa in municipio e quindi mi adeguerò.
Penso che la Perla insisterà comunque a fare la damigella insieme ad A. nipote del Paziente, anche per festeggiare il fatto  diventeranno così veramente cugine di fonte alla legge.
Data l’importanza dell’annuncio il cibo è passato in sottordine, ma ricordo con piacere uno spiedino di gamberi e seppie che ho cercato di replicare nei giorni successivi

Spiedini gambero-seppia
Ingredienti: 150 gr di code di gambero non troppo grosse, 150 gr di seppie, olio, pangrattato; per la salsa “quasi Ponzu” mezza tazza di salsa di soia, mezza tazza di brodo forte, limone.
Preparazione: pulire le seppie e con un coltello affilato o un pelapatate  tagliarle orrizzontalmente in modo che risultino molto sottili (la seppia cuoce più lentamente del gambero e quindi deve essere sottile), tagliarle poi a rettangolo, pulire le code di gambero e in uno stecchino alternare gamberi e rettangoli piegati di seppia, ungere leggermente e cospargere di pan grattato. Cuocere alla piastra e servire con la salsa “quasi Ponzu” che deve essere piuttosto acidula per contrastare il pesce.

Il buono di questo piatto sta nel contrasto fra il dolce del gambero e l’amarognolo della seppia grigliata.

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Chi sono

Zenone (non il filosofo, ma quello dell’ Opera al Nero) 63 anni, lavora in editoria, una grande passione per la cucina, una compagna l’ “Apprensiva” due figlie la “Tennica” e l’ “Artista” una nipote “ La Perla di Labuan, una ex moglie poco ex l' Irriducibile e un procedimento penale in corso per una vicenda medico-farmaceutica. Io mi dichiaro innocente (come tutti, anche quelli nel braccio della morte) ma posso invocare la testimonianza di quelli che mi conoscono : non sono mai passato con 11 pacchetti nella cassa da 10. Il 25 ottobre sono stato sollevato dagli "arrosti" ma Woodstock resta in gabbia fino a che la faccenda non sarà conclusa......03-02-12 ASSOLTO PERCHE' IL FATTO NON SUSSISTE 11-09-12 si aggiunge al gruppo il Paziente friulano, marito che, pur essendo italiano e ivi residente, la Tennica ha trovato in Patagonia. Nella compagnia è sempre più presente SuperMax, nipote diciottenne dell'Apprensiva, tanto entusiasta della vita quanto disinteressato alla scuola.

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zenone@arrostidomiciliari.it

Controllo delle é / è, ortografico a posteriori a cura della Tennica

Con questa ricetta partecipo al contest indetto da Cucina Semplicemente in collaborazione con Farina Antiqua macinata a pietra

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