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Quest’anno il tempo in Puglia è strano, dopo 5 giorni di caldo soffocante e cielo tersissimo, è diventato variabile: un temprale al giorno, fortunatamente durante la pennica, ma il caldo fortunatamente è rimasto, non siamo ancora alla rottura d’agosto.
Oggi, su proposta della Perla, siamo andati in gruppo alla nuotata mattutina, la Perla si è svegliata immediatamente facendo ok con la mano, Giò Giò in un primo momento ha rifiutato, perché ha il sonno di piombo, poi per non deluderci ci ha raggiunto in riva al mare. La spiaggia era stupenda: vuota e selvaggia, il mare un po’ mosso, ma nuotabile; io mi sono allontanato per la mia nuotata solitaria e poi li ho visti tornare come un branco di ochette.
Stesi sulla sabbia la Perla ha evidenziato un problema: vedo la mia pelle leggermente verde, Io, cercato di minimizzare dipenderà dal telo rosso P. no, vedo anche la tua verdastra Io beh… primo o poi te lo dovevo dire: noi siamo degli alieni e siamo sulla terra da 1.500 anni P. davvero ? Io si, veramente tua madre,  si vede benissimo, è un’ aliena, mentre tuo padre è umano. Noi viviamo circa 1.500 anni P. che brutto vivere così a lungo… Io in effetti è un po’ logorante, ma il peggio è che dopo 100 anni ci crescono delle antenne P, guardandomi di sbieco, ma tu non le hai! Io perché me le sono fatte togliere da Leonardo da Vinci P. a beh…

Quest’anno in vacanza allieto gli ospiti di Villa Arzilla con le ricette del libro sulla birra che sto scrivendo, questa del Polpo alla birra è particolarmente semplice e riuscita perché l’amaro del luppolo contrasta gradevolmente con il dolce della carne di Polpo.

Insalata di polpo alla birra

Ingredienti: un polpo ben sbattuto, 2 l di birra molto carica di luppolo, una carota, una cipolla, 4 foglie di alloro, una costa di sedano, due patate, una tazza di olive verdi, una di nere, prezzemolo, limone, olio EVO, sale

Preparazione: pulire il polpo e sciacquarlo bene, metterlo in una pentola a bagno nella birra con la carota, la cipolla tagliate grossolanamente e le foglie di alloro. All’ebollizione cuocere ancora per 20 minuti, scolarlo subito e tagliarlo a pezzetti. Mettere il polpo in una terrina, aggiungere il sedano a pezzetti, le olive denocciolate e le patate che, tagliate a pezzetti saranno state cotte a parte al vapore leggermente al dente, aggiungere l’olio, il prezzemolo e regolare di sale e limone

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Contest-FarinaAntiquaCome possono testimoniare tutti, dall’ Apprensiva alla Perla, io non so resistere alle competizioni e partecipo con uguale grinta sia che ci siano agguerriti avversari sia che si tratti di giocare a Cluedo con la Perla….. Quindi quando mi è arrivato l’invito da cucina semplicemente, nonostante sia fermamente  convinto che di pizze in natura ne esistano solo tre: margherita, napoletana e al salimino piccante, ho deciso di partecipare.
Quando mi è arrivata la farina ( ma che competizione… il bello è ricevere i pacchi di farina!) mi sono sentito in obbligo di cucinare al forno in una domenica milanese particolarmente afosa. Ho pensato che il polpo alla greca con il suo sentore di affumicato fosse una giustificata trasgressione alle mie convinzioni più profonde e quindi ecco qua la ricetta:

PPP Pizza, peperone e polpo
Ingredienti ( per 3 pizze) : 500 gr farina antiqua tipo1, 20 gr lievito madre in polvere, olio extravergine, sale, 1 polpo ben sbattuto, 4 peperoni rossi, 2 limoni, una tazza di passata di pomodoro, qualche foglia di salvia.

Preparazione:  la lievitazione ho usato il metodo Bonci: Impastounire l’acqua alla farina fino a che non risulti un impasto molto morbido, aggiungere il sale e due cucchiai d’olio e far riposare per un’ora in una ciotola ben oliata; prendere l’impasto e delicatamente dargli una forma rettangolare, Impasto 2ripiegare a metà il lato inferiore e poi quello superiore, ruotare di 90° e ripegare a metà i due lati restanti, lasciar riposare per 15 minuti e ripetere l’operazione per altre due volte, mettere poi in frigo in una ciotola ampia, oliata e coperta con la pellicola, lasciando riposare per almeno 12 ore. Il polpo: bruciare sul gas la pelle ai peperoni,Peperoni pulirli e tagliarli a striscioline, lavare il polpo e tagliarlo in pezzi piuttosto piccoli, mettere il polpo nella teglia, irrorarlo con il succo dei limoni e un po’ d’olio, peparlo e mettero in forno a 180°, dopo 30 minuti aggiungere i peperoni e cuocere fino a che l’acqua sarà consumata e polpo/peperoni quasi caramellatiPolpo, togliere dal forno e aggiungere la tazza di passata, mescolando. La Pizza: togliere l’impasto dal frigo e far riposare per 10 minuti, dividerlo in tre pagnottelle e far riposare coperte da uno straccio per un’ora. Stendere la pizza Base, aggiungere il sugo di polpo e una maciata di foglie di salvia sminuzzate, passare un filo d’olio e infornare nel forno ventilato alla massima temperatira sulla pietra refrattaria, cuocere per 5/8 minuti e servire.Pizza

Ps veramente però io preferisco la napoletana…..

UnknownGià che siamo in clima di tafazzismo sinistro spinto Vi informo che spinto da un’incontenibile competitività ho partecipato a un concorsino  organizzato da Fornelli Indecisi, un sito carino con molte ricette mediterranee che vi invito a visitare a prescindere.
Dopo un approfondito confronto con l’entourage critico che mi circonda ( se non volete critiche non fate figlie femmine) ho scelto il Polpo alla greca, se avete voglia potete votarlo qui mettendo un mi piace.
PS mi corre l’obbligo di informarvi che ci sono molte ricette, anche più meritevoli della mia, che proverò prossimamente (una  anche una sul polpo!)

Puglia temperatura 45°, un’idea geniale (io) insensata (l’Apprensiva) facciamo la notte dei fritti viventi, raduniamo quattro famiglie per mangiare ogni genere di roba fritta: polpette, pizzelle, polpo , fiori di zucca, patate e…. felafel. E qui accade il dramma: provo  temerariamente la ricetta per la prima volta seguendo “chimicamente” le indicazioni di Allan Bay, ma le polpette non si friggono, si spogliano, ripiccioliscono fino a collassare ma non si friggono. L’Apprensiva, nonostante le numerose e vibrate proteste per la mia idea “geniale” è come sempre al mio fianco e i resti ingloriosi di quello che fu un orgoglioso esercito di polpette finiscono in forno e vengono poi consumate solo perché la salsa alla tahina era deliziosa. Compulserò altri testi per capire cosa è andato storto ( sospetto fortemente i ceci in scatola o il lievito in polvere). Intanto la Perla è stata finalmente accettata dalla banda di ragazzini futuri brigatisti ( non bagnatela è dei nostri….. dì alla mamma ( con un mitra in mano) che sono da qualche parte nella pineta) facendo alternativamente la maliarda o la dura del gruppo.

Il polpo fritto è un piatto sottovalutato, salvo che da cinesi e giapponesi, io lo trovo semplice, gustoso e adatto anche a chi non ama il polpo per il suo sapore da bollito (l’Artista), a conferma che fritto è buono quasi tutto

Polpo fritto

Ingredienti: uno o due polpi, farina, olio di arachidi

Preparazione: con un coltello affilato tagliate in due o tre per lungo i tentacoli, facendo attenzione a non farvi male ( io mi sono tagliato…), scaldare l’olio a 140°/150°, impanare i pezzi nella farina e farli friggere per 5/6 minuti, servire subito senza salare perchè lo sono di loro

Sabato avevo organizzato una cena di pesce da amici e siccome avevo bisogno di svuotare il cervello ho cucinato come un dannato tutta la giornata per preparare 4 antipasti : insalata di fave e tonno affumicato, bagnun di acciughe, uova di pesce e peperoni al ragout di polpo.
La prima ricetta è di quelle “ sparare sulla croce rossa”: risultato sicuro a patto di volersi sfinire pulendo 2,5 Kg di fave, la seconda è una ricetta del levante ligure a cui sono affezionato, la terza è un piatto creativo di Moreno Cecchini e la quarta me lo sono inventata io.
Avevo già notato una certa affinità di gusto e fra la bagna caoda e il sugo ridotto del polpo. Una prima volta avevo provato a condire i peperoni con un sugo di polpo scartato rendendolo più cremoso con un roux, questa volta ho voluto dargli più consistenza usando la carne del polpo. Il risultato è stato apprezzato.

Peperono al ragout di polpo
Ingredienti: 1 polpo piccolo, 5 peperoni quadrati, prezzemolo, aglio, pepe,olio, burro, farina.
Preparazione: tagliare in due i peperoni, pulirli dei semi, adagiarli in una teglia antiaderente e farli appassire in forno a 160° fino a che saranno morbidi ma non bruciati. Tagliare il polpo a pezzi e rosolarlo con poco olio, quando perde la sua acqua eliminarne la metà ( altrimenti diventerà troppo salato) aggiungendo pari quantità di acqua bollente. Cuocere a fuoco lento per un’oretta fino a che l’acqua non si consuma quasi tutta, passare al mixer, riportare sul fuoco aggiungere il prezzemolo, uno spicchio d’aglio spremuto, il pepe e un cucchiaio di roux ( sciogliere un cucchiaio di burro in una pentola antiaderente, aggiungere un cucchiao di farina e cuocere mescolando per 15 minuti) per renderlo più cremoso. Riempire i mezzi peperoni con il ragout e servire tiepidi.

La giornata era incominciata in maniera funesta, dopo una giornata tropicale si era alzato un vento siberiano e io dopo un piccolo incidente di cui darò conto, mi trascinavo fra poltrona e letto domandandomi perché mai mi fossi ficcato in una situazione tipo portare dopo quarant’anni una nipote allo stadio in una giornata invernale e con un dolore all’anca che mi rendeva difficile qualsiasi posizione, mentre l’Apprensiva si aggirava per casa canticchiando a bassa voce ..e il vecchietto dove lo metto, dove lo metto…. Inoltre per il pranzo a casa di Giovannino avevo deciso di preparare il Ragout di polpo e questo mi obbligava a stare anche in piedi anziché giacere nello spazio di casa (poco) lasciato libero dalla Perla.

Sarde impanate  per la cena di ieri avevo deciso di sparare sulla croce rossa: sarde impanate il confort food delle mie estati al mare, ai dubbi dell’Apprensiva avevo risposto guarda che i bambini adorano le cose impanate, mangerebbero anche le scarpe. La Perla quando le ha viste ha storto il naso Non mi piacciono… Io drastico Se non ne mangi almeno tre niente stadio La Perla dopo essersi piegata ha ammesso obtorto collo che non erano cattive e a me é venuto di pensare alle infanticide con minore severità….

Regista La Perla si è lamentata di non poter andare in Costa Azzurra dove c’è il castello di Jonny Deep con cui vorrebbe fare un film di cui ha già in mente la trama Voglio lui anche se sarà un po’ vecchietto per allora…

Bagaglio La Perla sostiene di essersi fatta la sacca da sola, risultato: niente pigiama, un solo paio di calze e tre paia di scarpe…

Bellezza La Perla, sventolando la sua carta d’identità davanti a Giovannino guarda com’ero carina a quattro anni !

Festa della mamma dopo varie insistenze manda un messaggio alla sua mamma: Auguri dalla tua figlia Zoe ( pathos  da impiegato del catasto)

Ingresso allo stadio P. anche voi la prima volta che siete entrati allo stadio avevate un crampo allo stomaco? Io, boccheggiando a me sono le cinque rampe di scale che mi uccidono…

Allo stadio La Perla ascolta le indicazioni tecniche di Giovannino, soffre per tutto il primo tempo opaco della sua squadra, vibra in sintonia con il pubblico quando entra Inzaghi ed esplode in una gioia selvaggia al primo goal

All’uscita chiacchera ormai con competenza con Giovannino, io ne approfitto astuto e chiedo in quanti tenete per il Milan nella tua classe? P. solo in due io e Enrico Io subdolo ed è simpatico questo Enrico? P. non saprei, ma quest’inverno voleva fidanzarsi con me Io sornione capisco, capisco… Poi la Perla comincia a parlare con un certo disprezzo degli sconfitti, io la sgrido guarda che erano i penultimi in classifica e hanno rischiato di vincere e poi amare una squadra non significa necessariamente odiarne un’altra P.con sufficienza  ho capito, ho capito…

Ritorno La Perla è stata riconsegnata alla sua famiglia alla stazione di Porta Susa durante i festeggiamenti per lo scudetto e non ha capito perché dovesse nascondere sotto la felpa la sua nuova maglia da Ibrahimovic

In conclusione, anche se del calcio m’importa poco e  come sport “mostre” ne penso il male possibile, sono contento di aver potuto offrire alla Perla quest’opportunità, ogni  passione (legale o quasi) va incoraggiata cercando di insegnarle  a gestirla, inoltre da grande sarà in grado di ricordare che il suo tifo per il Milan ha origine da un certo Enrico

Ragout di polpo
Ingredienti: 800 gr di polpo decongelato, una cipolla rossa grossa, prezzemolo, rosmarino, aglio, vino bianco, olio.
Preparazione: tritare il prezzemolo e tre spicchi d’aglio, far  appassire la cipolla tagliata a rondelle in poco olio e aggiungere metà del prezzemolo/aglio, tagliare a pezzetti il polpo e farlo insaporire nella pentola della cipolla, coprire di vino bianco e far cuocere a fuoco basso per un’oretta. Scolare i pezzi di polpo e passarli al mixer un poco in modo che restino grossetti, togliere la metà del sugo (sarà buono per un risotto), aggiungere il polpo tritato, un cucchiaio di rosmarino tritato e la buccia grattata di un limone non trattato. Far insaporire il tutto aggiungendo un po’ d’acqua calda se fosse troppo asciutto. Servire con la pasta spolverata dal prezzemolo rimasto. Va bene con ogni pasta e si può aggiungere peperoncino a piacere

Biblio: Vissi d’amore e di polpo R.Ciuffardi- De Ferrari

  • Domenica polpo ai peperoni,
  • Lunedì risotto al polpo (avanzi),
  • Martedì peperoni al polpo,

un po’ ripetitivo ma buono.

Da quando ho acquistato il volume Vissi d’amore e di polpo ho superato il classico polpo con patate (che trovavo un po’ dolciastro)  e ho  cucinato il polpo in diverse maniere, ma quella preferita è sicuramente il Polpo ai peperoni.
L’unico difetto è che il polpo surgelato cedendo acqua e cuocendo a lungo  diventava eccessivamente salato, anche per i miei gusti. Domenica ho provato a rimediare mettendo da parte metà del sugo di cottura, sostituendolo con acqua e il risultato è stato ottimo. Restava il problema di come utilizzare il sugo, ho fatto una salsina piuttosto  buona, ma troppo saporita per aggiungerla al polpo, quindi ho ipotizzato di usarla per guarnire dei petti di pollo, l’Apprensiva ha storto il naso ( è molto tradizionalista…) e allora ho ripiegato sui peperoni.

Peperoni alla crema di polpo
Ingredienti: quattro peperoni, metà del sugo del polpo ai peperoni, un cucchiaio di farina, un cucchiaio di burro.
Preparazione: tagliare a metà i peperoni e farli rosolare sul grill del microonde fino a quando sono morbidi e con qualche bruciatura ( …si lo so che il luddismo culinario aborre il microonde, ma scientificamente agitare le molecole  con microonde o con il gas non fa differenza, ci si mette solo di meno e non si rischia di bruciare). In un pentolino far sciogliere il burro, aggiungere  la farina e cuocere per 10 minuti, aggiungere il sugo e cuocere per un altro quarto d’ora aggiungendo acqua se si ispessisce troppo. Distendere i peperoni  sul dorso in piatto e riempire di salsa, da  servire caldi

L’ Apprensiva e io adoriamo il carpione nelle sue diverse manifestazioni: carne, pesce, verdure. Per il sapore, i profumi  e per quell’aura di antico che ha questo metodo tradizionale di conservare gli alimenti.
Soprattutto d’ estate questo piatto fresco, pronto da consumare senza accendere fuochi è l’ideale, la contraddizione è che il carpione nella preparazione prevede la frittura e in estate è un vero tormento. La mia scelta è soffrire a fronte di un obiettivo ambizioso: farne tanto e variato.
Sabato a Milano c’erano 31 gradi, ma avevamo programmato di andare domenica alla mostra a Como Boldini e la Belle Epoque ( mostra bellissima varia e con pezzi veramente interessanti) e quindi al pomeriggio ho messo in cantiere le sarde in saor e il carpione di polpo.
Questo è un piatto non troppo comune, usato dai pescatori del levante ligure per conservare le eccedenze di polpi raccolti durante le uscite di pesca. L’Apprensiva l’ha trovato entusiasmante.

Polpo in carpione

Ingredienti: un polpo decongelato da 1 Kg, una cipolla grossa, una carota, ¼ di aceto bianco, ¼  di vino bianco, pepe, aglio, due limoni, un mazzo di timo fresco, olio d’ oliva, farina.

Preparazione: battere con un martello o un pesta carne il polpo (anche se con il decongelamento dovrebbe essere sfibrato, dovendolo friggere deve essere più morbido possibile), tagliare i tentacoli per lungo in striscioline larghe max 1/2 cm (è importante per la frittura, ci vuole un coltello molto affilato e attenzione alla mani perché il polpo è scivoloso), fate la stessa cosa per la sacca (è più facile), mettete il polpo a marinare nel limone e pepe macinato per 1 o 2 ore. Infarinate il polpo e friggetelo in due dita d’olio d’oliva, posatelo sulla carta assorbente senza salarlo (resta salato di suo). In un pentolino mettete le cipolle e le carote affettate insieme a grani di pepe, aglio e timo abbondante, aggiungete l’ aceto e il vino bianco e fate quocere per 25 minuti. In una teglia di vetro disponete uno strato di polpo, uno di condimento ecc. Chiudete e fate riposare in frigo almeno una giornata

Biblio: Vissi di polpo e d’amore

In cucina uno dei rischi più comuni è quello di adagiarsi sulle ricette riuscite, danno molta soddisfazione, si corrono pochi rischi e il risultato é sicuro, ma alla lunga ci fossilizza e si fa la fine di quelle vecchie zie, note nella famiglia allargata per un’ unico piatto e costrette a ripeterlo fino ad annoiarsi.
A me è successo con il Polpo ai peperoni trovato in quel gioiellino di ricette e storie di Vissi d’ amore e di polpo , l’ ho realizzato la prima volta per l’ Apprensiva, nota per le sue severità gastronomica e letterarie (le uniche…), che ha esclamato “ Ma è un piatto da ristorante!” e io ho pensato “dipende da quale…”. Da quel momento il Polpo l’ ho fatto solo così, riscuotendo complimenti e allori, di cui il principale quello di una bambina di 10 anni che ha detto, con l’ aria seria e definitiva che hanno a quell’età: “ a me il Polpo non piace, ma così è buono”

Però cominciavo a sentirmi annoiato e sclerotico e quindi mi sono sforzato di provare un’ altra ricetta del libro che mi ispirava per il bel contrasto fra carciofo e polipo, per la sua stagionalità e perché, a differenza dell’altro, era veloce da fare.

Polpo con carciofi

Ingredienti per 4: un polpo decongelato da 800/900 gr, 6 carciofi, 3 filetti di acciuga, aglio, prezzemolo,olio, pepe

Preparazione: pulire il polpo, tagliarlo a rondelle di 1 cm, stemperare le acciughe, uno spicchio d’ aglio schiacciato e il prezzemolo in due cucchiai d’ olio in una pentola al fuoco, versare il polpo e farlo stufare per 15 minuti, aggiungere i carciofi tagliati in fette da 2/3 mm, sfumare con il vino bianco e far stufare per 15/20 minuti coperto , spolverare di pepe prima di servire, non dovrebbe essere necessario salare (io l’ho fatto, me ne sono pentito e ho dovuto fare una cosa indecente)

Osservazioni: se avanza può diventare un’ ottimo sugo per tagliatelle

 

Generalmente programmo i piatti del sabato e domenica girando per il mercato che ho sotto casa (uno dei più trendy di Milano, una tragedia per il posteggio dei residenti, ma molto molto comodo per la spesa) e cerco ispirazione da quello che vedo. Questo è molto in linea con dettami della migliore cucina, roba da grandi chef che all’alba (loro) si aggirano come rapaci per i mercati rionali, perché si parte dagli ingredienti più interessanti per freschezza e stagionalità, ma comporta qualche inconveniente perché ipnotizzati dalla fragranza delle materie prime, si tende a sottovalutare le complicazioni di esecuzione.
A me é capitato sabato: al banco del pesce sono rimasto impressionato da una cassetta di moscardini dal lucente e viscido color nero-marron e ne ho comprato una quantità sufficiente a nutrire un po’ d’ amici la sera stessa. Il moscardino è della famiglia del polpo e si distingue dal cugino più noto per avere una sola fila di ventose per tentacolo e per essere molto più piccolo, infatti proprio qui sta il problema: il polpo è grosso e lo si pulisce in fretta, i moscardini sono tanti, sono viscidi e sfuggenti, pulirli una vera sofferenza. Dopo i primi tre ho adottato un metodo brutale, ma efficiente: tagliare con le forbici verticalmente il cappello e pulirlo delle interiora, spremere gli occhi in modo da farli sporgere e asportarli con le forbici, con un coltellino a punta ritagliare quello che presumo dovrebbe essere il sedere del moscardino, il tutto ripetuto infinite volte fra sbuffi d’ acqua e d’ inchiostro ( camicia blu regimental lasciata alle cure dell’ Apprensiva che si ostina a non capire la mia volontà di essere elegante quando cucino).

Per cucinarli ho sfogliato inutilmente la mia biblioteca, dimenticandomi l’ unico bel volume utile che però citerò in appendice , decidendo quindi di cucinarlo a buonsenso con quello che avevo.

Moscardini al vino

Ingredienti: molti moscardini di più di quanto sarebbe sensato pulirne perché con la cottura si restringono, due carote, due cipolle, due gambi di sedano, olio, due cucchiai di concentrato di pomodoro o mezza lattina di pomodoro a pezzi, vino nero di corpo , sale e pepe

Preparazione: pulire e lavare i moscardini ( sob!), preparare il soffritto e fateli rosolare, aggiungete il pomodoro e quando raggiungono il bollore coprire con il vino , cuocere a fuoco basso coperto per un’ oretta, scoprire e far concentrare il sugo, salare, pepare e servire ben caldi.

Osservazioni: la morte loro è con la polenta bianca grigliata, ma questo è un’ altro post……

Biblio ( a posteriori): Vissi d’ amore e di polpo R.Ciuffardi Ed. De Ferrari Genova

 

P.S.

In attesa che il Grande Inquisitore si decida a dirmi cosa vuole fare di me e smetta di dire no a ogni richiesta, anche la più innocua, ho cominciato a collaborare con una Scuola di Vela, perché l’ argomento mi piace ed è lontano anni luce dalla medicina e quindi rischio solo di violare il codice di navigazione, perché stavo abituandomi a fare il casalingo e l’ Apprensiva già mi guardava con sospetto e speranza, perché d’ altra parte non volevo trasformare un hobby in una tortura aprendo un’ Osteria…..

 

Chi sono

Zenone (non il filosofo, ma quello dell’ Opera al Nero) 63 anni, lavora in editoria, una grande passione per la cucina, una compagna l’ “Apprensiva” due figlie la “Tennica” e l’ “Artista” una nipote “ La Perla di Labuan, una ex moglie poco ex l' Irriducibile e un procedimento penale in corso per una vicenda medico-farmaceutica. Io mi dichiaro innocente (come tutti, anche quelli nel braccio della morte) ma posso invocare la testimonianza di quelli che mi conoscono : non sono mai passato con 11 pacchetti nella cassa da 10. Il 25 ottobre sono stato sollevato dagli "arrosti" ma Woodstock resta in gabbia fino a che la faccenda non sarà conclusa......03-02-12 ASSOLTO PERCHE' IL FATTO NON SUSSISTE 11-09-12 si aggiunge al gruppo il Paziente friulano, marito che, pur essendo italiano e ivi residente, la Tennica ha trovato in Patagonia. Nella compagnia è sempre più presente SuperMax, nipote diciottenne dell'Apprensiva, tanto entusiasta della vita quanto disinteressato alla scuola.

Scrivimi

zenone@arrostidomiciliari.it

Controllo delle é / è, ortografico a posteriori a cura della Tennica

Con questa ricetta partecipo al contest indetto da Cucina Semplicemente in collaborazione con Farina Antiqua macinata a pietra

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