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Langhe Questa cosa che quando erano qui o a Torino ci si trovava in metropoli affollate e inquinate mentre quando siamo andati in Friuli si stava in mezzo a verde, colline, montagne e alimenti di qualità, mi infastidiva un po’ e quindi, memore dei miei trascorsi a Bra, la prossima settimana ho deciso di giocarmi l’asso: un week-end nelle Langhe, perché come diceva un noto intellettuale: il vino e rosso e il rosso è piemontese.

Questo il programma:

Sabato
h 8,00 partenza da Milano

  • h 10,00 arrivo ad Alba e sistemazione nel B&B Casa Bona
  • h 10,30- 12,30 visita ad Alba e il suo mercato
  • h 13,30 pranzo al Boccondivino di Bra (culla dello Slow Food)
  • h 14,30 visita  a Pollenzo sede dell’Università di Scienze GastronomichePollenzo
  • h 15,30 -20,00 liberi ad Alba
  • h 20,30 Cena all’Osteria dell’Arco di Alba (cucina langarola raffinata)

Domenica

  • h   8,30 Colazione all’Antico Caffè Calissano di Alba
  • h   9,30 In giro per le Langhe: Grinzane Cavour, La Morra, Barolo, Belvedere Langheimages
  • h 13,00 Pranzo alla Cascina Schiavenza di  Serralunga Langhe  ( cucina rurale dell’Alta Langa)
  • h 14,30 Rientro

Come sparare alla Croce Rossa…….

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UnknownPomeriggio deprimente con l’Apprensiva che con tipico masochismo femminile segue goccia a goccia il disastro anziché aspettare i dati finali, io che maledico la metà degli italiani che credono alle favole ( destre o comiche è lo stesso), condoglianze con la Tennica e l’Artista e poi decido di reagire con il comfort food: salsiccia al vino rosso, purè e gelato alla vaniglia con sciroppo di amarene (la mitica Nafta della mia infanzia).
Domani mi spiegheranno tutti che avevano ragione, che l’elettore ha sempre ragione, ma io mi rifiuto di pensare che abbiano ragione e che sia colpa mia se ragionano così: è colpa loro (come la volta scorsa) anche se le conseguenze le pagheremo tutti.

Salsiccia al vino rosso
Ingredienti
:
500 gr salsiccia fresca ( l’ideale sarebbe la salsiccia di Bra), due bicchieri di vino rosso,  una punta di estratto di pomodoro, menta
Preparazione:
tagliare le salsicce a pezzettini, arrostirle nel loro grasso, togliere il grasso, aggiungere il vino sfumando e l’estratto, far cuocere finchè il sugo è denso, spolverare con una manciata di menta e servire ben caldo.

Generalmente programmo i piatti del sabato e domenica girando per il mercato che ho sotto casa (uno dei più trendy di Milano, una tragedia per il posteggio dei residenti, ma molto molto comodo per la spesa) e cerco ispirazione da quello che vedo. Questo è molto in linea con dettami della migliore cucina, roba da grandi chef che all’alba (loro) si aggirano come rapaci per i mercati rionali, perché si parte dagli ingredienti più interessanti per freschezza e stagionalità, ma comporta qualche inconveniente perché ipnotizzati dalla fragranza delle materie prime, si tende a sottovalutare le complicazioni di esecuzione.
A me é capitato sabato: al banco del pesce sono rimasto impressionato da una cassetta di moscardini dal lucente e viscido color nero-marron e ne ho comprato una quantità sufficiente a nutrire un po’ d’ amici la sera stessa. Il moscardino è della famiglia del polpo e si distingue dal cugino più noto per avere una sola fila di ventose per tentacolo e per essere molto più piccolo, infatti proprio qui sta il problema: il polpo è grosso e lo si pulisce in fretta, i moscardini sono tanti, sono viscidi e sfuggenti, pulirli una vera sofferenza. Dopo i primi tre ho adottato un metodo brutale, ma efficiente: tagliare con le forbici verticalmente il cappello e pulirlo delle interiora, spremere gli occhi in modo da farli sporgere e asportarli con le forbici, con un coltellino a punta ritagliare quello che presumo dovrebbe essere il sedere del moscardino, il tutto ripetuto infinite volte fra sbuffi d’ acqua e d’ inchiostro ( camicia blu regimental lasciata alle cure dell’ Apprensiva che si ostina a non capire la mia volontà di essere elegante quando cucino).

Per cucinarli ho sfogliato inutilmente la mia biblioteca, dimenticandomi l’ unico bel volume utile che però citerò in appendice , decidendo quindi di cucinarlo a buonsenso con quello che avevo.

Moscardini al vino

Ingredienti: molti moscardini di più di quanto sarebbe sensato pulirne perché con la cottura si restringono, due carote, due cipolle, due gambi di sedano, olio, due cucchiai di concentrato di pomodoro o mezza lattina di pomodoro a pezzi, vino nero di corpo , sale e pepe

Preparazione: pulire e lavare i moscardini ( sob!), preparare il soffritto e fateli rosolare, aggiungete il pomodoro e quando raggiungono il bollore coprire con il vino , cuocere a fuoco basso coperto per un’ oretta, scoprire e far concentrare il sugo, salare, pepare e servire ben caldi.

Osservazioni: la morte loro è con la polenta bianca grigliata, ma questo è un’ altro post……

Biblio ( a posteriori): Vissi d’ amore e di polpo R.Ciuffardi Ed. De Ferrari Genova

 

P.S.

In attesa che il Grande Inquisitore si decida a dirmi cosa vuole fare di me e smetta di dire no a ogni richiesta, anche la più innocua, ho cominciato a collaborare con una Scuola di Vela, perché l’ argomento mi piace ed è lontano anni luce dalla medicina e quindi rischio solo di violare il codice di navigazione, perché stavo abituandomi a fare il casalingo e l’ Apprensiva già mi guardava con sospetto e speranza, perché d’ altra parte non volevo trasformare un hobby in una tortura aprendo un’ Osteria…..

 

Sabato hanno avuto luogo le celebrazione per il compleanno della Tennica, casualmente sono capitate il giorno giusto, come da tradizione si sono svolti a casa dell’ Irriducibile e hanno coinvolto me, l’ Artista, l’ Anarcoartista e la Perla di Labuan. In realtà il compleanno della Tennica è un evento minore (come quelli degli altri componenti del gruppo escluso uno) perché il vero avvenimento è da sempre il compleanno dell’ Artista che, fin da piccola ha costruito la mitologia del suo genetliaco, lavorando alacremente per farlo diventare quasi una solennità civile. Questa volta a causa delle note vicende l’ Irriducibile ha deciso che faceva tutto lei ( peccato perché per me i compleanni sono l’ occasione di sperimentare sugli ignari ricette strane e barocche tipo “ Vitello alla Vornoff). Il menù è stato “invernale” flan di finocchi con salsa al parmigiano ( impazzita ma risolta “manu militari” con il mixer), brasato al barbera con purè, torta al cioccolato fatta in casa che sembrava di pasticceria. Abbiamo mangiato tutti con entusiasmo con esclusione della Perla ( “c’é il vino mi avete ingannato !” “ Ma è cotto !…” “ Non importa non mi piace “). La Perla si è riscattata sul finale della serata con un “ovviamente si..” infilato nella conversazione con nonchalance ( ricordo ancora con emozione il primo congiuntivo a quattro anni..) e una dichiarazione finale da vera signora “Mi sono divertita, è stata veramente una bella serata!”

L’ Irriducibile cucina bene, a parte un minestrone paludoso in viaggio di nozze, ma è esponente di una cucina “dommatica” dove c’ è un solo modo di fare le cose (il suo) anche nei dettagli ( va frullato in quello e solo in quel recipiente !), quindi, per riprendermi, una ricetta modificata da me:

Brasato al Barolo

Premessa: è un piatto invernale, facile ma richiede tempo e pazienza, un pezzo di carne rossa tagliata da un bravo macellaio (razza in via d’ estinzione) non troppo magra, l’ ideale sarebbe di bue grasso ma la si trova solo a Natale, un vino non necessariamente Barolo (è inutile sprecare per filologia) basta che abbia un buon corpo ( Barbera no Oltrepò, Nebbiolo, Rosso di Montalcino, Primitivo ecc)

Ingredienti (per 6 è un piatto da mangiare in compagnia): 1 ½ Kg di carne, 1litro e 1/2 di vino (il resto lo bevete), 5 carote, 3 cipolle, due coste di sedano, alloro, prezzemolo, 5 bacche di ginepro, 5 grani di pepe, 5 chiodi di garofano, 4 foglie di alloro,un rametto di rosmarino, due fette spesse di pancetta non affumicata, olio

Preparazione: Un giorno prima mettere la carne a bagno in un luogo fresco col vino, le spezie, una cipolla, due carote e una costa di sedano. Preparate un soffritto ricco ( cifr. Kitchen For Dummies 2).Scolate la carne, asciugatela, fatela rosolare nel soffritto e quando é rosolata bagnatela con il vino filtrato dalle spezie, aggiungete una mezza patata (servirà a addensare il sugo) e lasciate cuocere a fuoco bassissimo per 3 o 4 ore girando la carne ogni tanto. Se vedete che il sugo si addensa troppo coprite in parte la pentola e in caso di necessità aggiungete un po’ di brodo caldo ( no vino perché se non cuoce resta troppo aspro). Al termine della cottura, regolate di sale e pepe, togliete la carne e quando è fredda tagliatela in fette da 1 cm e frullate il sugo. Al momento di servire rimettete le fette nel sugo e scaldate.

Biblio: Cuochi si diventa 1 A.Bay Feltrinelli, Le ricette regionali italiane A.Gossetti della Salda Ed. Solares

 

Chi sono

Zenone (non il filosofo, ma quello dell’ Opera al Nero) 63 anni, lavora in editoria, una grande passione per la cucina, una compagna l’ “Apprensiva” due figlie la “Tennica” e l’ “Artista” una nipote “ La Perla di Labuan, una ex moglie poco ex l' Irriducibile e un procedimento penale in corso per una vicenda medico-farmaceutica. Io mi dichiaro innocente (come tutti, anche quelli nel braccio della morte) ma posso invocare la testimonianza di quelli che mi conoscono : non sono mai passato con 11 pacchetti nella cassa da 10. Il 25 ottobre sono stato sollevato dagli "arrosti" ma Woodstock resta in gabbia fino a che la faccenda non sarà conclusa......03-02-12 ASSOLTO PERCHE' IL FATTO NON SUSSISTE 11-09-12 si aggiunge al gruppo il Paziente friulano, marito che, pur essendo italiano e ivi residente, la Tennica ha trovato in Patagonia. Nella compagnia è sempre più presente SuperMax, nipote diciottenne dell'Apprensiva, tanto entusiasta della vita quanto disinteressato alla scuola.

Scrivimi

zenone@arrostidomiciliari.it

Controllo delle é / è, ortografico a posteriori a cura della Tennica

Con questa ricetta partecipo al contest indetto da Cucina Semplicemente in collaborazione con Farina Antiqua macinata a pietra

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