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IMG_1557Gli  scopi del viaggio erano due: portare l’Artista a conoscere il “Weltanschauung” del suo prossimo cognato e andare alla Festa di Sauris, ridente località delle montagne friulane, nota principalmente per il suoi prosciutti.
Obiettivo raggiunto a metà perché l’Artista è stata trattenuta a Torino per lavoro. Comunque ne è valsa la pena: serata piacevole con gli amici del Tennis del Paziente, un gruppo forse più gastronomico che agonistico, con una cena in cui primeggiava la “tartare” slovena e una torta salata a base di una strana ricotta, sempre slovena, che sapeva di limone. Mi sembra che per gli udinesi la Slovenia sia un po’ come le Langhe per i torinesi.

Il giorno dopo siamo partiti per Sauris su un percorso di curve che avrebbero distrutto l’Artista e sua figlia, ma il paesino che appariva alla fine sembrava una cartolina: casette di montagna svizzero/tirolesi, ma senza quella patina di opulenza che le potevano rendere un po’ finte. Giro fra i banchetti  e vista al prosciuttificio  Wolf, 150 anni dedicati la prosciutto e allo speck con risultati grandiosi. In particolare lo speck é dolcissimo e delicatamente affumicato. Davanti alla cella di stagionatura con 40.000 prosciutti in lavorazione io e il Paziente siamo rimasti estasiati e io ho pensato che con un taglierino, un’impermeabile lungo, una piccola distrazione della guida…

Siamo tornati a casa con una ricca scelta di formaggi di malga e l’assortimento quasi completo del prosciuttificio per la mia affettatrice.

 

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IMG_1180Ci sono piatti il cui ricordo arriva dall’infanzia, a volte sono piatti tradizionali della cucina di tutti i girorni o delle feste, a volte sono piatti che per qualche oscura ragione apparivano solo di tanto in tanto, eppure hanno lasciato un ricordo vivo nel tuo archivio mentale.
Per me uno di questi era la torta di patate, che capitava sporadicamente nella nostra tavola, ma che ha lasciato un ricordo indelebile come confort food.
L’altro giorno, avendo fatto una quantità sovrabbondante di puré, mi sono ricordato del piatto e ho fatto un tortino che l’Apprensiva ha molto aprezzato.

Tortino di patate
Ingredienti: purè di patate piuttosto sodo, cipolle, prosciutto cotto, fontina d’Aosta, parmigiano, pangrattato, burro
Preparazione: ungere l’interno di due coccetti da forno lasciando sul fondo una lente di burro, spolverare l’interno con un misto di pangrattato e parmigiano, mettere uno strato di puré, uno strato di prosciutto cotto, uno strato di purè, le cipolle tagliate a fettine e stufate, uno strato di puré, una foglia di fontina e così di seguito fino a terminare con pangrattato& parmigiano e burro. Mettere in forno a 180° per mezzora, scodellare e servire

 

IMG_0847A volte la memoria fa strani scherzi…..
Antefatto molti, molti anni fa Io e l’ Irriducibile in preda a temerarie innovazioni educative avevamo deciso che le due tenere progenie ( 10 e 12 anni  mi sembra) cucinassero una sera alla settimana, con l’intento di fargli comprendere quanto si faceva per loro tutti i giorni e di prepararle a future coabitazioni.
L’ Artista, già in preadolescenza malmostosa,  aveva subito puntato sul locale salumiere ed era stata duramente rimbrottata per lo spreco di denaro e la poca applicazione ai bisogni familiari. La Tennica, complice un corso di cucina senza fuochi a scuola, si era applicata di più con una serie di piatti inizialmente commestibili e col tempo anche buoni. Fra questi lo sformato di cavolfiore mi sembrava il meglio riuscito.
Fatto L’altra sera tornando a casa da una deprimente giornata di lavoro, mi sono ricordato di aver promesso all’Apprensiva  di cucinare il cavolfiore, ma   il pensiero di concludere la serata con il cavolfiore al vapore mi sembrava autolesionista e quindi ho pensato di fare il piatto a memoria. Cavolfiore, prosciutto cotto, besciamella, cubetti di mollica di pane, uova  e parmigiano. Il risultato è stato deludente ( anche estetico la foto riprende solo il lato buono): il classico piatto in cui i componenti sono buoni in sé, ma sembrano stare lì per caso, come certe compagnie mal riuscite. Chiederò delucidazione e riproverò…….

Quest’anno il tradizionale tour dei morti in Veneto è stato allargato al Friuli dove, con la scusa di una visita a San Daniele, abbiamo ispezionato (primi della famiglia!) casa e background del Riflessivo e quindi la  probabile destinazione finale della Tennica (lavoro permettendo).
E’ stata una visita lampo, ma l’accoglienza rilassata e cordiale, la compagnia interessante ci hanno fatto trascorrere una mezza giornata molto piacevole. La  visita a Udine ci ha rassicurato sulla qualità della vita socio-culturale del posto (non rimpiangerà Milano e le colline vicine sono come le Langhe) e la cena in un locale annesso a un proscittificio di San Daniele è stata ottima sia per il cibo che per la compagnia, unico neo, data l’ora, non ho potuto visitare il museo del prosciutto, ma sarà un’ottima scusa per tornare.
Ottimi acquisti di formaggio fra cui primeggia il Frant formaggio spezzato di latteria misto, da mangiare con la polenta.

Abbiamo fatto anche una puntata a Venezia sfidando l’acqua alta per la mostra di Guardi, cenando nuovamente al Moro di Mestre che si è riconfermato un locale ideale: una cucina curatissima in un ambiente confortevole, un servizio attento e un prezzo quasi la metà di Milano e Venezia, abbiamo mangiato: baccalà mantecato, sarde in saor, faraona disossata (stupenda!), chiodini con formaggio e polenta, crema catalana, torta di mele un bicchiere di vino e due caffé a soli € 68,50 !

PS La Tennica ha ripreso a cucinare!, realizzando insieme al suo amato bene degli ottimi Muffit con forme singolari

La filosofia di KFD consiste nell’affrontare le tecniche di base della cucina, unite a semplici ricette per non annoiarsi troppo e permettere a chi sia digiuno di questa attività di costruirsi un patrimonio di buone pratiche, utili per intraprendere un proprio percorso nella cucina. Ma tutte le norme hanno eccezioni, siamo a Natale non vi posso proporre un brodino e quindi ecco  una ricetta con il “trucco”. Una ricetta di grande effetto e di poca fatica, fatta con preparati “ industriali”, la Tennica l’ ha assaggiata e l’ ha trovata buona, ma ha detto che è un po’ alla “Parodi”, concordo e mi vergogno un po’, ma prometto che alla fine di KFD metterò la ricetta tutta fatta a mano.

Prosciutto in crosta

Ingredienti per 4 : un blocco ( lo vendono in cubi o in salamoni con retina) di prosciutto cotto, sarebbe meglio di Praga, da gr 500, una confezione di pasta per pizza (no sfoglia!) già tirata, una confezione di funghi secchi, senape, un uovo, rosmarino.

Preparazione: ammollate i funghi secchi in acqua tiepida per mezz’ ora, sgocciolateli e tritateli finemente con le foglie di un rametto di rosmarino ( se volete proprio esagerare con l’ abiezione usate quello secco, ma ha meno profumo) e una spolverata di pepe; stendete la pasta, spalmate di senape il prosciutto e poi “infarinatelo” nel composto funghi/rosmarino; posatelo sulla pasta e avvolgetelo strettamente chiudendo con le dita la pasta; ritagliate la pasta in eccesso; posatelo sulla carta da forno in una teglia; separate il rosso dell’uovo e spalmatelo sulla superficie della pasta ( potete usare un pennello, uno spazzolino molto morbido o….. un dischetto togli trucco), decorate con foglie di rosmarino; infornate per 20 minuti a 180° e per 25minuti a 100°; togliere dal forno e affettare con un coltello a sega ( altrimenti la crosta si rovina); servire con un bricco di salsa bollente. Va accompagnato assolutamente con patate: bollite, arrosto, puré……

Salsa al Porto

Ingredienti: un cucchiaio di burro, un cucchiaio di farina, un mestolo e mezzo di brodo(150 cl), un mestolo di Porto (100 cl ) o altro vino dolce, sale e pepe.

Preparazione: in un pentolino far bollire per pochi minuti il vino e il brodo per far evaporare l’ alcol; in un pentolino anti aderente far sciogliere il burro, aggiungere a pioggia la farina e mescolare a fuoco basso per 5 minuti ( è il famoso roux ma ne parleremo in seguito); aggiungere il misto vino/ brodo e mescolare energicamente, se la salsa risulta troppo densa aggiungere un po’ d’ acqua calda, salare e pepare e servire bollente.

BIBLIOGRAFIA Cuochi si diventa 1 A. Bay Feltrinelli, Il Cucchiaio d’ argento Domus, i siti www.roccabernarda.com e colazionialetto.blogspot.com

 

Chi sono

Zenone (non il filosofo, ma quello dell’ Opera al Nero) 63 anni, lavora in editoria, una grande passione per la cucina, una compagna l’ “Apprensiva” due figlie la “Tennica” e l’ “Artista” una nipote “ La Perla di Labuan, una ex moglie poco ex l' Irriducibile e un procedimento penale in corso per una vicenda medico-farmaceutica. Io mi dichiaro innocente (come tutti, anche quelli nel braccio della morte) ma posso invocare la testimonianza di quelli che mi conoscono : non sono mai passato con 11 pacchetti nella cassa da 10. Il 25 ottobre sono stato sollevato dagli "arrosti" ma Woodstock resta in gabbia fino a che la faccenda non sarà conclusa......03-02-12 ASSOLTO PERCHE' IL FATTO NON SUSSISTE 11-09-12 si aggiunge al gruppo il Paziente friulano, marito che, pur essendo italiano e ivi residente, la Tennica ha trovato in Patagonia. Nella compagnia è sempre più presente SuperMax, nipote diciottenne dell'Apprensiva, tanto entusiasta della vita quanto disinteressato alla scuola.

Scrivimi

zenone@arrostidomiciliari.it

Controllo delle é / è, ortografico a posteriori a cura della Tennica

Con questa ricetta partecipo al contest indetto da Cucina Semplicemente in collaborazione con Farina Antiqua macinata a pietra

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